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Nel centro destra è tutto un chiacchiericcio per cercare di ricucire strappi, incompatibilità e fratture multiple. Nella sinistra, diventata un tesserificio per fare un po’ di beneficenza ad immigrati albanesi, eritrei, ghanesi, libici e ragazzi di colore vario, si lavora alacremente per denunciare le larghe intese come un oltraggio alla costituzione, al potere giudiziario e ai candidati alla leadership e alla premiership purché si cambi.

Al centro, la gara a galleggiare comunque, non importa se mutando bandiera, giocando coi sinistri arrivandi e con i post-qualcosa purché abili maneggioni e produttori di prebende, scherzano coi sondaggi che precipitano oltre i limiti dell’irrilevanza. Grillo ha scoperto le magagne dei regolamenti parlamentari e ordina ai suoi di avvalersene come strumenti di denuncia dell’immodificabilità del sistema e dell’urgenza di abbatterlo, pur avvertendo che intanto tende a portare a Bruxelles almeno una ventina di ascari obbedienti, muti e nei secoli fedeli, anche se raccogliticci via streaming.

Certo, un’analisi di questo tipo è agghiacciante, e per niente ironica, anche se ognuno dei suoi destinatari può sorridere del giudizio trasparentemente negativo che potrebbe adattarsi all’avversario locale o nazionale. Ma non è il termometro che indica la febbre da accidia politica; è chi pretende di fare politica smodatamente che deve darsi una regolata e passare dagli opportunismi disinvolti alle coerenze mature, indipendentemente dall’età, visto che, ad andare fuori di sinderesi, vi sono molti professionisti di antico pelo che pretendono di sopravvivere ai loro vizi irreversibili.

Qualcuno cercherà persino di giustificarsi assumendo che anche in altre contrade ed emisferi la politica è diventata liquida e poltigliosa. Ciò non significa che, da noi, sia legittimo attorcigliarsi attorno alle consuetudini peggiori. Anche Aristofane, dileggiando gli ateniesi per la loro mania per i processi, non aiutò Atene a sfuggire alla decadenza.

Decadenza (non di Berlusconi) alle porte

Nel centro destra è tutto un chiacchiericcio per cercare di ricucire strappi, incompatibilità e fratture multiple. Nella sinistra, diventata un tesserificio per fare un po’ di beneficenza ad immigrati albanesi, eritrei, ghanesi, libici e ragazzi di colore vario, si lavora alacremente per denunciare le larghe intese come un oltraggio alla costituzione, al potere giudiziario e ai candidati alla leadership e…

Progettare il futuro dimenticando i numeri primi/2

“Il futuro è in noi molto prima che accada” Rainer Maria Rilke Ma come fare? Con quali strade, quali percorsi superare il crinale impervio della crisi e dei numeri primi? Al di là delle ricette economiche in senso stretto, insisto sul fatto che è necessario un salto di paradigma culturale. L’unica strada percorribile per il pieno conseguimento di questo obiettivi…

Vi spiego perché (secondo me) Cancellieri ha sbagliato

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori pubblichiamo il commento di Domenico Cacopardo apparso sul quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi, Italia Oggi. La ministra Cancellieri va oggi in Parlamento per spiegare il proprio operato nei confronti di Giulia Ligresti, in custodia cautelare. Sarebbe stato meglio che, quando è emersa la telefonata (con cui assicurava il proprio interessamento per la 'reclusa' anoressica)…

Liberi Ogm in libero Stato

Decreto anti-ogm o anti-libertà? E' l'interrogativo che lancia sul tavolo del governo la consueta pagella di Italia Aperta, il pensatoio-aggregatore di liberali coordinato dall’ex senatore Enrico Musso e co-fondato dall’economista Alessandro De Nicola, che dopo i rilievi sulla portualità dedica alla materia degli Ogm le sue ultime pagelle: un modo di monitorare e seguire le politiche nazionali, regionali, provinciali e…

Siamo tutti Cancellieri, o quasi. I suoi predecessori la difendono così

Alfredo Biondi, ministro della Giustizia nel primo governo Belrusconi, l’ha ribattezzata “la maledizione di via Arenula”. Non è solo l’attuale Gaurdasigilli Anna Maria Cancellieri ad essere finita tra le polemiche. La lista dei polveroni che hanno colpito negli ultimi anni i titolari del dicastero è lunga. Sarà allora per questo che quasi tutti i suoi predecessori interpellati dal quotidiano Il…

L'offensiva anti Google del Pd stupisce i piddini di Google?

Il destino, si sa, è cinico e baro. A volte, invece, è comico. Come spiegare altrimenti la curiosa vicenda che vede alcuni alfieri renziani o filo-renziani del Pd, come Ernesto Carbone e Francesco Boccia, impegnati in un ingegnoso progetto anti-Google. L'idea è quella di costringere i miliardari-geek californiani a pagare il fisco per il fatturato pubblicitario, e sta impensierendo non…

Notizie da Berlino, il degrado di Kreuzberg e l'immigrazione

Riflessioni a partire da un aritcolo di Exberliner, Berlino. Monika Hermann, sindaco in quota ai Verdi del quartiere Kreuzberg, intervistata da Seymour Gris, parla del quartiere più trendy della città, quello dei giovani, dei locali e della “libertà” di fare un po’ tutto ciò che si vuole. Ma Kreuzberg non è un paradiso come in molti credono: ci sono emergenze…

Libero rende la Cancellieri cancellabile

“Cancellabile”. Libero cancellerebbe con un tratto di penna Anna Maria Cancellieri, come rivela la sua prima pagina di oggi. Nel giorno in cui la ministra della Giustizia è attesa in Parlamento per motivare il suo intervento a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro non è tenero nei suoi confronti. E si discosta dai principali quotidiani…

Cancellieri e il governo cincischiante

Questo editoriale di Federico Guiglia è uscito oggi sulla Gazzetta di Parma Lei ha offerto per due volte le dimissioni, e lui per due volte ha detto di no. Lei e lui, Annamaria Cancellieri ed Enrico Letta, la metafora di un governo che sembra, e non soltanto per le origini del presidente del Consiglio, come la Torre di Pisa: pende,…

Cancellieri, Idem e Biancofiore: analogie e differenze

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori pubblichiamo il commento di Gianfranco Morra apparso sul quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi, Italia Oggi. Il maschilismo in politica è ormai alla fine. Come è giusto. Le donne sono capaci (o incapaci) come i maschi. Ha vinto il «femminismo», il termine è, roseo e dolce, giustamente rivendicativo. «Sono femminista», si dice con orgoglio. Fa,…

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