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“Il Pd salva Alfano e il governo”: non è il Colle ad aver salvato il governo ma il Partito democratico, secondo la prima pagina di Repubblica in controtendenza rispetto a tutti gli altri quotidiani che attribuiscono il merito a Giorgio Napolitano. “Scontro tra i democratici – scrive il giornale diretto da Ezio Mauro – ma alla fine passa a larga maggioranza la decisione di non votare la fiducia”. Non muta di una virgola, però, la posizione su Alfano: “Quel ministro non può restare al suo posto” chiede Eugenio Scalfari nel suo fondo straordinariamente di venerdì. Mentre a centro pagina continuano le ricostruzioni su caso kazako e sui riverberi nell’esecutivo affidate a Bonini e a De Marchis.

La prima pagina della Stampa di Torino sta tutta nell’editoriale del direttore Mario Calabresi, che “legge” l’affondo di Napolitano contro la crisi come il “rifiuto delle scorciatoie”. Il capo dello Stato, “già in un tempo supplementare, gioca il pallone nel modo più diretto ed efficace possibile”. Mentre Libero propone una vignetta con Letta in veste di papà che sculaccia il figlio discolo Renzi: “Kazaki amari per Renzi”, titola. Sul sindaco di Firenze si concentra Il Giornale, con un “dopo le minacce Renzi si mette a cuccia”, dopo che il quotidiano di via Negri per tre giorni aveva scelto proprio di aprire sulla posizione controversa del sindaco, tentato dal voler “staccare la spina al governo e al Pd”. Mentre ampio spazio è dedicato allo stop all’aumento di iva e abolizione imu: “finalmente ci siamo”. Proseguendo nella direzione di marcia che vuole “altre” priorità al centro dell’azione d governo, come rammenta Vittorio Feltri nel suo fondo. Attacca il Colle invece Il Manifesto, con una foto di Napolitano durante la cerimonia del Ventaglio su cui campeggia il titolo: “Napolitanistan”: l’Onu avverte l’Italia, è il catenaccio, ma “il Capo dello Stato assolve Alfano e blinda il governo”.

L’appello di Napolitano occupa la prima pagina del Corriere della Sera: “Non fate cadere il governo”. Con tre editoriali a supporto: il costituzionalista Michele Ainis torna alla carica su confusione e inefficienza nel solco di quel rapporto fra politica e burocrazia; Maria Teresa Meli riporta l’ipotesi che circola a Palazzo Chigi di un rimpasto in autunno; e Fiorenza Sarzanini insiste nella ricostruzione del caso kazako, direttamente collegato al difficile momento dell’esecutivo, con “l’ambasciatore che ordinò il blitz”.

Il Fatto Quotidiano, riprendendo la sua consueta posizione sul Quirinale, titola: “Re Giorgio dà gli ordini a Parlamento, Pd e stampa”. Con le “nuove disposizioni di Napolitano: Alfano non si tocca per salvare Letta”. E Marco Travaglio sceglie l’arma dell’ironia nel suo fondo ammonendo: “Taci, il kazako ti ascolta”. Quirinalizio anche il titolo del Messaggero: “Nessuno stacchi la spina” che oltre al virgolettato del Presidente sul momento politico (“se cade Letta contraccolpi incalcolabili”), riporta anche quello sul caso kazako: “Di gravità inaudita”. Con in sottoapertura il dossier Saccomanni sottoposto al vertice di Palazzo Chigi su piano Imu, sconti e tassa unica con Tares.

Diversa dalle altre la prima pagina del Tempo, che punta sulle cimici che “spuntano sulla sentenza Mediaset”. Una microspia è stata trovata nell’ufficio dei giudici di Cassazione che si pronunceranno sul Cavaliere. Con in testa un’inchiesta sul progetto Fori Imperiali a Roma che “perde pezzi”. Si concentra sull’economia, invece, Il Mattino di Napoli, che lancia l’allarme sul Sud che perde 166 imprese al giorno: lo dice il dossier di Confindustria. Sud e lavoro (ma al contrario) sulla prima pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno con la buona notizia di sei milioni di euro stanziati in Puglia per 150 imprese, da destinare a innovazione e ricerca.

Infine venerdì, giorno di settimanali e approfondimenti: L’Espresso insiste sulla “lobby gay in Vaticano”. Con il potere “parallelo che trama ai danni del Papa”.

twitter@FDepalo

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