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Non c’è solo cordialità e una relazione di buon vicinato ad accomunare Giorgia Meloni e Kyriakos Mitsotakis, ma la certezza che solo con un’interlocuzione fruttuosa e costante sarà possibile affrontare nodi emergenziali come le migrazioni, la guerra in Ucraina e l’investimento politico (prima che economico) sul fronte sud. La visita di giovedì prossimo ad Atene del premier, che precede quella ad Ankara, ha come obiettivo in primis quello di corroborare il lavoro di relazioni “atlantiste” (e conservatrici) del premier, nella consapevolezza che gli obiettivi all’orizzonte sono due: coagulare un’alleanza valoriale e di sistema sui dossier più impellenti (Ucraina, Migranti, Mediterraneo) e fare rete in vista delle elezioni europee del 2024, dove Ppe e Ecr saranno protagonisti.

Parola d’ordine cooperazione

“Poiché le sfide nel Mediterraneo stanno diventando complicate, la cooperazione tra i Paesi è fondamentale – osserva a Formiche.net Giorgios Tzogopoulos, lecturer presso l’Istituto Europeo di Nizza Cife, fellow presso il Begin Sadat Center for Strategic Studies in Israele e presso la Hellenic Foundation for European and Foreign Policy in Grecia -. La Grecia e l’Italia intrattengono tradizionalmente relazioni cordiali e hanno l’opportunità di fare di più insieme in un mondo che cambia. In un primo momento, insieme, possono svolgere un ruolo più forte per aiutare la Nato ad affrontare le minacce emergenti nel cosiddetto fianco meridionale. In secondo luogo, possono unire le forze a livello europeo. In particolare, devono cooperare strettamente (anche con altri stati del sud come Francia e Spagna) e aiutare Bruxelles a costruire un approccio più equo nei confronti della crisi migratoria. Devono anche assicurarsi che le rigide politiche di austerità non vengano nuovamente scelte dall’Ue come strumento per superare i problemi finanziari. Le opportunità sono grandi anche a livello bilaterale. Il commercio può aumentare, mentre un numero maggiore di aziende italiane mostrerà interesse per le privatizzazioni greche. Non ultimo, ma non meno importante, non può essere trascurato il settore della difesa. Mentre la Grecia sta modernizzando le sue forze armate, le potenziali vendite di attrezzature militari italiane potrebbero essere all’ordine del giorno della visita del primo ministro Meloni”, conclude.

India: Atene segue Roma

Dopo varie partnership alla voce energia e difesa, Atene segue Roma sull’India e il global south. Modi è stato due giorni fa in Grecia (prima volta dopo 40 anni) per rafforzare la partnership anche militare in chiave indopacifico. Mitsotakis e il suo omologo indiano hanno avanzato le proprie relazioni al livello di “partenariato strategico”, e al contempo hanno concordato di lavorare per espandere la cooperazione bilaterale a livello politico, con l’obiettivo di raddoppiare il commercio bilaterale nei prossimi anni.

La Dichiarazione congiunta riflette l’intesa comune di Grecia e India per un Mar Mediterraneo e l’Indo-Pacifico liberi, aperti e regolamentati, “in conformità con il diritto del mare e in particolare con le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare Sea (Unclos) e nel pieno rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e della libertà di navigazione, a beneficio della pace, della stabilità e della sicurezza internazionale”.

L’obiettivo indiano è quello di penetrare nel Mediterraneo anche al fine di “pareggiare” l’invasività cinese e per farlo potrebbe utilizzare paradossalmente quella piattaforma che i cinesi hanno inglobato dalla Grecia: il porto del Pireo. Dopo la Brexit l’India è alla ricerca di rotte alternative verso l’Europa. Dunque le merci di Nuova Dehli potrebbero sbarcare ad Atene per poi essere trasportate in Ue (via Italia). La Grecia è adatta dal punto di vista geopolitico a diventare la porta dell’India verso l’Europa.

@FDepalo

Meloni in Grecia, il doppio fronte geopolitico tra Egeo e Ue

Prosegue il lavoro di relazioni atlantiste (e conservatrici) del premier, nella consapevolezza che gli obiettivi all’orizzonte sono due: coagulare un’alleanza valoriale e di sistema sui dossier più impellenti (Ucraina, migranti, Mediterraneo) e fare rete in vista delle elezioni europee del 2024, dove Ppe e Ecr saranno protagonisti. La tappa ad Atene precede quella ad Ankara

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