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L’impegno nella Responsabilità d’impresa investe oggi la gran parte delle grandi aziende a livello internazionale e costituisce una delle principali leve di comunicazione verso il grande pubblico e le istituzioni.
Quella che fino a pochi anni fa era considerata una preoccupazione emergente ma periferica, oggi è una scelta obbligata e una priorità strategica per le imprese che, da un lato riconoscono l’importanza di adottare pratiche sostenibili per migliorare il modo di fare business, dall’altro sono consapevoli della nuova domanda di sostenibilità e dell’aumento in numero e in importanza degli stakeholder e la loro esigenza di trasparenza.
 
Per Autostrade per l’Italia la sostenibilità è un orientamento strategico nonché un approccio di tipo operativo, concreto e misurabile che investe le dinamiche di gestione dell’impresa. Per questa ragione ogni strategia è programmata in un’ottica di medio lungo periodo, accompagnata da una valutazione a 360 gradi dei rischi annessi alle attività, e soprattutto non “agganciata” ad aspetti e fattori contingenti.
Autostrade per l’Italia gestisce oltre 4mila km di rete autostradale in Italia e all’estero con più di 5 milioni di clienti al giorno ed è oggi il maggiore investitore europeo con un piano di investimenti di oltre 23 miliardi di euro. Un business di questo tipo richiede alla base una profonda conoscenza delle necessità del territorio, un continuo confronto e dialogo con le comunità e le istituzioni ed un approccio responsabile a partire dalla fase di progettazione dell’opera fino alla gestione dell’infrastruttura.
 
La sostenibilità è un tratto distintivo del brand ed è basata su un approccio focalizzato su cinque linee di azione:
– il miglioramento continuo del servizio offerto, dei livelli di sicurezza e di fluidità del traffico, attraverso interventi sulle arterie autostradali, iniziative di informazione e sensibilizzazione e una strategia attenta alle esigenze del cliente;
– il confronto costante e trasparente con le istituzioni e il territorio;
– l’integrazione delle competenze e l’attenzione al capitale umano attraverso i programmi di formazione e sviluppo, il rigoroso rispetto delle norme, l’adesione a standard internazionali in materia di diritti umani e di condizioni di lavoro, l’impegno continuo sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e nei cantieri in un’ottica di responsabilità estesa che guarda anche alle imprese della Supply chain;
– l’attenzione all’ambiente attraverso la mitigazione degli impatti delle attività e la riduzione nell’utilizzo delle risorse naturali, nonché l’impegno dedicato al tema dell’energia, che si concretizza in azioni finalizzate al contenimento dei consumi e all’adozione di fonti energetiche rinnovabili;
– l’innovazione tecnologica per l’evoluzione della mobilità, con una storia fatta di successi, dall’introduzione nei primi anni ‘90 del Telepass che vanta oggi oltre 7,5 milioni di utenti, alla realizzazione in Austria di un sistema di pedaggiamento free-flow e ancora dallo sviluppo del sistema di controllo della velocità media Safety tutor, principale artefice in questi anni della riduzione del tasso dell’incidentalità, all’evoluzione degli strumenti di infoviabilità. Fino ad arrivare all’attuale progetto per il pedaggiamento satellitare dei mezzi pesanti, per il quale nel 2011 l’Azienda si è aggiudicata una gara per l’implementazione del sistema su 15000 km di rete stradale statale in Francia.
 
Nel corso degli ultimi anni Autostrade per l’Italia ha raggiunto livelli via via crescenti di efficienza delle attività e dei processi e migliorato progressivamente le sue performance di sostenibilità. Questo impegno è stato riconosciuto con l’entrata e le successive riconferme della holding finanziaria e capogruppo Atlantia nel Dow Jones sustainability index, il prestigioso indice borsistico internazionale che include le aziende che hanno raggiunto risultati di sostenibilità eccellenti. Il Gruppo si è collocato e ha consolidato la sua posizione tra le organizzazioni best performer del settore trasporti e infrastrutture ottenendo risultati molto al di sopra della media di settore.
Oltre al Dow Jones di sostenibilità, si contano diversi indici borsistici etici che si sono moltiplicati in questi ultimi anni così come le società che alla base effettuano le valutazioni delle performance finanziarie, sociali e ambientali delle imprese. Anche questo evidenzia una crescente domanda ed aspettativa di informazione degli investitori e dell’opinione pubblica su tematiche non strettamente riconducibili alla sfera economica.
 
Proprio questa crescente sensibilità nei confronti dell’attività d’impresa, al di là della qualità del prodotto e dei risultati economici, può rappresentare oggi una nuova occasione di mercato per la quale orientare la propria attività in termini di efficienza, qualità e trasparenza.
In questo contesto assume un ruolo fondamentale l’aspetto comunicazionale, visto però in un’ottica di apertura verso l’esterno e di integrazione, non di social marketing ed autoreferenzialità.
 
