Skip to main content

Una telefonata lunga un’ora e mezza, in cui si è parlato molto di Iran, ma anche di Ucraina, arrivando addirittura a paventare una tregua temporanea. Il colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin riporta al centro del dossier ucraino l’ipotesi di un cessate il fuoco. Secondo quanto riferito da Mosca, il Cremlino sarebbe pronto a dichiarare una pausa nei combattimenti in concomitanza con le celebrazioni che commemorano la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale. Una proposta accolta con favore da Trump, che ha parlato della necessità di fermare, anche solo temporaneamente, un conflitto che continua a causare perdite umane significative.

Resta però da chiarire la portata concreta dell’intesa e, soprattutto, la posizione di Kyiv. Il governo ucraino, infatti, ha reagito con cautela, sottolineando la necessità di comprendere nel dettaglio i contenuti della conversazione prima di esprimere una valutazione ufficiale. “Ho incaricato i nostri rappresentanti di contattare la squadra del presidente degli Stati Uniti e di chiarire i dettagli della proposta russa per un cessate il fuoco a breve termine. L’Ucraina cerca la pace e sta compiendo gli sforzi diplomatici necessari per porre fine a questa guerra una volta per tutte” ha scritto questa mattina su X il leader ucraino Volodymyr Zelensky, “chiariremo di cosa si tratta esattamente: poche ore di sicurezza per una parata a Mosca, o qualcosa di più. La nostra proposta è un cessate il fuoco a lungo termine, una sicurezza affidabile e garantita per le persone e una pace duratura. L’Ucraina è pronta a lavorare in tal senso in qualsiasi formato dignitoso ed efficace”. Un atteggiamento comprensibile alla luce dei precedenti, come ad esempio la tregua pasquale ortodossa, durante la quale le accuse reciproche di violazioni avevano rapidamente svuotato di significato l’accordo.

L’iniziativa si inserisce in un contesto politico più ampio, segnato da un progressivo disallineamento tra Washington e diversi alleati europei. Se questi ultimi continuano a sostenere con decisione Kyiv, l’amministrazione Trump ha ridotto sensibilmente il supporto militare e finanziario all’Ucraina, accompagnando questa scelta con una retorica sempre più critica nei confronti della leadership ucraina e, al contempo, più accomodante verso il Cremlino. Non è un caso che, secondo la versione russa del colloquio, entrambi i leader abbiano condiviso una lettura simile delle responsabilità del conflitto, attribuendo all’Europa un ruolo di incentivo alla prosecuzione delle ostilità. Una narrativa che riflette la convergenza tattica tra Washington e Mosca su alcuni elementi chiave, ma che rischia di approfondire le fratture all’interno del fronte occidentale.

Sul piano simbolico, la scelta del 9 maggio non è secondaria. Il Giorno della Vittoria rappresenta uno dei pilastri dell’identità nazionale russa e un momento di forte legittimazione per Putin. Quest’anno tuttavia le celebrazioni saranno ridimensionate rispetto al solito, con l’assenza di equipaggiamenti militari pesanti nelle parate. Segnale implicito, per molti, della vulnerabilità russa di fronte alle capacità di attacco a lungo raggio dell’avversario ucraino.

Più che un passo verso la pace, la tregua proposta appare dunque come uno strumento di gestione del conflitto e di comunicazione strategica. Per Mosca, un modo per rafforzare la propria narrativa interna ed esterna; per Trump, un’opportunità per rilanciare la propria promessa di porre fine alla guerra. Ma senza un coinvolgimento pieno e convinto di Kyiv, e senza garanzie credibili sul rispetto degli impegni, il rischio è che anche questa iniziativa si aggiunga alla lunga lista di cessate il fuoco falliti.

