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“Sui fentanili in Italia non c’è una situazione di allarme, bensì di allerta che ci impone di tenere alta la guardia”. A ribadire, intervistato da Formiche.net, le indicazioni del sottosegretario Alfredo Mantovano alla presentazione del Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl è Salvatore Leotta, tenente colonnello dei Carabinieri, direttore della sezione analisi presso la Direzione centrale per i servizi antidroga, struttura interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno.

Quale è la situazione in Italia sui fentanili?

Quanto ai sequestri, parliamo di 123 grammi e un certo numero di dosi in compresse negli ultimi 5 anni. Niente a che vedere con i livelli degli Stati Uniti, dove i sequestri di fentanili hanno raggiunto 6 tonnellate in polvere e 60 milioni di compresse contraffatte. Quanto ai decessi da overdose, in Italia ce ne sono stati due negli ultimi anni, uno nel 2018 e un altro nel 2019; negli Stati Uniti, invece, il fentanyl uccide con un ritmo di 200 persone al giorno.

E sulle droghe sintetiche?

Le droghe sintetiche rappresentano anche un problema di salute pubblica. Infatti, a differenza di quanto accade con quelle naturali su cui è presente abbondante letteratura medica, i casi di intossicazione da droghe sintetiche rappresentano una sfida. In particolare, le droghe sintetiche sono insidiose in quanto raggiungono i più giovani, che sono probabilmente spinti da un po’ di incoscienza e dalle competenze informatiche ad acquistare le sostanze online senza intrattenere rapporti con pusher o piazze di spaccio.

Che rapporto c’è tra droghe sintetiche e criptovalute?

Le criptovalute rappresentano un’ulteriore sfida. Lo dimostra l’operazione Painkiller della Guardia di Finanza di Piacenza, in collaborazione con la Dea americana, in cui il soggetto al centro della rete, pur non avendo legami con organizzazioni criminali classiche, era riuscito a creare un canale di approvvigionamento dalla Cina e una rete di vendita negli Stati Uniti che gli ha consentito di trafficare dall’Italia 100.000 dosi confezionate senza che queste venissero vendute in Italia, essendo destinate al mercato statunitense.

Che ruolo hanno le organizzazioni criminali nel traffico di queste sostanze?

Attualmente non abbiamo attività d’indagine che si sono concluse, quindi non possiamo dire che vi sia un interesse da parte delle organizzazioni criminali verso i fentanili. Tuttavia, trattandosi di un fenomeno nuovo ad alto tasso di redditività, può attirare l’attenzione di organizzazioni già impegnate nel narcotraffico, sia straniere sia nazionali come la ’Ndrangheta.

Come rispondono le strutture italiane davanti a questa sfida emergente?

Davanti alle droghe sintetiche, il sistema Paese agisce come sempre, con una forte collaborazione tra magistratura, forze di polizia e intelligence per contrastare la minaccia.

Che ruolo ha la cooperazione internazionale tra forze di polizia?

Trattandosi di un reato transnazionale, il contrasto al narcotraffico, sia delle sostanze naturali sia di quelle di origine sintetica, richiede una cooperazione internazionale molto stretta, come testimonia l’operazione di Piacenza.

(Nella foto: le quantità letali di eroina, fentanyl e carfentanil – Dea)

Fentanyl, ecco la situazione in Italia. Parla il tenente colonnello Leotta (Dcsa)

Conversazione con Salvatore Leotta, tenente colonnello dei Carabinieri, direttore della sezione analisi presso la Direzione centrale per i servizi antidroga: “Sui fentanili in Italia non c’è una situazione di allarme, bensì di allerta”

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