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Il 18 e 19 settembre Copenaghen ha ospitato la conferenza annuale del Comitato militare Nato, presieduta dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone con i 32 capi di Stato Maggiore della Difesa, il Saceur generale Alexus Grynkewich e il Sact ammiraglio Pierre Vandier. Il filo conduttore dei lavori è stato il passaggio dagli impegni di bilancio alla consegna delle capacità necessarie a scoraggiare i potenziali avversari. I temi in agenda erano tre: deterrenza e difesa collettiva, innovazione e tecnologia, adozione accelerata di nuove capacità, oltre al sostegno all’Ucraina.

Il messaggio politico è arrivato dalla conferenza stampa finale. Cavo Dragone ha dichiarato che l’Alleanza è pronta a rispondere a un’eventuale escalation russa sul fianco orientale e che i piani regionali di difesa, circa 4.000 pagine, sono pienamente operativi. Le provocazioni ibride di Mosca, ha aggiunto, non riescono a dividere gli Alleati.

Il risultato più rilevante è però l’elezione del prossimo Chairman. Il generale Carsten Breuer, capo di Stato Maggiore della Difesa tedesco, succederà a Cavo Dragone a luglio 2027 per un mandato triennale, dopo aver battuto la canadese Jennie Carignan, che sarebbe stata la prima donna alla guida del Comitato. L’ultimo tedesco nel ruolo era stato Harald Kujat, dal 2002 al 2005, anch’egli già capo della Bundeswehr.

La candidatura canadese non era di bandiera. Il governo Carney l’aveva sostenuta con forza, in una fase di avvicinamento tra Ottawa e l’Europa senza precedenti. Lo scrutinio era segreto e non se ne conosce l’esito numerico, ma è plausibile che, con la deterrenza convenzionale sempre più a carico degli europei, la maggioranza europea del Comitato abbia preferito un europeo.

La scelta premia anche l’impegno tedesco. Secondo dati Nato, la Germania è prima in Europa per spesa militare, circa 125 miliardi di euro, e da quest’anno ha più incarichi di vertice nella struttura di comando dell’Alleanza degli Stati Uniti. Secondo Modern Diplomacy, Berlino punta a portare la spesa oltre i 200 miliardi entro il 2030. Breuer stesso ha richiamato la nuova strategia militare e il piano di sviluppo capacitivo della Bundeswehr come cornice degli obiettivi del 2029 e del 2035. La Germania ha inoltre una brigata in Lituania e sarebbe il principale hub logistico dell’Alleanza in caso di conflitto sul fianco orientale. Questa posizione dà a Breuer la credibilità per ascoltare Baltici e Paesi nordici. Ma una delle sfide maggiori sarà bilanciare queste istanze con le esigenze del fianco sud, che per l’Italia non sono secondarie.

Qualche curiosità sul personaggio. Ufficiale di artiglieria contraerea, è entrato nell’esercito nel 1984. Ha frequentato la scuola di stato maggiore americana a Fort Leavenworth e nel 2014 ha servito a Kabul con l’Isaf Non stupisce che, con un ufficiale della difesa aerea in arrivo al vertice del Comitato, a Copenaghen si sia parlato anche di difesa aerea e missilistica integrata. Deve il soprannome di “generale del cancelliere” alla guida dell’unità di crisi per il Covid voluta da Scholz. Nel 2022 ha fondato e comandato il Comando territoriale della Bundeswehr. Nel 2025 ha dichiarato che in quarant’anni di servizio la situazione non era mai stata così minacciosa: un giudizio che oggi, alla vigilia del suo incarico Nato, pesa non poco.

Perché l'elezione di Breuer rafforza il ruolo della Germania nella Nato

A Copenaghen i capi di Stato Maggiore dei 32 Alleati hanno scelto il generale tedesco per succedere all’ammiraglio Cavo Dragone dal luglio 2027. Cosa significa per l’Alleanza e per i Paesi europei. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

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