Meno male c’è Rubio. Il segretario di Stato americano a Monaco ha detto che tra Europa e Stati Uniti c’è un legame indistruttibile. Una risposta indiretta alle uscite fuori tono del cancelliere tedesco che ha teso evidenziare le frattura con gli Usa. Alcuni leader del Vecchio Continente continuano muoversi come un elefante in una cristalleria compromettendo la rapida remise en forme dell’Europa. L’opinione di Maurizio Guandalini
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Phisikk du role - L'uomo Vitruviano e l'uomo di Neanderthal: quando la censura fa ridere
Che dire? Censurare l’arte, talvolta anche bruciare l’arte degenerata è prerogativa di personaggi come Hitler e colleghi dittatori. Fare il Braghettone con Leonardo da Vinci è prerogativa dell’insipienza. La rubrica di Pino Pisicchio
La strategia marittima degli Stati Uniti entra nella fase operativa. Il piano per tornare potenza globale dei mari
Gli Stati Uniti stanno trasformando il rilancio della propria potenza marittima in una strategia organica di sicurezza nazionale, economia e politica industriale. Dopo l’ordine esecutivo dell’aprile 2025, il documento pubblicato nel febbraio 2026 segna il passaggio dalla diagnosi al piano d’azione: una roadmap intergovernativa per ricostruire la capacità navale commerciale, la base industriale e la forza lavoro marittima americana
Dalla conferenza di Monaco un'Europa più forte? Il commento dell'amb. Castellaneta
Insomma, dopo questo primo anno di amministrazione Trump il pendolo della storia potrebbe riequilibrarsi a favore di noi europei, a patto di dimostrare di voler assumere maggiori responsabilità e lavorando al fianco dell’alleato americano nell’ottica di obiettivi comuni ma con una diversa distribuzione dei compiti. Il commento dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
La lenta agonia dell’Europa? No, se c’è più federalismo pragmatico
Occorre rompere il tabù dell’integrazione europea mediante unità e omogeneità a tutti i costi, consentendo di avanzare a chi è disposto a una reinterpretazione funzionale delle competenze e, perché no, a un uso creativo di strumenti eccezionali. Questo è il federalismo pragmatico di cui parla Draghi. L’intervento di Ylenia Maria Citino, ricercatrice Tenure Track in Diritto costituzionale, Università Pegaso
Ecco perché senza accordo Trump potrebbe attaccare Teheran. Conversazione con Melcangi
L’invio della portaerei USS Gerald R. Ford aumenta la pressione americana sull’Iran mentre proseguono i negoziati sul nucleare e cresce il rischio di escalation regionale. Nell’analisi di Alessia Melcangi, la strategia di Trump punta a un accordo limitato ma spendibile, tra divergenze con Israele, rigidità di Teheran e timori dei Paesi del Golfo
Così Italia, Ue e Africa sono legate per sempre. Meloni all'Unione Africana
Ospite d’onore alla 39a sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Africana ad Addis Abeba, la premier traccia una visione complessiva delle relazioni con l’Africa da cui emerge un elemento: il piano Mattei e la nuova stagione di relazioni è un grande successo non solo per Meloni ma per l’Italia. Di fatto Roma è entrata nella storia dell’Africa
Asse euroatlantico e niente sponde alla Cina. Da Monaco Rubio riapre il dialogo con l'Ue
Rubio ha reso omaggio alla cultura e al patrimonio europeo e al contempo ha negato che l’amministrazione Trump voglia indebolire la Nato. Per cui, al netto della riforma che l’Ue deve realizzare per il proprio futuro, è questa la traccia da seguire. Sulla Cina ha spiegato che Washington desidera avere un impatto positivo, anche se permangono “sfide a lungo termine che dovremo affrontare e che saranno irritanti”
Quando il conflitto verbale diventa strumento di politica estera. Scrive Bartolomucci
La violenza verbale non appare come una semplice degenerazione del dibattito pubblico, ma come una pratica politica che ridefinisce i rapporti di forza. In una fase segnata da populismo e radicalizzazione, le parole diventano strumenti performativi capaci di produrre effetti concreti. Comprendere questa trasformazione è essenziale per evitare che la retorica dello scontro comprometta le condizioni stesse del compromesso diplomatico. L’analisi di Giorgio Bartolomucci, segretario generale del Festival della diplomazia
Debito comune e cooperazione rafforzata, il vero costo del gradualismo europeo. Scrive Scandizzo
Un debito europeo può diventare un fattore di sostenibilità se aumenta l’efficienza allocativa e la crescita potenziale. Può invece aggravare le tensioni se non è accompagnato da una riallocazione coerente delle competenze e da regole fiscali credibili. L’Europa si trova dunque davanti a una scelta non meramente tecnica ma costituzionale. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo
















