Chi c’era a parlare dello stato del cinema italiano al Teatro Argentina. Foto di Pizzi

“La fabbrica della immagini non si ferma” è il titolo dell’iniziativa organizzata dall’Anica a Roma per fare il punto sul lavoro delle industrie cineaudiovisive dopo la pandemia e sul futuro dell’intero comparto. Il settore dell’audiovisivo in questi due anni è in realtà cresciuto e si è trasformato: è aumentata la domanda e l’offerta di contenuti, film e serie, soprattutto grazie alle piattaforme streaming, e questo ha portato a una crescita dell’occupazione. Sono circa novemila le imprese del settore, che generano 65mila posti di lavoro e un fatturato di 13 miliardi di euro. Chi ha sofferto e soffre di più per le nuove modalità di fruizione dei film, sono naturalmente le sale cinematografiche: si calcola che il box office italiano passerà dai 670 milioni del 2019 ai 300 milioni a fine 2022. Sarà sempre più necessario, quindi, creare nelle sale eventi in grado di calamitare il pubblico, soprattutto le nuove generazioni, e allo stesso tempo far sì che le imprese italiane si espandano nei mercati internazionali.

Al teatro Argentina il presidente Anica Francesco Rutelli ha chiamato al confrontato rappresentanti della politica, delle istituzioni e dell’intero settore, per promuovere un dibattito tra tutti i componenti della filiera. La giornata di lavori è stata aperta da un messaggio del presidente Draghi che ha sottolineato che “nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, l’industria del cinema e audiovisiva ha reagito con determinazione: nel 2020 sono stati prodotti 252 film, di 161 interamente italiani, e 105 opere audiovisive”, e ha ricordato che “il governo sostiene l’industria e gli operatori del settore attraverso investimenti significativi, a partire dal Pnrr”. Al teatro Argentina sono intervenuti, fra gli altri, il ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha ricordato che i fondi per il cinema sono passati dai 150 milioni del 2014 a 750 milioni nel 2022.

Il ministro ha sottolineato che questo “è un settore industriale trainante per il Paese”, che continuerà a crescere nei prossimi vent’anni. Per quanto riguarda le sale cinematografiche il ministro ha sottolineato che c’è bisogno di rinnovare l’offerta con servizi integrativi e ha ricordato che è stato appena approvato il decreto che prevede la finestra di 90 giorni prima del passaggio di un film italiano dalla sala alle piattaforme, che si vorrebbe estendere anche ai film non italiani.

Ecco tutte le foto.

Le foto con il logo Formiche sono di Umberto Pizzi (riproduzione riservata) – Le foto senza logo sono di Gabriel Stabinger

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