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Motore, azione. Sull’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste su Tim lo scorso 22 marzo, la parola passa al mercato. E questo perché è ufficialmente partita l’operazione da 13,2 miliardi, che si chiuderà l’11 settembre e destinata a riportare la società telefonica tra le partecipate pubbliche. Obiettivo, dare vita alla più grande piattaforma connessa d’Italia, come si legge nel documento di offerta depositato alla Consob (dalla quale è già arrivato il via libera), pubblicato poche ore fa.

Nella pratica, portare l’infrastruttura dell’ex Telecom sotto il cappello di Poste darebbe vita a quel campione nazionale delle telecomunicazioni in grado di reggere la concorrenza dei grandi operatori stranieri. Oltre a portare direttamente alla nascita di un polo tlc di Stato. Come si legge nello stesso prospetto, il nuovo gruppo, per il quale si stimano ricavi aggregati a 26,9 miliardi e oltre 150mila dipendenti, “si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate in Italia nei servizi di connettività, finanziari, assicurativi e di logistica”.

Come noto, Poste ha messo sul piatto 1,67 euro in contanti più 0,218 azioni ordinarie proprie di nuova emissione per ogni titolo della società telefonica, puntando a raggiungere con l’offerta almeno il 66,67% del capitale di Tim. E proprio nel giorno di partenza dell’Opas, il ceo di Tim, Pietro Labriola ha preso carta e penna per scrivere ai dipendenti del gruppo telefonico e ribadire la bontà dell’operazione Poste-Tim, dopo che sabato il board dell’azienda all’unanimità ha ritenuto congruo il corrispettivo dell’offerta dal punto di vista finanziario.

L’offerta di acquisto e scambio di Poste sulle azioni Tim “non è soltanto un’operazione finanziaria, ma un progetto industriale di lungo periodo, in coerenza con il percorso di trasformazione intrapreso dal nostro gruppo. Avere Poste Italiane come principale azionista industriale significa poter contare su un partner con cui condividere una visione di sviluppo, rafforzare la nostra capacità di investimento, accelerare l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita. Le competenze, gli asset e la presenza sul territorio delle nostre due aziende sono complementari e rappresentano una base solida per sviluppare nuovi servizi e generare valore nel tempo”, ha sottolineato Labriola.

Per il quale, tutto questo è possibile perché negli ultimi quattro anni abbiamo riportato Tim su un percorso di credibilità, trasformazione e risultati. Le decisioni coraggiose che abbiamo preso insieme ci consentono oggi di affrontare questa nuova fase da una posizione completamente diversa rispetto al passato”, ha aggiunto il ceo. “Ci attendono ancora alcuni passaggi importanti e continueremo a seguirli con la massima attenzione. Nel frattempo, la cosa più importante è continuare a fare quello che abbiamo dimostrato di saper fare: eseguire il nostro piano, lavorare insieme e mantenere il focus sui clienti e sui risultati”. Palla al mercato.

Labriola spinge per le nozze Poste-Tim. Ora palla al mercato

Nel giorno in cui parte ufficialmente l’Offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste su Tim per creare il campione nazionale delle tlc e della logistica, il ceo del gruppo telefonico ribadisce tutta la bontà e la visione dell’operazione

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