Un report dell’ong Transparencia Venezuela spiega la cooperazione nei media tra il governo di Vladimir Putin e il regime di Nicolás Maduro e l’intensificazione della diffusione di fake news da quando è iniziata la guerra in Ucraina
Dall’inizio della guerra in Ucraina, i legami tra il governo russo di Vladimir Putin e il regime venezuelano di Nicolás Maduro sono diventati più stretti e la cooperazione più attiva. A dicembre sarà firmato un nuovo pacchetto di accordi mentre sul piano delle comunicazioni e le strategie digitali l’alleanza è sempre più sofisticata.
Maduro è uno dei pochi leader internazionali che sostiene pubblicamente il capo del Cremlino. Secondo un report pubblicato dall’ong Transparencia Venezuela, intitolato “Russia e Venezuela, alleati per disinformare”, tutta la struttura delle telecomunicazioni dello Stato venezuelano è al servizio della propaganda russa per appoggiare le operazioni belliche.
L’indagine sostiene che dall’inizio dell’invasione russa in Venezuela, ma anche in altri Paesi dell’America latina, sono aumentati significativamente gli articoli che menzionano fonti vicine al Cremlino.
Il sito Cazadores de Fake News (Cacciatori di Fake News) ha identificato e analizzato pubblicazioni dal 1° gennaio del 2019 al 31 maggio del 2022. E durante quel periodo sono stati identificati 4522 articoli indicizzati da Google e pubblicati su otto siti di informazione controllati dal regime venezuelano. Tra questi, il 97% (4402) sono stati pubblicati da cinque siti di testate o emittenti: Telesur (telesurtv.net), Venezolana de Televisión (vtv.gob.ve), La Iguana (laiguana.tv), Últimas Noticias (ultimasnoticias.com.ve) e Agencia Venezuela News (venezuela-news.com).
Secondo il report di Transparencia Venezuela, il sostegno incondizionato di Maduro alla guerra di Putin si è riflesso anche sui social network. Lo studio sostiene che fino a giugno del 2022, in Venezuela si sono registrate 19 trending topic sull’invasione russa in Ucraina, di cui sei sono state promosse dal chavismo a favore del Cremlino. La diffusione di tweet, per esempio, è stata organica solo al 30%.
Invece le citazioni a Russia Today e Sputnik, media russi al servizio di Putin, si sono mantenute costanti da gennaio del 2019 a luglio del 2021. Da luglio 2021 sono aumentate arrivando al record a marzo del 2022.
Giornalisti e redattori delle testate controllate da Maduro hanno ricevuto indicazioni via WhatsApp su come descrivere l’operazione militare russa in Ucraina: qualsiasi informazione deve avere come obiettivo “smontare le matrici anti-russe”, mentre il Venezuela non può apparire come Paese imparziale. Non si può scrivere “invasione in Ucraina” ma “operazione speciale per proteggere la popolazione dal genocidio del governo neonazista ucraino”. Dedicare molta attenzione a qualsiasi comunicato ufficiale del ministero della Difesa della Russia e del presidente russo.
L’influenza russa in Venezuela e tutta la regione latino-americana non è nuova. Da quando è arrivato al potere, Putin ha voluto avere un ruolo determinante nell’America latina per fare da contrappeso agli Stati Uniti, molto vicini geograficamente. E in questa strategia l’uso delle comunicazioni è fondamentale.
María Virginia Marín Vázquez, analista dell’osservatorio Probox, ha spiegato a INfobae che “nelle democrazie, la disinformazione, le fake news e i discorsi di odio hanno come obiettivo colpire valori, istituzioni e i loro rappresentanti. Ma in Paesi con contesti autoritari questi sono usati per manipolare, controllare e intimidire la popolazione”.
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