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Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti hanno provato a disinnescare la mina. E, forse, ci sono riusciti. C’era attesa per l’incontro a Palazzo Chigi, in mattinata tra i rappresentanti del settore carburanti e il governo, all’indomani delle misure con cui l’esecutivo è intervenuto sui prezzi alla pompa, impennatisi nelle ultime settimane.

Il ragionamento nel governo è tutto sommato semplice: non è ancora tempo di tagliare le accise, perché tanto per cominciare costerebbe non meno di dieci miliardi alle casse dello Stato. Meglio tenere quei soldi per tagliare un altro paio di punti di costo del lavoro. E poi, se il prezzo di benzina e diesel dovesse salire ancora, si potrà sempre usare il maggior gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi per raffreddare questi ultimi, facendo una compensazione.

Nelle more, i gestori hanno deciso di fermare l’agitazione prevista per il prossimo 23 gennaio. La mina, dunque, è per il momento disinnescata, anche se il problema a monte non è risolto. E così, lo sciopero per il caro carburanti da parte dei benzinai è stato congelato dopo il chiarimento avuto durante l’incontro con il governo, nelle persone di Giorgetti, Meloni e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Le sigle sindacali Faib, Fegica e Figisc/Anisa sottolineano che è stata “ripristinata una verità inequivocabile: i gestori non hanno alcuna responsabilità per l’aumento dei prezzi”, e che quindi ora lo sciopero proclamato per fine mese è “al momento congelato” in attesa del decreto del governo sul tema.

Il presidente della Faib Confesercenti, Giuseppe Sperduto, ha sottolineato che “è stato un incontro proficuo, c’è stato un chiarimento. Ringraziamo il governo, che ha ascoltato le esigenze della categoria. Possiamo dire che siamo nella condizione di sentirci abbastanza soddisfatti perché è stato stabilito a breve di incontrarci di nuovo per fare partire il tavolo tecnico sul settore che chiediamo da tempo. Il tavolo sarà basato su tutti i temi emergenziali di settore. Ora è il momento di lavorare seriamente per restituire efficienza e piena legalità alla rete. Già nei prossimi giorni, le organizzazioni dei gestori si rendono disponibili ad affrontare i temi sul tavolo e a individuare strumenti anche normativi utile ad affrontare sia la contingenza che soprattutto la prospettiva”.

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