Il tycoon sudafricano era tutt’altro che entusiasta di Anthropic. Ora ci si allea per provare ad affossare il loro avversario, Sam Altman, e per risolvere alcune problematiche in vista dell’Ipo di SpaceX
Una partnership per restare al vertice. Va letta così la collaborazione appena nata tra Elon Musk e Dario Amodei. L’azienda xAI metterà a disposizione di Anthropic l’enorme data center di Memphis, Colossus 1, un tempo pensato per alimentare il chatbot Grok – che opererà sull’altro supercomputer Colossus 2. Nel costruirlo, l’idea di Musk era chiara: se si hanno i chip, si può vincere la sfida dell’intelligenza artificiale. E Colossus 1 vanta 220.000 GPU targate Nvidia. Con questo accordo, Anthropic potrà aumentare la sua capacità di calcolo (300 megawatt entro la fine del mese) e raddoppiare i limiti di utilizzo da parte degli abbonati al suo modello Claude. La startup nel frattempo ha chiuso altri accordi con altre aziende per aumentare ancora la sua efficienza. Ultimamente, infatti, c’erano stati diversi problemi, tanto da non avere abbastanza processori per rispondere a tutte le richieste. Nell’accordo con Musk c’è anche di più. A febbraio, il tycoon aveva inglobato xAI a SpaceX, la sua azienda aerospaziale. Che presto potrebbe collaborare con Anthropic per la costruzione di data center nello spazio, come si legge nel comunicato della startup.
Fino a qualche tempo fa era inimmaginabile un matrimonio del genere. Solo tre mesi Musk considerava Anthropic “malvagia” e “misantropica”. Ora, invece, si dice “impressionato” dopo aver parlato con i suoi dirigenti. Questo vuol dire che anche nel mondo della tecnologia vale la regola: il nemico del mio nemico è mio amico. Per fare nomi e cognomi, nel momento in cui Amodei è in aperta competizione con Sam Altman, lo stesso che Musk ha trascinato in tribunale per un contenzioso con OpenAI, automaticamente Amodei diventa un alleato per affossare Altman.
L’intreccio può sembrare complesso, ma in realtà è facilmente spiegabile, come racconta Axios. Dietro ci sono interessi e strategie, inimicizie vere o presunte. Tutto, però, deve essere rapportato al proprio tornaconto. Collaborando con Anthropic, Musk risolve infatti anche un altro problema. Una delle critiche mosse alle sue aziende è che la domanda non giustificava i maxi investimenti nelle infrastrutture. Secondo il sito The Information, sfrutterebbe appena l’11% delle capacità dei suoi chip. L’esatto opposto di Anthropic, che invece ha una richiesta di gran lunga superiore alla capacità di calcolo che possiede – la ragione per cui si affida a SpaceX. Affittando Colossus 1 ad Amodei, insomma, Musk riesce a ricollocare un asset inutilizzato e costoso. Il momento d’altronde è perfetto.
Il grande obiettivo di quest’anno rimane la quotazione in Borsa di SpaceX, ipotizzata per 1.700 miliardi di dollari. Presentarsi con un fardello simile avrebbe potuto far perdere valore alla sua azienda. Farlo invece con Anthropic nella lista dei suoi clienti è tutta un’altra faccenda.
















