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Il campionato del mondo di calcio, del quale quest’anno abbiamo seguito la diciannovesima edizione, è lo spettacolo sportivo più seguito al mondo. Nato negli anni ‘30 insieme al concetto stesso di comunicazioni di massa, non stupisce che si sia sempre evoluto in stretto contatto con il mondo dell’audiovisivo e, data la concentrazione degli eventi, in modo ancor più efficace dei pur popolari giochi olimpici.
Fra le trasmissioni radiotelevisive rimaste nella memoria collettiva ha sicuramente il posto d’onore la combattutissima semifinale Italia-Germania giocata il 17 giugno del 1970. Lo scontro epico fra una nazionale tedesca apparentemente imbattibile e una squadra italiana che aveva faticato a qualificarsi nei gironi era destinato a terminare con un clamoroso 4 a 3, con gol segnati quasi tutti in modo rocambolesco fra il recupero e i tempi supplementari. L’intero Paese rimase incollato allo schermo seguendo la telecronaca condotta da Nando Martellini ben oltre la mezzanotte quando, dopo il fischio finale, esplosero incredibili festeggiamenti collettivi per le strade di borghi e città italiane. Forse la metamorfosi degli italiani dal teorico ruolo di “opinione pubblica” a quello molto più pratico di “telespettatori” è segnata proprio dalla frenesia collettiva della notte di Italia-Germania 4-3, ancor più che dalla celebre trasmissione dell’allunaggio dell’Apollo 11, precedente di appena un anno. Nel caso della notte lunare si trattava di un evento scientifico che calava sulla percezione del pubblico in maniera verticale, quasi incomprensibile nella sua portata, tanto da meritarsi anche gli strali di Montale o di Buzzati sulle prime pagine dei quotidiani. La cosiddetta “Partita del secolo” segna l’inizio di una fruizione orizzontale, di un’erotizzazione dell’esperienza mediatica che non mancherà di spiazzare gli intellettuali italiani negli anni successivi, pronti a bollare la televisione come il nuovo oppio dei popoli.
 
Quarant’anni dopo quell’epica trasmissione tv le immagini della partita si sono monumentalizzate, sono state oggetto di infinite operazioni nostalgia e di alcune azzeccate parodie, come la super-partita alla quale Fantozzi non può assistere perché deve guardare l’ennesima riproposizione cinefila della Corazzata Potëmkin. La riflessione su questi fenomeni di massa nel mondo intellettuale è passata dall’ostilità ad una malcelata condiscendenza e infine a una specie di entusiasmo che vorrebbe sottolineare la spontaneità di questa adesione così larga. Non a caso si dice quasi con disprezzo che gli italiani diventano patriottici solo quando gioca la nazionale. Quello che è ancora difficile da ammettere è che il pubblico di massa non è il ricevitore passivo di uno spettacolo circense, ma intrattiene con esso un rapporto dialettico, che grazie al flusso delle immagini lo rende portatore di istanze e desideri immediati, non semplice fruitore passivo.
L’avvento di internet e soprattutto del Web 2.0 renderà questo fenomeno sempre più evidente, man mano che al pubblico sarà consentito di commentare in tempo reale gli avvenimenti passando da una fruizione ancora abbastanza unilaterale a un vero e proprio scambio con l’evento che accade sul teleschermo.
 
INDICE DELLE COSE NOTEVOLI I gol e una breve analisi della partita in una clip di Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=EwUO8aNIlG0 * Un volume riccamente illustrato che ripercorre l’epica del calcio all’antica: Mario Balestracci, Nazionale. Dal Grande Torino a Messico ‘70, Milano, Mattioli, 2010 * Non è mai stato trasposto su DVD dalla Rai che pure lo ha prodotto, ma è l’unico film dedicato a ricostruire l’evento: Italia Germania 4-3 di Andrea Barzini, 1990 * Il quarantennale della partita in un articolo della Gazzetta dello Sport: http://www.gazzetta.it/Calcio/18-06-2010/italia-germania-4-3-71136898771.shtml * La ricostruzione degli eventi del 17 giugno secondo Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Partita_del_secolo * La famosa scena di Il secondo tragico Fantozzi che parodizza la “Partita del secolo”, qui diventata Italia Inghilterra: http://www.youtube.com/watch?v=Ab-_vVNb9UI * Le indimenticabili pagine di un grande giornalista sportivo: Gianni Brera, Storia critica del calcio italiano, Milano, Baldini & Castoldi, 1997

Schermaglie di agosto/settembre

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