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Gli investitori stranieri nel settore delle energie rinnovabili in Spagna hanno assunto avvocati per intentare una potenziale azione giuridica internazionale contro il governo spagnolo, reo di aver approvato nuove regole che a loro detta rompono i contratti già stipulati. A renderlo noto è l’agenzia Reuters.

MENO SOVVENZIONI PER LE ENERGIE ALTERNATIVE
Non è chiaro – si legge nell’articolo – quanto le rivendicazioni possano avere fortuna, ma i fondi internazionali hanno più di 13 miliardi di euro di investimenti energetici rinnovabili in Spagna e dire che il governo ha rinnegato i termini del loro investimento.

Il Parlamento spagnolo ha approvato una legge che taglia le sovvenzioni per le energie alternative, facendo marcia indietro sulla sua strada verso l’energia pulita.

Tale misura – dicono i lobbisti del settore – insieme a altre leggi recenti tra cui una tassa sulla produzione di energia che ha colpito gli investimenti in energia verde in modo particolarmente duro, praticamente eliminerà i profitti di impianti fotovoltaici, solari termici e eolici.

LA CAUSA CONTRO IL GOVERNO SPAGNOLO
Lo studio legale di diritto commerciale internazionale Allen & Overy ha dichiarato che sta rappresentando un gruppo di investitori concentrati su impianti fotovoltaici, a fronte di potenziali reclami ai sensi della Carta energetica internazionale.

“Fondi d’investimento internazionali stanno consultando legali per comprendere come procedere con l’azione. Ci saranno diverse cause,” ha annunciato Luis Crespo, segretario generale dell’associazione spagnola per il solare termico.

Lo stesso Crespo ha detto che gli investitori, provenienti anche da Stati Uniti, Giappone ed Emirati Arabi Uniti, sono tra coloro che portano avanti l’azione attraverso la sede a Bruxelles per la vigilanza sul rispetto della Carta energetica, che lega i membri di norme in materia di energia e di arbitrato.

LA REAZIONE DEL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
Il ministro spagnolo delle politiche industriali José Manuel Soria ha difeso la legge approvata giovedì in Parlamento, dicendo che le misure erano necessarie per eliminare il deficit tariffario di 28 miliardi di euro del sistema elettrico.
Alla richiesta di commentare le potenziali cause legali intentate a seguito della norma, Soria detto che il governo quando legifera pensa solo e sempre all’interesse generale e alla legalità, rifiutandosi di fare ulteriori commenti.

LA BOLLA VERDE
Tale deficit, accumulato in anni di governo in cui si è tenuto basso il prezzo dell’energia elettrica a un livello che non avrebbe coperto i costi regolari, inclusi gli incentivi per le energie rinnovabili, è al centro dei problemi del settore energetico della Spagna.

LA RABBIA DEGLI INVESTITORI
“Non vedo motivo perché qualcuno dovrebbe investire altri soldi nel settore in Spagna” ha detto un investitore la cui società sta studiando eventuali reclami.

La stessa fonte, che ha chiesto di rimanere anonima, ha detto che le riforme potrebbe portare alcuni progetti nel settore solare, in particolare quelli ad alto tasso di rischio, al fallimento.
Gli investitori stranieri hanno speso denaro in progetti eolici e solari in Spagna, attratti dalle generose sovvenzioni nel corso di un decennio di boom economico che ha aiutato il paese a diventare uno dei più grandi mercati per gli investimenti in energia verde.

Il problema è stato che il costo delle sovvenzioni non è stato trasmesso interamente ai consumatori, perché questo avrebbe spinto i prezzi a massimi senza precedenti.

LE IMPRESE COINVOLTE
Imprese spagnole come Acciona e Abengoa sono state duramente colpite dalle nuove norme, ma poiché è passato come un decreto del governo, le aziende spagnole non hanno praticamente nessun modo di appellarsi e non si uniranno alle rivendicazioni oggetto di studio da parte di investitori stranieri.

Le società estere quotate in borsa con investimenti nel settore – dicono fonti informate – includono la tedesca E.ON e le giapponese Mitsubishi e Mitsui.

LA LETTERA AL PREMIER RAJOY
Alcuni dei fondi che stanno pianificando azioni legali sono anche tra gli undici investitori che hanno inviato una lettera al primo ministro spagnolo Mariano Rajoy nel mese di luglio, per lamentarsi di un’altra riforma energetica con un impatto retroattivo sugli investimenti, hanno detto le stesse fonti.
La lettera è stata firmata da Ampere equity fund, Aes solar, Kkr, Rreef Infrastructure, Meag, Kgal, Infrared capital partners, Hg capital, Eiser infrastructure partners, Cube infrastructure e Antin infrastructure partners.

La corrida dei big delle rinnovabili

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