Il cessate il fuoco che non convince Kyiv. Cosa si sono detti Trump e Putin

La telefonata tra Trump e Putin riporta sul tavolo l’ipotesi di un cessate il fuoco temporaneo in Ucraina, legato alle celebrazioni del 9 maggio. Kyiv però resta prudente e chiede chiarimenti

Chi sostiene gli Usa nello scontro con Pechino per Panama

Stati Uniti, Costa Rica, Guyana, Paraguay e Trinidad y Tobago hanno emesso un comunicato congiunto per respingere le repressioni di Pechino nei confronti delle navi battenti panamensi. La decisione della Corte Supremo del Panama che ha innescato il conflitto e la reazione della Cina

Il Garibaldi lascia la Marina italiana e rafforza l’asse con l’Indonesia

Il via libera del Parlamento porta verso la chiusura il trasferimento di Nave Garibaldi all’Indonesia, scelta che per l’Italia vale anzitutto come risparmio sui costi di mantenimento e di demolizione. Ma l’operazione ha anche un profilo più ampio, perché si inserisce nel rafforzamento del rapporto con Giacarta e può contribuire ad aprire nuovi spazi per la cooperazione industriale nel settore della difesa

Sicurezza ambientale. così il clima entra nella strategia euro-mediterranea. Il libro presentato da Med-Or

Il workshop Med-Or evidenzia come il cambiamento climatico sia ormai un fattore strutturale di sicurezza, con impatti su stabilità, infrastrutture e dinamiche di radicalizzazione. La risposta richiede un approccio sistemico che integri tecnologia, policy e cooperazione internazionale, come dimostra anche il coinvolgimento della Nato

Warsh con un piede nella Fed. Ora il rebus AI

Dopo il disco verde della commissione finanziaria, manca solo il voto del Senato. Poi, l’era di Jerome Powell sarà definitivamente tramontata. E per il neo presidente c’è subito una scommessa da cuori forti: l’inflazione diminuirà grazie all’aumento della produttività generato dall’Intelligenza Artificiale

Il lato oscuro del solare (cinese). Il nuovo alert dalla Gran Bretagna

Un rapporto curato dall’ex dirigente della sicurezza nazionale britannica, Michael Collins, getta nuove ombre sulle tecnologie green cinesi, alle quali l’Italia per prima in Europa ha messo un freno. Pechino potrebbe spezzare a piacimento le catene di approvvigionamento e persino spegnere pannelli e pale eoliche da remoto. Ma non solo

Trump valuta un’escalation calibrata contro l’Iran per sbloccare lo stallo negoziale

Washington valuta un’escalation militare limitata per sbloccare lo stallo con Teheran, mentre i negoziati si indeboliscono e la pressione economica mostra limiti. L’introduzione di nuove capacità, inclusi sistemi ipersonici, segnala una possibile svolta verso una fase più instabile e tecnologicamente avanzata del conflitto

Usa-Cina, vi spiego il Tao di guerra e pace. Scrive Sisci

La situazione in Cina è estremamente complessa e non priva di sfaccettature. La sottoccupazione e la disoccupazione urbana si attestano al 40-50% a causa del crollo immobiliare e, oggi, dell’eccesso di produzione industriale. La gente non ha denaro; quindi non consuma; quindi l’economia si regge su sussidi statali ed esportazioni. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute, alla vigilia della visita di Trump in Cina

Soggetti smarriti: diritti e opportunità. Il primo anniversario della fondazione Le Columbrine

Due intense giornate organizzate dalla fondazione in collaborazione con l’università Parthenope e la fondazione Banco di Napoli, con i contributi di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, giuridico, religioso e politico, per dare voce alle persone “fragili”, guardando a un mondo migliore

Così Roma e Ankara si allineano sui settori strategici

L’asse industriale tra Italia e Turchia è destinato a rafforzarsi, come emerso dal vertice nella capitale tra il ministro Adolfo Urso, il numero uno di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente dell’associazione degli industriali e degli imprenditori turchi TÜSİAD, Ozan Diren. Non solo progetti comuni per aumentare i numeri della cooperazione, ma anche visioni coordinate sull’Industrial Accelerator Act e sull’introduzione di requisiti “Made in Europe” a tutela di alcuni settori strategici

×

Iscriviti alla newsletter