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Come siamo visti all’estero? Che cosa pensano i nostri amici europei della condizione caotica in cui versa la politica italiana? E, soprattutto, cosa ne pensano di Berlusconi?

Vivo in Germania, quindi posso dirvi qualche cosa giusto di ciò che i giornali tedeschi scrivono sul caso Berlusconi e sulle ultime vicende. Alcuni articoli apparsi su Die Welt, mi hanno fatto riflettere molto, anche perché, tra le sottocategorie indicate nella politica estera c’è una sezione dedicata proprio all’Italia, come per la Grecia.

In un articolo di Tobias Bayer, si parla del colpo di stato (Der Staatsstreich) operato da Silvio Berlusconi, che per i suoi problemi giudiziari decide di affossare il governo Letta e di gettare l’Italia nel caos.

Segue un altro articolo di Florian Eder, in cui si mette in evidenza che, malgrado i procedimenti giudiziari e le condanne, Berlusconi riesce ancora a gestire le sorti politiche dell’Italia. Il suggerimento che Eder dà ai seguaci di Berlusconi, è di separarsi da lui.

Aveva scritto bene Thomas Schimd, in un articolo del 1 agosto 2013: “Berlusconi ist Berlusconi: ein Spieler, dem die Staatsräson vollkommen gleichgültig ist”. A Berlusconi interessa solo Berlusconi. Lui è un giocatore, e tutto ciò che è ragion di Stato non lo riguarda. Questo è un fatto, ed è difficile, soprattutto ora, non rendersene conto, le istituzioni sono state usate da Mr B. come un salotto di casa per i suoi interessi, per le sue ambizioni e per sistemare i suoi problemi, spesso e volentieri di natura giudiziaria.

Anche per Der Spiegel, la decisione di Berlusconi è una cosa incomprensibile, anzi orribile. In prima pagina, su Der Spiegel Politik Online, si trova il titolo “Berlusconis hässlicher Plan”, firmato Fabian Reinbold.

Ironico, invece, è l’inizio dell’articolo su Die Zeit, di Fabio Ghelli, che si interroga sui preparativi per il compleanno di Silvio, da parte di Francesca Pascale e sulla scelta del regalo. Nella scelta di un dono “speciale” per il proprio compleanno, Silvio ha deciso un regalo per sé e per l’intero Paese: una crisi politica che può essere un problema non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa intera.

Da quando vivo in Germania mi sono sentito chiedere molto spesso, da amici, conoscenti e pure da persone che non conoscevo che, sentendomi discutere al telefono e vedendomi anche gesticolare, avevano capito la mia provenienza: “Ma come fate voi italiani a votare per uno come Berlusconi?” e ancora “Ma come potete sopportare Berluconi?”.

Ho ostentato spesso un sorriso, perché la risposta non l’avevo. Spesso mi sono limitato a sollevare le spalle, altre volte ho cercato di spiegare che io non avevo mai dato il voto a Silvio Berlusconi e dunque che per me era inconcepibile tanto quanto per loro, che uno come Berlusconi fosse rimasto al potere per così tanto tempo, altre volte mi sono addentrato in spiegazioni sociologiche (invano, e forzatamente) per dire che forse, in molti si riconoscevano in lui, o lo avevano preso come modello di successo da imitare.

Il punto, però, è che gli italiani non li capisco nemmeno io. Inconcepibile, che una persona così spudoratamente opportunista, che ha manipolato informazione, istituzioni, persone, per il suo personale tornaconto politico, circondandosi di individui più o meno deplorevoli, abbia vinto per tre volte le elezioni, anche con percentuali importanti e che dopo gli scandali, le offese, la ridicolizzazione del Paese agli occhi del mondo, abbia ricevuto ancora la fiducia di quasi dieci milioni di cittadini italiani.

Per i tedeschi, come per me, Mr B. rappresenta un’anomalia inconcepibile, aggiungo anche una degenerazione italiana. Sì, perché voglio essere onesto e per quanto possibile obiettivo: Berlusconi non è la causa dei nostri problemi, non direttamente. Berlusconi è, e credo di averlo già detto, in gran parte un effetto della nostra storia politica e del nostro senso civico. Se è dove si trova, è perché gli italiani lo hanno consentito e tutt’ora consentono a questo individuo di manipolare le sorti di un intero Paese.

Mi torna in mente, a proposito, la frase apparsa tempo fa su The Economist“the man who screwed an entire country”.

Questo era nel 2011, prima del governo Monti, a distanza di quasi due anni possiamo dire che Berlusconi è “the man who is still screwing an entire country”.

Approfondimenti sulla stampa tedesca:

Die Welt 

welt

 

 

Der Spiegel 

Spiegel

 

 

Die Zeit 

Zeit

Berlusconi secondo la stampa tedesca

Come siamo visti all’estero? Che cosa pensano i nostri amici europei della condizione caotica in cui versa la politica italiana? E, soprattutto, cosa ne pensano di Berlusconi? Vivo in Germania, quindi posso dirvi qualche cosa giusto di ciò che i giornali tedeschi scrivono sul caso Berlusconi e sulle ultime vicende. Alcuni articoli apparsi su Die Welt, mi hanno fatto riflettere…

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