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L’azienda americana Boeing si accinge a inviare in Ucraina il primo carico di missili a lungo raggio (sviluppati assieme alla svedese Saab) noti come Ground Launched Small Diameter Bombs (Glsdb), che potrebbero vedere un impiego operativo già dai primi giorni di gennaio in base alle tempistiche rese pubbliche. Il testing operativo di queste armi si è svolto il 16 gennaio presso il poligono della Eglin Air Force Base in Florida, con il lancio (coronato dal successo) di sei proiettili sopra il Golfo del Messico.

L’esito positivo di questa sperimentazione ha dato il via libera all’esportazione in Ucraina su base pressoché immediata. I lanciatori, assieme a decine di testate, sarebbero infatti già state trasferite in Ucraina tramite un trasporto aereo; tuttavia, i tempi di consegna e il loro dispiegamento finale sono rimasti segreti per preservare l’elemento sorpresa (come già fatto in precedenza in altre occasioni).

Il contratto sarebbe già stato firmato ed approvato nel febbraio dell’anno scorso, motivo per cui l’invio die misilli non sarebbe stato sottoposto ad un vaglio congressuale che avrebbe potuto tramutarsi in una palude burocratica capace di bloccare l’invio, esattamente come nel caso del pacchetto di aiuti ancora bloccato al Senato.

Con la loro portata di circa centocinquanta chilometri, i sistemi Glsdb permetterebbero alle forze armate Kyiv di colpire bersagli posti a una distanza quasi doppia rispetto a quelli raggiungibili dai sistemi Himars, attualmente il sistema a più lungo raggio di cui dispongono le forze ucraine, fatta eccezione per gli Atacms, le cui poche scorte inviate a Kyiv sono state quasi esaurite e adesso sono disponibili in quantità molto limitate.

Per l’amministrazione statunitense Biden, la decisione di inviare il Glsdb all’Ucraina rappresenta infatti un modo per sopperire all’esaurimento delle scorte di munizioni Atacms. Pur non avendo la stessa potenza degli Atcams, i Glsdb sono molto più economici; inoltre, le loro dimensioni ridotte permettono una maggiore facilità nel dispiegamento e nell’impiego. “È ormai tempo di trovare mezzi creativi per fornire le capacità necessarie a colpire in profondità e spesso dietro le linee russe” è il commento di Tom Karako, esperto di armi e sicurezza presso il Center for Strategic and International Studies. Tramite l’uso dei Glsdb, Kyiv mirerà alla disruption della logistica e della conduzione delle operazioni da parte delle forze di Mosca, nell’obiettivo di creare situazioni favorevoli da sfruttare a livello tattico.

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