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La radiografia dello stato della giustizia vaticana mette in luce, spiega il promotore di giustizia aggiunto Pierfrancesco Grossi, a fronte di un “aumento progressivo degli affari trattati”, “un organico del personale giudicante e inquirente rimasto sempre lo stesso, e con una piccola variazione del personale addetto alla cancelleria e agli uffici giudiziari”. Si nota inoltre “un particolare impegno del Giudice Unico e del Promotore di Giustizia” e “la produttività si conferma buona, come è possibile evincere – sostiene il magistrato vaticano – dal rapporto di ricambio dei procedimenti dell’anno”.
Gli avvocati che patrocinano in Vaticano, come “purtroppo l’esperienza dimostra”, “in molti casi non hanno adeguata conoscenza del diritto vaticano, sia sostanziale che processuale, con gli effetti che facilmente si possono comprendere”. Lo denuncia il promotore di giustizia aggiunto Pierfrancesco Grossi nella relazione di apertura dell’Anno giudiziario dello Stato della Città del Vaticano.

“A ciò si aggiunga – ha detto Grossi – per quanto riguarda i professionisti esterni, l’assoluta ignoranza del diritto canonico, che pure, come s’è detto, è la prima fonte normativa e il primo criterio di riferimento interpretativo”.

Il promotore ha ricordato che un tempo i “patroni nati del nostro foro erano gli avvocati concistoriali”, il cui collegio è stato soppresso da Giovanni Paolo II nel 1988, e che oggi “la difesa del nostro foro è assunta ordinariamente dagli avvocati della Rota Romana che siano laureati anche in diritto civile”, iscritti nel “relativo albo”, e che “in via eccezionale possono essere autorizzati anche altri professionisti esterni”. La ignoranza del diritto vaticano per Grossi riguarda ambedue queste tipologie di avvocati che nel foro vaticano.

Il giudice chiede dunque “corsi di specializzazione” e “appositi corsi di aggiornamento”, “come condizione per poter rimanere iscritti nell’elenco degli avvocati abilitati ad esercitare nel nostro foro”.

Il promotore di giustizia aggiunto Pierfrancesco Grossi, aprendo l’Anno giudiziario vaticano, ha fatto riferimento ai carichi penali derivati al sistema dal caso Vatileaks, cioè le indagini sulla fuga di notizie e documenti riservati dal Vaticano. “In relazione alle note vicende penali – ha sottolineato – si è attivato l’ufficio del Giudice dell’esecuzione penale, accanto a quello, sempre molto attivo, dell’esecuzione civile”.

Il promotore di giustizia ha ancora “in corso sei istruttorie sommarie”.

Il magistrato, con “riferimento alle attivita’ degli uffici giudiziario nel decorso anno” ha voluto esprimere “un sentito ringraziamento al corpo della gendarmeria, in particolare – ha detto – nelle sue funzioni di polizia giudiziaria, per l’esemplarità, l’efficienza, la discrezione, l’incisività della sua azione, spesso svolta – ha detto – in condizioni oggettivamente difficili e lontano dalle esposizioni mediatiche”.

Nel dettaglio dell’attività giudiziaria riferita da Grossi, il giudice istruttore del Tribunale ha ricevuto dal promotore di giustizia 71 richieste, ha pronunciato, anche con riferimento a richieste degli anni precedenti, 79 decreti di archiviazione, ha svolto 3 istruttorie formali e ha pronunciato una sentenza penale di rinvio a giudizio.

In particolare in sede penali, il promotore di giustizia ha ricevuto 53 rapporti dal Corpo della gendarmeria, ha trasmesso con le sue richieste 71 rapporti al giudice unico e ha in corso 6 istruttorie formali.

Ecco la radiografia della Giustizia vaticana

La radiografia dello stato della giustizia vaticana mette in luce, spiega il promotore di giustizia aggiunto Pierfrancesco Grossi, a fronte di un "aumento progressivo degli affari trattati", "un organico del personale giudicante e inquirente rimasto sempre lo stesso, e con una piccola variazione del personale addetto alla cancelleria e agli uffici giudiziari". Si nota inoltre "un particolare impegno del Giudice…

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