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Libano, così Aoun lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano

Dopo l’incontro con Trump, il presidente libanese Joseph Aoun delinea una strategia che lega il disarmo di Hezbollah al ritiro israeliano, al controllo del territorio da parte dell’esercito e alla ricostruzione guidata dallo Stato. Una scommessa per rilanciare sovranità, stabilità e pace. L’analisi di Riccardo Cristiano

Aoun alla Casa Bianca, l'incontro chiave per il futuro del Libano. L'analisi di Cristiano

Il Presidente Aoun ripete da giorni che l’aiuto di Trump lo considera indispensabile, oltre che l’unico capace di fare pressioni su Israele. Il 21 luglio per un Paese come il Libano, diviso tra chi critica Aoun per la sua acquiescenza verso la Casa Bianca e chi critica Hezbollah per la sua acquiescenza verso l’Iran, sarà un giorno molto importante. L’analisi di Riccardo Cristiano

L’altra America festeggia il 250esimo a Lampedusa, con Papa Prevost

Nel giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, Leone XIV sceglie Lampedusa per ribadire un’altra idea d’America: quella dell’accoglienza e della dignità umana inaugurata da Francesco. Nel cuore del Mediterraneo, il papa richiama Europa e Occidente alla responsabilità verso i migranti e alla cultura della prossimità. L’analisi di Riccardo Cristiano

Israele-Libano, la svolta possibile. Ritiro, disarmo e incognite

Israele e Libano si riconoscono reciprocamente e avviano un processo per chiudere lo stato di guerra: ritiro progressivo israeliano e disarmo dei gruppi armati non statali. L’intesa segna una svolta politica profonda, ma restano incognite su tempistiche, ritorno dei profughi e reale attuazione, con Hezbollah e gli equilibri regionali al centro delle tensioni

Libano, nel ginepraio dei non-cessate-il-fuoco. L'analisi di Cristiano

Il Libano esiste se è il Paese del vivere insieme, messaggio regionale fortissimo. Difficile, ancor di più se si continua a parlare in termini di comunità religiose chiuse e non di persone con proposte, visioni, che ci sono. Forse per questo molti vedono nel piccolo Libano un grande pericolo. L’analisi di Riccardo Cristiano

Vi spiego la sfida teologica dietro il Memorandum Usa-Iran. L'analisi di Cristiano

Trump tenta di sostituire la logica dello scontro tra Bene e Male con quella del primato economico, mettendo in crisi la teologia del “Dio degli eserciti”: il nemico diventa negoziabile e integrabile, con effetti sul mondo evangelicale e sulle scelte di Teheran, sospese fra ideologia e pragmatismo. L’analisi di Riccardo Cristiano

Il generale riluttante. Come il presidente del Libano pensa di salvare il suo Paese

In una intervista alla Cnn, il Presidente libanese rompe il riserbo e indica una linea: dialogo al posto delle guerre per procura, critica all’ingerenza iraniana, pressione su Hezbollah per il disarmo e appello a Israele a cambiare strategia. Nel mezzo, il tentativo di riaffermare l’esistenza dello Stato libanese

Custodire la persona umana nel tempo dell’IA. La prima enciclica di Leone

Nel mondo interconnesso l’IA è già a un bivio: da una parte la potenza, dall’altra la famiglia umana universale, con diritti e doveri condivisi, dove la prossimità digitale diventa occasione reale di incontro e di cura reciproca. Ecco cosa dice Magnifica Humanitas, l’enciclica di papa Leone dedicata all’Intelligenza Artificiale e letta da Riccardo Cristiano

La Sicilia è un sentimento. Il nuovo libro di padre Spadaro letto da Cristiano

“Il paesaggio dello Stretto insegna che il vedere non è mai un atto solitario. […] Qui, nessuna delle due rive serve all’altra per definirsi. Nessuna si chiude sull’altra per completarsi. L’una esiste in presenza dell’altra. È un respiro alternato: quando una sponda tace, l’altra parla”. Riccardo Cristiano racconta l’ultimo volume di padre Antonio Spadaro, “La Sicilia è un sentimento. Viaggio sul limite dello Stretto”, (Touring Club)

La diplomazia di Papa Leone contro i muri. L'incontro con Rubio letto da Cristiano

Rubio potrebbe essere venuto a Roma non per ricucire tra il papa e Trump – Trump non lo gestisce lui – ma per prepararsi come “opzione preferibile ad altre” in vista delle prossime presidenziali. Questo figurare come meno indigeribile alla Santa Sede, rispetto ai suoi concorrenti cattolici di area Maga, potrebbe essere un obiettivo comprensibile. La riflessione di Riccardo Cristiano

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