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L’organizzazione apolitica Purple Strategy ha pubblicato qualche mese fa un sondaggio sui nove Stati americani che saranno decisivi per i risultati delle elezioni il prossimo 6 novembre: Florida, Colorado, Ohio, Virginia, New Hampshire, Iowa, Wisconsin, Nevada e Carolina del nord. Sono i cosiddetti “swing states” o “battleground states”, territori che possono sorprendere spostandosi sia dal lato Repubblicano o quello Democratico nei prossimi giorni.
 
Per conquistare la Casa Blanca quello che conta è il numero di grandi elettori. Ce n’è bisogno di almeno 270 su 538. Florida e Ohio, con i rispettivi 29 e 18, fanno la differenza più rilevante. Dalle tendenze recenti di questi Stati si possono fare calcoli approssimativi per capire chi sarà il prossimo presidente americano.
 
Dov’è in testa il democratico
 
Anche se a livello nazionale i sondaggi sono molto pari per i due candidati, secondo il sito RealClearPolitics.com Barack Obama sarebbe rieletto presidente degli Stati Uniti se le elezioni fossero oggi. È in testa in sei dei nove “swing states” con un vantaggio di 210 a 191. I democratici cercano 60 voti in Florida, Ohio, Carolina del Nord e Virginia, “swing states” che nel 2008 hanno appoggiato Obama ma non c’è sicurezza che il fenomeno si ripeta il prossimo 6 novembre. Quattro anni fa Obama aveva un margine superiore a 10 punti in diversi “swing states” mentre oggi varia da 5 a 0.8% . In Florida, Colorado e Carolina del Nord Romney è in testa.
 
Il vantaggio declinante di Obama
 
Uno studio dell’Università Quinnipac della Pennsylvania spiega che dei 12 punti di vantaggio che aveva Obama all’inizio del mese, adesso si sono ridotti soltanto a quattro (50% contro 46%). Secondo i sondaggisti i votanti maschi, i lavoratori del settore industriale e i cattolici sarebbero passati dall’indecisione alle file di Romney.
 
Le donne di Barack
 
Obama ha il sostegno delle donne e il voto ispanoamericano. Ma il 7% dice di potere cambiare opinione prima delle presidenziali. La maggioranza dei “swing states” sono governati dai repubblicani, il che potrebbe giocare contro al momento del voto.
 
Per chi è in vantaggio Obama
 
Secondo il blog Five Thirty Eight del New York Times, Obama avrebbe il 66% di possibilità di essere rieletto, nonostante abbia perso otto punti in una settimana. Obama ha 289 voti elettorali, più dei 270 necessari per vincere. Anche l’ultima consultazione di Rasmussen dà due punti di vantaggio al presidente Obama rispetto a Romney (49% contro 47%). La prima volta dall’8 ottobre, quando ha perso popolarità a causa del suo scarso risultato nel primo dibattito pubblico.
 
Il numero degli indecisi
 
Ma questi punti non superano il margine di errore dei sondaggi e potrebbe non essere sufficiente per garantire la vittoria. Il prossimo presidente degli Stati Uniti deve ancora convincere un 1% di elettori che preferisce un terzo candidato e un 2% che ancora non ha deciso a chi dare il suo voto il prossimo 6 novembre.

Il gioco degli Stati che intriga Obama e Romney

L’organizzazione apolitica Purple Strategy ha pubblicato qualche mese fa un sondaggio sui nove Stati americani che saranno decisivi per i risultati delle elezioni il prossimo 6 novembre: Florida, Colorado, Ohio, Virginia, New Hampshire, Iowa, Wisconsin, Nevada e Carolina del nord. Sono i cosiddetti “swing states” o “battleground states”, territori che possono sorprendere spostandosi sia dal lato Repubblicano o quello Democratico…

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