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Prosegue l’accelerazione americana sulla sesta generazione. Secondo un’indiscrezione riportata da Reuters, la Marina degli Stati Uniti annuncerà il vincitore della commessa per l’F/A-XX, il nuovo caccia imbarcato che rimpiazzerà gli F/A-18E/F Super Hornet, entro la fine di questa settimana. L’annuncio segue di pochi giorni quello che ha visto affidare a Boeing il contratto per la costruzione dell’F-47, il caccia di sesta generazione che comporrà il nucleo del programma Ngad (Next generation air dominance), per l’Aeronautica. Sono infatti due i programmi di sviluppo di un sistema aereo di sesta generazione negli Stati Uniti: l’F-47 per la US Air Force e l’F/A-XX (il cui nome rimane provvisorio) per la Marina. I contendenti in gara risulterebbero essere la stessa Boeing e Northrop Grumman, attualmente impegnata anche nella produzione del bombardiere strategico stealth di nuova generazione B-21.

L’F/A-XX, similmente all’F-47, non costituirà unicamente il nuovo asse portante dell’aviazione di Marina degli Usa, ma sarà il perno di un’architettura diffusa, un “sistema di sistemi” che vedrà l’impiego di strumentazioni all’avanguardia, tra cui sensori avanzati e droni gregari. L’obiettivo non è solo quello di aggiornare la componente aerea imbarcata sulle 11 portaerei Usa attualmente in servizio, ma soprattutto quello di dotare le Forze armate statunitensi di uno strumento capace di garantire loro la superiorità aerea in scenari multi-dominio contesi e caratterizzati da difese avanzate. Attualmente non sono disponibili ulteriori dettagli sulle caratteristiche del mezzo (probabilmente molto diverse tra i due progetti in gara), ma è probabile che maggiori informazioni verranno condivise al momento dell’annuncio.

Coerentemente con quanto dichiarato sin dal suo insediamento, l’amministrazione repubblicana guidata da Donald Trump sta accelerando sensibilmente sui programmi di sviluppo militare. L’agenda “Peace through strength” lanciata dal tycoon prevede infatti di rafforzare le capacità militari di Washington attraverso tutti i domini per garantire il mantenimento dell’egemonia militare e tecnologica degli Stati Uniti, specialmente nei confronti della Cina. In questo contesto si inseriscono, oltre ai nuovi sistemi aerei di sesta generazione, anche lo sviluppo di capacità offensive per la Space Force, il rilancio domestico della cantieristica e l’iniziativa, denominata “Golden Dome” (da non confondersi con il sistema israeliano Iron Dome, che presenta caratteristiche molto diverse) per dotare gli Usa di un sistema di difesa missilistica avanzato per proteggere il proprio territorio dagli attacchi balistici. Recentemente, l’annuncio del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, di voler rivedere i capitoli di spesa del Pentagono aveva provocato una reazione — decisamente esagerata — dei mercati finanziari, risultante in un crollo del valore delle azioni dei contractor della Difesa Usa. Insomma, a dispetto delle isterie momentanee dei mercati e davanti a questi annunci in rapida successione, l’industria americana sembra in ottima salute.

 

(Foto: concept Boeing)

Dopo l’F-47 arriva anche la commessa per il nuovo caccia della Marina Usa

In settimana, la Marina degli Stati Uniti annuncerà il vincitore del contratto per l’F/A-XX, il futuro caccia imbarcato sulle portaerei Usa. L’indiscrezione giunge a stretto giro dalla decisione di affidare a Boeing l’appalto per l’F-47, il futuro caccia di sesta generazione dell’Aeronautica. A contendersi il contratto rimangono la stessa Boeing e Northrop Grumman, già impegnata a produrre il bombardiere strategico B-21. L’accelerazione sui caccia è solo una parte del più ampio programma di rafforzamento militare voluto da Trump nella sua agenda “Peace through strength”

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