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Due grandi nazioni con interessi convergenti. Il passepartout della politica estera è la capacità di trovare strade comuni. Italia e Francia lo stanno facendo, al netto dei dibattiti in corso, come emerge dalle parole di Giorgia Meloni in occasione del Vertice Intergovernativo Italia-Francia. Ad accoglierla un Emmanuel Macron particolarmente cordiale, che dinanzi al Museo Picasso di Antibes dice: “Giorgia, da quanto non ci vediamo…”. Il 36° vertice Italia-Francia “segue” il vertice E5, il G7 di Evian, il Consiglio europeo di Bruxelles e in un quadro internazionale caratterizzato dai negoziati avviati dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran: momenti in cui i due leader hanno mostrato spunti e poposte. A Villa Eilenroc è andato in scena un altro capitolo delle relazioni tra due paesi che secondo Macron “condividono interessi, convinzioni e spesso anche progetti comuni”.

In attesa del vertice Nato di Ankara, appare di tutta evidenza come il coordinamento tra Roma e Parigi assuma una rilevanza strategica oggettiva. Il Vertice ha definito gli indirizzi politici della cooperazione nei settori della difesa, dello spazio, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’energia, della ricerca, della cultura e dell’agricoltura. Macchinari, prodotti alimentari, autoveicoli, metallurgia, abbigliamento e pelletteria attraversano le Alpi in una direzione; energia elettrica, prodotti chimici e farmaceutici, acciaio, automobili e alimentari viaggiano nell’altra. Le filiere sono ormai così intrecciate che, in numerosi comparti, distinguere nettamente fra industria italiana e industria francese è diventato più difficile di quanto suggeriscano le bandiere.

Tra gli obiettivi del Vertice anche quello di potenziare le relazioni commerciali ed economiche fra i due Stati che risultano essere già eccellenti. Nel 2025, l’interscambio commerciale tra Italia e Francia ha raggiunto i 112,3 miliardi di euro, confermando la solidità e il dinamismo delle relazioni economiche tra le due nazioni. La Francia si è confermata il secondo partner commerciale dell’Italia, dopo la Germania, nonché il secondo mercato di destinazione delle esportazioni italiane. In tale contesto, le esportazioni verso la Francia hanno raggiunto i 64,9 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni si sono attestate a 47,3 miliardi di euro, in aumento del 7,3%.

Ma non è tutto, perché la densità del vertice è data dalla presenza di nove rappresentanti ministeriali per ciascuna parte. Per l’Italia il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, i ministri Piantedosi, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Pichetto Fratin, Bernini e Giuli, nonché il Viceministro Rixi. Per la Francia parteciperanno i ministri Barrot (Affari Esteri), Nuñez (Interno), Vautrin (Difesa), Lescure (Economia), Bregeon (Energia), Tabarot (Trasporti), Génevard (Agricoltura), Baptiste (Ricerca e Spazio) e Pégard (Cultura). Interessante ai fini commerciali il Business forum aperto dal ministro Urso e chiuso dal Ministro Tajani. In questo ambito verranno sottoscritte diverse intese tra aziende, fra cui un accordo tra Bpifrance e Cassa depositi e prestiti sugli investimenti nella deep tech, un accordo di cooperazione tra Business France e ICE Agenzia per promuovere gli investimenti incrociati, una dichiarazione di interesse in materia di mini reattori nucleari modulari e un Programma di cooperazione tra la Fédération de la Haute Couture et de la Mode e la Camera Nazionale della Moda Italiana.

Nel quadro del Vertice Intergovernativo Italia-Francia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha firmato assieme al parigrado Jean-Noël Barrot, due dichiarazioni per implementare la cooperazione bilaterale. La prima rafforza la cooperazione tra i due ministeri degli Affari Esteri, promuovendo nuove iniziative di coordinamento, formazione e scambio di competenze nei principali settori di interesse comune. I temi attenzionati sono innovazione, tecnologie digitali e sicurezza cibernetica, favorendo lo scambio di esperienze e di buone pratiche tra le due amministrazioni.

La seconda è dedicata ai Mari e all’Oceano, al fine di rafforzare la dimensione marittima del Trattato del Quirinale e valorizzare la comune vocazione mediterranea di Italia e Francia. Il testo, si legge, promuove una più stretta collaborazione nei settori dell’economia blu, della ricerca scientifica marina, oceanica e polare, dell’innovazione e della digitalizzazione, con particolare attenzione alla competitività delle filiere marittime europee, allo sviluppo delle interconnessioni strategiche, a partire dal corridoio Imec, e alla tutela dell’ambiente marino. La Dichiarazione riconosce inoltre il valore della ricerca scientifica e delle infrastrutture di ricerca quali strumenti strategici per rafforzare la cooperazione tra Italia e Francia. In questa prospettiva si collocano anche importanti infrastrutture di ricerca europee, tra cui il progetto Einstein Telescope, priorità strategica italiana.

E ancora, un cronoprogramma di difesa Italia-Francia 2026-2031, una dichiarazione congiunta sulla collaborazione in ambito spaziale nel quadro del Trattato del Quirinale, un memorandum d’intesa sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche e una dichiarazione d’intenti in materia di patrimonio culturale. E una dichiarazione sullo sviluppo dell’asse ferroviario Marsiglia- Nizza-Genova. Quanto al nucleare, a margine del Forum economico di Le Cannet, Edison, Électricité de France e Nuward, insieme con un gruppo di aziende italiane e francesi, hanno firmato una dichiarazione d’intenti per sviluppare un piccolo reattore modulare, indicato con la sigla inglese SMR (Small Modular Reactor). Il progetto punta a rendere disponibile la tecnologia nel prossimo decennio e ad avere i primi impianti operativi nel 2035.

L’accordo non equivale ancora alla decisione di costruire una centrale in Italia. Mancano un quadro legislativo definitivo, le autorizzazioni, la scelta dei siti e soprattutto un investimento vincolante. Ma per la prima volta una parte rilevante della filiera italiana viene inserita formalmente in un programma nucleare europeo guidato dalla tecnologia francese.

“Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono: siamo due grandi nazioni con interessi convergenti”, ammonisce Meloni mentre Macron ha citato la cooperazione in campo energetico: “È più necessario che mai rafforzare l’indipendenza energetica europea. La Francia ha fatto la scelta del nucleare e c’è un processo legislativo in Italia che tende a fare ripartire il nucleare”. E ha aggiunto che nel settore spaziale “la cooperazione è un motore storico e la sede di Thales Alenia a Cannes è un simbolo”.

Non c'è Europa senza Italia e Francia. Il vertice Meloni-Macron

In attesa del vertice Nato di Ankara, appare di tutta evidenza come il coordinamento tra Roma e Parigi assuma una rilevanza strategica oggettiva. “Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono: siamo due grandi nazioni con interessi convergenti”, ammonisce Meloni mentre Macron ha citato la cooperazione in campo energetico: “È più necessario che mai rafforzare l’indipendenza energetica europea”

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