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Vi spiego l'americanizzazione della Cina nelle guerre giuridico-economiche. L'analisi di Picotti

Di Luca Picotti

Nei decenni precedenti la Cina si basava principalmente su logiche coercitive informali, come l’interruzione di canali diplomatici, una riduzione degli investimenti, i ritardi in alcuni scambi commerciali, insomma risposte politiche. Il presente sta costringendo Pechino a giocare con le stesse armi del rivale americano e costruire un armamentario via via più sofisticato. L’analisi di Luca Picotti, research fellow Osservatorio Golden Power, autore di Linee invisibili (Egea) e La legge del più forte (LUP)

Ponti culturali. La diaspora emiliano-romagnola negli Stati Uniti

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

Una missione istituzionale ha messo al centro le comunità emiliano-romagnole presenti negli Stati Uniti e, nel contempo, ha aperto prospettive con il rafforzamento, in chiave territoriale, delle esperienze, degli approcci e dei soggetti del soft power dell’Italia

Antisemitismo. Il j'accuse di Vittorio Robiati Bendaud

Di Vittorio Robiati Bendaud

Lo scrittore e saggista Vittorio Robiati Bendaud riflette sull’antisemitismo, non residuo d’ignoranza ma struttura profonda, capace di travestirsi da progresso e riemergere oggi nell’antisionismo e nelle rimozioni storiche (dagli armeni alle ambiguità della memoria “inclusiva”). Sullo sfondo, la crisi della democrazia liberale, terreno fertile per il ritorno di vecchi fantasmi

Infrastrutture critiche nel mirino. La cybersicurezza nell’era quantistica

Di Anna Calabrese

L’evoluzione delle minacce contro infrastrutture critiche, come evidenziato sia dai recenti attacchi e dalle conseguenti accuse e dichiarazioni dei Paesi europei colpiti che dai dati delle agenzie preposte, presenta un cambiamento strutturale nel modo in cui il cyberspazio viene utilizzato, dal dominio cibernetico a quello quantistico. L’analisi di Anna Calabrese (Centro Studi Geopolitica.info)

Lezioni americane. Cosa insegnano gli Spring meetings del Fmi. Scrive Soprano

Di Carmine Soprano

Dagli Spring Meetings di Washington, tra aiuti in calo, crescita al ribasso e debito in aumento, l’ordine economico internazionale esce esposto ma resiliente. L’analisi di Carmine Soprano, economista del Gruppo dei 20

Dalla logistica all’energia, come cambia la sicurezza nazionale

Di Raffaele E. D'Uonno

La sicurezza nazionale si estende oltre la dimensione militare, includendo logistica, energia e infrastrutture critiche. La resilienza delle supply chain diventa centrale, delineando una macroarea integrata tra difesa, intelligence e sistemi logistici

Perché il 25 aprile non è più la festa contro tutti i totalitarismi

Di Alessandro Sterpa

Secondo Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore all’Università della Tuscia, il rischio è quello di svuotare la Liberazione del suo significato condiviso, in un clima sempre più polarizzato tra destra e sinistra

L’alleanza con Israele alla prova dell’opinione pubblica americana. Scrive Preziosa

Di Pasquale Preziosa

Negli Stati Uniti emergono segnali sempre più evidenti di un mutamento nella percezione pubblica di Israele, soprattutto tra le generazioni più giovani. Questo cambiamento incide su un equilibrio tradizionalmente fondato su sostegno bipartisan e convergenza strategica. Ne deriva una questione più ampia che rigurda la tenuta del consenso nelle democrazie occidentali come fattore critico della sicurezza

Giochi del Mediterraneo, Taranto 2026 come veicolo di speranza

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

Il nostro Paese ospiterà nuovamente, dopo le edizioni del 1963 (Napoli), del 1997 (Bari) e del 2009 (Pescara), i Giochi del Mediterraneo. Una manifestazione sportiva multidisciplinare che dal 1951 è occasione, ogni quattro anni, di riconsiderazione del ruolo dello sport, in una prospettiva multilivello. Taranto – “una città a strati”, scriveva Alessandro Leogrande – rinnoverà il proprio ruolo storico di crocevia del Mediterraneo

Golfo idrogeno

L’illusione della calma nel Golfo. Più diplomazia, non ancora più ordine

Di Marco Vicenzino

Le fasi di apparente distensione nel Golfo non segnano necessariamente una stabilizzazione, ma spesso l’ingresso in una fase più ambigua: una crisi meno visibile, ma più articolata e ancora irrisolta. L’analisi di Marco Vicenzino

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