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“Il Napoli ha un grande attacco, ma la difesa dell’Inter gli ha reso le cose ancor più facili, giusto?” Ricorre a una metafora calcistica Alessandro De Nicola, presidente dell’Adam Smith Society e co-fondatore di Italia Aperta e Fare, da ultimo promotore di Ali (Alleanza liberal-democratica) per parlare del rischio che i liberali corrono con Matteo Renzi. Le idee del nuovo segretario del Pd possono conquistare l’elettorato che vuole rappresentare Ali o Fare, come ha sottolineato Lorenzo Castellani su Formiche.net. Per questo occorre correre ai ripari. Ecco pregi e difetti della Renzinomics spiegati dall’avvocato liberista blogger di “Das Kapital” sull’Espresso.

Il Renzi segretario del Pd è lo stesso Renzi candidato alle precedenti primarie? O l’ultimo Renzi è meno liberale e riformatore e più civatiano e di sinistra?

L’impressione è che abbia un po’ annacquato la parte liberale durante le primarie. Però il momento importante è “adesso!”, per riprendere il suo vecchio slogan. Ora è segretario e non può né impappinarsi né far sì che i renziani sparino parole o proposte di legge in libertà. Ne va della sua credibilità. Se il suo responsabile economico Filippo Taddei comincia a farfugliare cose non molto comprensibili su patrimoniali, Alitalia e Telecom non gli fa un favore.

Come valuta le proposte in materia di lavoro che traspaiono dalle idee di Gutgeld come ad esempio il contratto di inserimento senza la tutela dell’articolo 18? Carlo Stagnaro è quasi tentato di votare Renzi se questa proposta non fosse solo una proposta, ha scritto su Twitter…

Qualsiasi cosa migliori la flessibilità del mercato del lavoro è la benvenuta. Anche qui si ha l’impressione di assistere a segnali di fumo. Però siccome la priorità è l’occupazione, non dovremo aspettare tanto per vedere cosa propone concretamente Renzi. Il mio consiglio è di richiedere consiglio a Pietro Ichino, il quale, a sua volta, libero dalle pastoie Pd, si è ulteriormente “liberalizzato”, per così dire. La mia preferenza sarebbe tornare all’impostazione originaria del Codice Civile che forniva poche e chiare norme generali sul contratto di lavoro, lasciando il resto alla libera contrattazione tra le parti. A Carlo piace scherzare, comunque.

Non pensa che comunque Renzi, pur alla testa del Pd, possa calamitare simpatie e consensi di un elettorato liberale e liberista come quello che vogliono rappresentare Ali o Fare?

Come al solito le partite dipendono da quanto è forte la squadra avversaria ma anche dal tuo gioco. Il Napoli ha un grande attacco, ma la difesa dell’Inter gli ha reso le cose ancor più facili, giusto? Se la variegata area liberale non riesce a venire fuori con proposte credibili, che colpiscano l’immaginazione, portate avanti da persone competenti e comunicative, beh non ci si può lamentare se poi Renzi attira l’attenzione di una fascia di elettorato non ideologizzato ma che vuole modernizzare l’Italia.

Anche se non ha ruoli operativi in Ali, che comunque ha contribuito a promuovere, pensa che ci sarà una lista liberale che si richiami all’Alde alle Europee?

Penso sia probabile, ma dal mio punto di vista di cittadino, mi interessano più i contenuti. Io vorrei una lista che affermi l’idea che l’Europa sia innanzitutto un grande spazio di libertà, dove merci, idee, persone, capitali circolino liberamente e in sana concorrenza. Dove la burocrazia europea non si sostituisca per intrusività e inefficienza a quelle nazionali. Un’Europa saldamente atlantica e che aumenti la democraticità delle sue istituzioni. Una lista decisamente europeista e a favore dell’euro ma che dica chiaro che il proprio scopo è aumentare la libertà e il benessere dei cittadini.

E chi sarà il leader, o l’uomo simbolo, della lista liberale Ali? Si parla di Enrico Zanetti, vero? Noi abbiamo scritto anche di una possibile intesa fra Monti e Bonino. Che ne pensa?

Non sono un grande esperto della materia né son coinvolto nelle scelte… Posso dire, visto che lo ha citato, che ho molta simpatia per Enrico Zanetti e insieme a lui sto lavorando ad una cosina simpatica che magari presenteremo anche su Formiche. Ma tra coloro che gravitano intorno all’iniziativa Scelta Civica-Ali (ricordo che Ali non è un partito ma cerca di aggregare le forze liberal-democratiche), cui spero che presto concorra anche Fare, conosco personalmente e stimo molti 40-50enni bravi come – in ordine alfabetico! – Calenda, Della Vedova, Giannini, Musso, Romano. Stefania Giannini può avere un ottimo impatto dal punto di vista anche della comunicazione. Giovani donne assai valide in quest’area sono ovviamente Silvia Enrico e Irene Tinagli. E naturalmente non dimentico Pietro Ichino, giovane di spirito.

Monti e Bonino sono persone competenti e perbene, due ex-commissari Ue molto stimati in Europa. Il primo risente però da ex premier dell’insuccesso dei suoi sforzi di liberalizzazione dell’economia e del mercato del lavoro nonché del ricorso esagerato all’imposizione fiscale e della timidezza sul versante dei tagli alla spesa pubblica. Quella esperienza di governo é stata un’occasione sprecata.

Come pensate di rintuzzare la ventata anti euro che sta iniziando a soffiare da parte del M5s, della Lega, di Forza Italia, dei Fratelli d’Italia, ecc.?

Ci sono due modi. Il primo è far capire bene che uscire dall’euro sarebbe una catastrofe perché nessuno ci presterebbe più soldi, chi ha debiti in euro o altre valute si troverebbe a dover pagare cifre molto più alte per l’inevitabile svalutazione della Liretta, che porterebbe peraltro a nuova inflazione. Ribadire che i nostri guai sono auto inflitti. La spesa pubblica, le mutande di Cota o le feste der Batman non sono colpa della Merkel, né lo è la corruzione, la giustizia lenta o la burocrazia infingarda.
Allo stesso tempo è necessario dare una prospettiva per la quale gli europeisti non siano identificati con i grigi Van Rompuy ma con coloro i quali sono per l’innovazione, meno carico fiscale, la libertà di movimento, la creatività. Due messaggi che devono marciare insieme.

Ma non pensa che la gabbia dell’austerità sui conti pubblici stia contribuendo a strozzare l’economia? E non pensa che la ventata anti-euro possa ammansire i rigidi spiriti teutonici su deficit e debito?

Non dobbiamo ridurre debito e deficit per fare piacere alla Wehrmacht, ma per noi e i nostri figli. Deficit e debito, accoppiati ad una tassazione altissima, hanno soffocato l’economia italiana già vittima dell’inefficienza della PA.

I liberali, le Europee e il fattore Renzi. Parla il liberista De Nicola

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