In settimana, la Marina degli Stati Uniti annuncerà il vincitore del contratto per l’F/A-XX, il futuro caccia imbarcato sulle portaerei Usa. L’indiscrezione giunge a stretto giro dalla decisione di affidare a Boeing l’appalto per l’F-47, il futuro caccia di sesta generazione dell’Aeronautica. A contendersi il contratto rimangono la stessa Boeing e Northrop Grumman, già impegnata a produrre il bombardiere strategico B-21. L’accelerazione sui caccia è solo una parte del più ampio programma di rafforzamento militare voluto da Trump nella sua agenda “Peace through strength”
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Grano, navi e diplomazia. La Turchia rilancia la sicurezza nel mar Nero
Mentre si intensificano i colloqui tra Stati Uniti e Russia per un possibile armistizio, torna sul tavolo la questione della sicurezza marittima nel Mar Nero. Al centro del dibattito c’è la riattivazione dell’accordo sul grano e il ruolo chiave della Turchia, garante della Convenzione di Montreux. Non si parla solo di commercio, ma anche di equilibri strategici: l’accesso al Mar Nero per le navi militari resta una questione delicata, con Ankara destinata a mediare tra esigenze ucraine, garanzie russe e interessi Nato. L’analisi dell’ammiraglio Caffio
Navigazione satellitare, Leonardo lancia il primo ricevitore certificato per la sicurezza
Sviluppato su mandato dell’Asi, e sotto il controllo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, e riservato unicamente all’uso da parte di soggetti governativi degli Stati membri, il nuovo ricevitore innalzerà le soglie di sicurezza per la ricezione di dati satellitari elaborati dal sistema europeo Galileo. Il sistema non riguarda le comunicazioni strategiche, ma sottolinea le potenzialità dell’Italia e apre a future sinergie nel settore
L’intramontabile superiorità morale. L'opinione di Merlo
I sinceri democratici e liberali – di qualsiasi cultura siano – dovrebbero adesso battere un colpo e costruire una vera alternativa culturale e valoriale. L’opinione di Giorgio Merlo
Quando il business incontra la sicurezza nazionale. Pirelli al bivio
Il gruppo degli pneumatici si trova al centro di tensioni geopolitiche: da un lato, l’influenza di Sinochem, legata al governo cinese; dall’altro, le nuove regole americane che minacciano i suoi piani. La vicenda riflette un tema globale cruciale: il delicato equilibrio tra innovazione, economia e sicurezza nazionale
Piano Mattei e Global Gateway, così Italia e Ue si espandono
La visita in Italia del Commissario per i partenariati internazionali dell’Unione europea mette in risalto la sinergia esistente tra i due progetti che puntano ad espandere l’influenza globale dei due soggetti che li hanno promossi. Oggi il continente africano è diventato un centro geopolitico di primissimo piano e la vacatio europea degli ultimi due lustri non può che essere sanata da una nuova forma di progettualità. Tramite il Piano Mattei, e quindi una visione non predatoria, il governo italiano intende rafforzare il proprio di ponte tra Europa e Africa
A Gaza i palestinesi si rivoltano contro Hamas
Dopo l’ennesimo lancio di razzi contro Israele e la richiesta di evacuazione da parte dell’IDF è scoppiata la rabbia dei cittadini di Beit Lahya che dicono di voler vivere in pace e porre fine al conflitto
Azionisti cinesi o mercato Usa? Cda rovente per Pirelli
La posizione di Sinochem (azionista di riferimento con il 37% del capitale) rischia di compromettere la strategia di espansione del gruppo negli Stati Uniti? La questione e le possibili soluzioni sul tavolo della Bicocca. Membri cinesi in arrivo a Milano per partecipare al consiglio in presenza, fatto questo inusuale
Riflettori Onu sull’Indo-Med. Le radicalizzazioni sono ancora un problema regionale
Con un’attenzione particolare ai conflitti meno visibili ma non meno gravi, il panel ha voluto rilanciare l’urgenza di una risposta globale ai fenomeni di radicalizzazione e repressione, in difesa dei diritti umani fondamentali. Ecco come all’Onu si parla di Indo-Mediterraneo
Mosca a fine corsa. La Russia ha un problema di crescita
Secondo la Banca centrale finlandese, la Federazione sta raggiungendo la capacità massima di produzione, mentre il Pil manda segnali piuttosto chiari di rallentamento. E la guerra in Ucraina presenta il conto a Putin