“Tra Italia e Usa un rapporto solido, fondato su interessi comuni, sicurezza, atlantismo e cooperazione economica. L’Italia è centrale perché è ponte naturale tra Europa, Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Piano Mattei, corridoio IMEC, diversificazione energetica e sicurezza marittima non sono dossier separati: sono parti della stessa strategia”. Conversazione con il deputato leghista, presidente dell’assemblea parlamentare del Mediterraneo
Condividere valori e obiettivi con gli Stati Uniti, senza dimenticare di difendere sempre l’interesse nazionale italiano. Ne è convinto il presidente dell’assemblea parlamentare del Mediterraneo Giulio Centemero (Lega), che con Formiche.net commenta la visita a Palazzo Chigi del segretario di Stato americano Marco Rubio. Non solo un confronto sui rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti, ma un focus sulle principali questioni internazionali, definito da Giorgia Meloni “un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente”.
L’incontro Meloni-Rubio racconta di un rapporto che non è mai venuto meno?
Sì. L’incontro Meloni-Rubio conferma che il rapporto tra Italia e Stati Uniti non è mai venuto meno. È un rapporto solido, fondato su interessi comuni, sicurezza, atlantismo e cooperazione economica. Tutte le famiglie vivono periodi di complessità, ma sempre famiglie rimangono.
Si è reso altresì necessario un rilancio, dopo le ultime vicende?
Un aggiornamento era sicuramente necessario, perché il contesto internazionale è cambiato rapidamente: Iran, Hormuz, Libano, energia, sicurezza del Mediterraneo e delle catene del valore.
Alleati ma non sudditi, è stato più volte sottolineato anche in occasione delle precisazioni di Palazzo Chigi: in che modo?
Penso che l’allocuzione significhi condividere valori e obiettivi con gli Stati Uniti, senza dimenticare di difendere sempre l’interesse nazionale italiano.
Il ruolo dell’Italia, tanto nel Mediterraneo quanto in Ue, è fondamentale per gli Usa: come intrecciare esigenze nazionali e progetti strategici come il Piano Mattei, il corridoio Imec, la diversificazione energetica e la relativa sicurezza nel mare nostrum, anche valorizzando la presidenza italiana della Pam (Assemblea parlamentare del mediterraneo)?
L’Italia è centrale perché è ponte naturale tra Europa, Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Piano Mattei, corridoio Imec, diversificazione energetica e sicurezza marittima non sono dossier separati: sono parti della stessa strategia. La presidenza italiana della Pam può valorizzare questo approccio, rafforzando il dialogo parlamentare euro-mediterraneo, la cooperazione economica e la sicurezza delle rotte. In questo quadro si inserisce anche la recente missione della Pam a Washington, svolta durante gli Spring Meetings di Banca mondiale e Fondo monetario internazionale, con incontri a Capitol Hill, con membri del Congresso e con think tank statunitensi vicini anche all’area conservatrice americana. È stato un passaggio importante perché oggi manca spesso il dialogo parlamentare tra le due sponde dell’Atlantico. La Pam vuole colmare questo vuoto, costruendo relazioni stabili non solo con gli Stati Uniti, ma anche con Canada e America latina, nella convinzione che molte crisi possano essere affrontate attraverso la diplomazia parlamentare.
















