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Se si guarda il comportamento dei mercati finanziari, e altri fattori macroeconomici, l’inflazione dell’eurozona dovrebbe continuare il suo lento retrocesso. È fiduciosa di questa previsione il presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde.

Tuttavia, la scorsa settimana ha voluto mettere le mani avanti, avvertendo delle incertezze che si presentano per la caduta dei prezzi dell’energia e l’aumento dei tassi di interessi. Lagarde ha spiegato che pressioni forti sulla catena di rifornimenti e aumenti degli stipendi potrebbero spingere ad un aumento ulteriore dell’inflazione.

Un altro fattore determinante, che minaccia di aumentare ulteriormente il costo della vita, è la mancanza di acqua. In Spagna, per esempio, il governo ha confermato che la carenza di precipitazioni sta colpendo negativamente la produzione agricola e tale situazione inevitabilmente farà aumentare i prezzi degli alimenti, aggravando la “crisi della spesa”.

Fernando Miranda, segretario generale dell’Agricoltura e Alimentazione del ministro dell’Agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente spagnolo, ha puntato sulla siccità come il principale fattore dell’incertezza sull’andamento dell’inflazione. “Stiamo al di sotto delle precipitazioni dell’anno scorso, che è stato un anno terribile”, ha dichiarato Miranda. La mancanza d’acqua impedisce di garantire un livello di produzione, riducendo l’offerta di determinati prodotti e l’aumento dell’effetto inflazionistico.

Il rappresentante del governo spagnolo ha specificato che non tutti i settori soffriranno lo stesso impatto della siccità, giacché non tutte le produzioni sono gestite nello stesso modo: “Siamo in un momento di incertezza, nel quale dobbiamo valutare l’impatto che questa siccità ha sulla produzione”.

Il governo spagnolo ha confermato di essere impegnato nel controllo dell’industria, la distribuzione e gli agricoltori per garantire che in tutte le fasi ci si “comporti a dovere” e si possa contenere l’aumento dei prezzi. E ha voluto sottolineare che, comunque, l’inflazione alimentare della Spagna è inferiore rispetto ad altri Paesi europei.

La siccità, che dura da cinque anni in Europa, sta colpendo il 60% dei campi, portando ad un aumento di circa il 20% dei prezzi degli alimenti. In Spagna si calcola che per la mancanza di piogge sono andati persi più di 3,5 milioni di ettari di cereali.

Gli allevamenti sono anche molto danneggiati. Se non piove, gli allevatori dovranno ricorrere all’acquisto di mangimi per alimentare gli animali. Stessa preoccupazione per le api, fondamentali per la coltivazione.

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