Da questo punto di vista, Autostrade per l’Italia (attraverso Atlantia) intende giocare nei prossimi anni un ruolo attivo in ambito internazionale nella definizione di uno standard di rendicontazione trasparente e che assicuri una omogeneità di dati ed informazioni di imprese operanti in settori e Paesi diversi. Per questo motivo nel mese di luglio 2011, il gruppo ha ospitato la prima tavola rotonda italiana di Iirc (International integrated reporting committee) il Comitato internazionale e multi-stakeholder per la reportistica integrata e prenderà parte ad un programma pilota di durata biennale che ha come obiettivo quello di valutare e sperimentare un framework attualmente in fase di sviluppo e contribuire a definire al meglio il futuro ambito di applicazione. L’obiettivo è di implementare uno standard di riferimento per la rendicontazione, che possa offrire agli stakeholder di una organizzazione una visione più coerente, completa e bilanciata delle sue performance e della capacità di generare valore reale nel tempo.

Percorsi sostenibili

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Prove generali di una visione globale

A lanciare l’idea è stato l’allora segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, al World economic forum di Davos il 31 gennaio del 1999: «Propongo che voi, i business leader riuniti a Davos, e noi, le Nazioni Unite, avviamo un Patto globale di principi e valori condivisi, che darà un volto umano al mercato globale». Quella volontà di allineare gli…

La parabola della Responsabilità sociale d'impresa

Se è vero che la grave crisi economica in atto rende ineludibile la necessità di riformare il “business as usual”, appare ugualmente urgente lavorare anche su una evoluzione della “Csr as usual”, la quale – così com’è – rischia solo di infilare le ambizioni di “ethical shifting” dell’economia in un vicolo cieco. La Csr ha sinora prosperato mettendo al centro…

We-gov. Ecco come

Per cambiare davvero le cose in Italia, e cambiarle in meglio, non occorre spingere in strada centinaia di migliaia di persone, come è accaduto agli indignados della primavera spagnola, trasmessi in diretta web per giorni e giorni e poi inghiottiti dalla calura estiva. No. Non è questa la rivoluzione che serve. Si tratta piuttosto di utilizzare la potenza del web…

Appuntamento col futuro

Ripensare la Pubblica amministrazione partendo dal web e dalla sua evoluzione è oggi la più grande sfida che la politica si trova ad affrontare, se vuole adeguare l’azione amministrativa alla modernità dei tempi e alla velocità delle informazioni. L’apertura degli “affari amministrativi” dell’amministrazione americana per mano del presidente Obama e di Beth Noveck, rappresenta un punto di non ritorno fondamentale…

@democracy

Nel mondo molti governi sia nazionali sia locali, da Cleveland ad Atene, sono sull’orlo del fallimento. Sono 14 milioni gli americani senza lavoro e c’è solo un posto di lavoro disponibile su cinque persone che lo richiedono. Nel contempo gli utili delle 500 più grandi aziende degli Stati Uniti sono aumentati l’anno scorso dell’81%. Il 5% più ricco della popolazione…

Collaborazione di massa

Siamo abituati ad associare la rivoluzione digitale all’industria privata. I suoi protagonisti, gli uomini e le donne che hanno costruito la grande rete che tutti usiamo, sono imprenditori. E che imprenditori! Brillanti matematici e programmatori visionari, che diventano milionari a venticinque anni ed esercitano la potenza di fuoco culturale un tempo riservata ai divi del cinema e alle rockstar: gli…

Un'occasione per rovesciare la piramide

«Anche laddove vige il suffragio universale, il popolo non può comunque esprimere la propria volontà. E non può esprimerla perché una simile volontà collettiva di tutto un popolo, di milioni di persone non può esistere, e perché anche se esistesse una maggioranza di voti non potrebbe comunque esprimerla pienamente». Così scriveva Tolstoj nel 1905 descrivendo i sintomi della rivoluzione che…

Ci vogliono pazienza e impegno

Confesso che ho un po’ resistito all’invito di Formiche di ragionare sul tema dell’unitarietà dell’impegno dei cattolici in politica. Se ne parla troppo, e anch’io ne ho parlato più che abbastanza in questi ultimi mesi; e non sfuggo al sospetto che la sovrabbondanza di interventi alla fine saturerà il dibattito senza grandi esiti operativi. “Ne parliamo per parlarne”, secondo l’applicazione…

Il valore di una ispirazione

Nelle più recenti epoche storiche i cattolici in politica hanno vissuto esperienze molto diversificate per quanto riguarda la loro unità politica. Ci sono stati periodi caratterizzati da alcune condizioni storiche in cui i cattolici trovavano espressione soprattutto in un solo partito, anche se ciò non escludeva una pluralità di appartenenze residuali per quanto riguarda il numero, ma significative per quanto…

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