Skip to main content

Potrebbe provocare un crollo della sterlina la decisione del numero uno di Downing Street di avviare una campagna di riscossione delle tasse comunali nel sud dell’Inghilterra, senza dimenticare il nodo che si è formato attorno alla questione degli extraprofitti. Due spine nel fianco del neo premier laburista Andy Burnham, che quando si è proposto ai maggiorenti del Labour di sostituire sir Keir Starmer aveva promesso interventi di sinistra. Ma con il rischio di provocare uno scossone all’interno del sistema economico del Regno Unito, già zavorrato da una serie di criticità, come la fuga delle multinazionali, la perdita del potere di acquisto, le tasse sui pub.

Tutti i rischi per la sterlina

Sono giorni complessi sul Tamigi: il governo deve prendere scelte di bilancio molto difficili, non solo a causa degli alti prezzi del petrolio e dell’inflazione, perché questi due scogli si sommano alla già grave contingenza economico-finanziaria del Regno Unito. I segnali sono molteplici in questo senso per Burnham: come quello giunto dall’Istituto nazionale di ricerca economica e sociale (Niesr) secondo cui i piani di rinnovamento dei servizi pubblici incontreranno forti pressioni a causa dei prezzi persistentemente elevati che produrranno verosmilmente un aumento dell’inflazione al 3,8% nei prossimi sette mesi, costringendo il cancelliere dello Scacchiere, John Healey, a reperire ulteriori 24 miliardi di sterline per stipendi e welfare. Ciò si aggiunge ai costi di indebitamento più elevati del G7 che il Regno Unito accusa, per cui più di qualcuno sta lanciando un allarme preciso: piuttosto che alzare le tasse, sarebbe utile finanziare nuove iniziative aumentando il livello di indebitamento, ma al contempo stimolando la ripresa.

Le preoccupazioni del Fmi

Un rischio? Certamente, ma i nuovi impegni in materia di difesa o di sostegno alle famiglie non sono procrastinabili. Burnham ha già fatto annunci specifici, tra cui la promessa di migliorare l’assistenza sociale per gli adulti con una spesa stimata di 18,5 miliardi di sterline per fornire un sistema simile al Servizio Sanitario Nazionale gratuito entro il 2035. Ha inoltre individuato come prioritario il sostegno al milione di giovani classificati come non impegnati in istruzione. Ma il debito pubblico britannico corre come non mai e ha raggiunto quasi 3.000 miliardi di sterline, pari al 95% del reddito nazionale annuo. Tanto da far allarmare il Fondo Monetario Internazionale, che già sta attenzionando i conti francesi.

Sarà battaglia bancaria

In secondo luogo la battaglia bancaria è praticamente dietro l’angolo, dal momento che mentre i profitti degli istituti di credito aumentano vertiginosamente, in parallelo crescono le richieste di un prelievo fiscale per aiutare il nuovo primo ministro ad alleviare la pressione del costo della vita sulle famiglie. Anche questa mossa potrebbe portare un problema, sia in Borsa che sulla sterlina, per questa ragione da più parti stanno arrivando “consigli” al numero 10 di Donwning street.

Da un lato ci sono gli utili semestrali in forte crescita, sia a causa degli alti tassi di interesse che delle turbolenze di mercato derivanti dalla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Per cui i principali istituti di credito hanno sì distribuito miliardi di sterline agli azionisti, ma hanno anche attirato le attenzioni di sindacati e Labour su quel “miele”, con l’obiettivo di usarlo per la manovra finanziaria in itinere, che verosimilente non potrà discostarsi dai fondamentali imposti da Starmer, ma dovrà (come detto dallo stesso Burnham) nel suo discorso di insediamento, avere un forte impatto sociale. Ovvero meno tasse per i cittadini.

I quattro maggiori istituti di credito del Regno Unito che hanno fatto segnare numeri altamente positivi, ovvero HSBC, NatWest, Barclays e Lloyds, sono quindi diventati l’obiettivo principale del governo, convinto di poter incassare almeno 19 miliardi di sterline. Ma la City non è disponibile, perché già da anni contratta le imposte che è stata costretta a imporre come risarcimento per il tracollo bancario del 2008. Lo scontro è solo all’inizio.

Burnham punta le banche inglesi per finanziare difesa e servizi

Sono giorni complessi sul Tamigi. Il governo deve fare scelte di bilancio molto difficili, non solo a causa degli alti prezzi del petrolio e dell’inflazione: la già grave contingenza economico-finanziaria del Regno Unito secondo Burnham può essere risolta tassando le banche. Allarme debito pubblico: è al 95% del reddito nazionale annuo

Una svolta copernicana. Cosa sta cambiando nell'invecchiamento della popolazione

Nei Paesi ricchi la quota di anziani colpiti da demenza si sta riducendo, secondo una nuova generazione di studi demografici. Il calo, del 13% per decennio in sei paesi tra Nord America ed Europa, ridimensiona le proiezioni più allarmistiche e sposta l’attenzione dalla ricerca sui farmaci – ancora incerta – alla prevenzione: istruzione, salute cardiovascolare e persino la vaccinazione anti-zoster si confermano leve concrete per la sanità pubblica

Droni e sabotaggi, la Germania nel mirino della minaccia ibrida

Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt avverte che la Germania è bersaglio “quotidiano” di operazioni ibride. Il caso del drone con esplosivo a Lipsia-Halle, snodo logistico per Dhl e per il trasporto strategico Nato, riporta al centro il dossier sulla vulnerabilità delle infrastrutture europee e sulle operazioni ostili attribuite a Mosca

Russia-Siria, accordo su Tartus e Hmeimim. Cosa cambia per l’Italia e il Mediterraneo

Dopo un anno e mezzo di trattative, il governo siriano ha annunciato un memorandum con la Russia sul futuro delle due principali installazioni militari di Mosca nel Paese. Le strutture militari di Hmeimim e Tartus dovrebbero diventare centri congiunti di addestramento e qualificazione, mentre le infrastrutture civili passano sotto gestione siriana

Phisikk du role - Addio a Cencelli, l’uomo che inventò l’algoritmo del potere

Fu un uomo saggio e non si montò mai la testa per aver inventato il Manuale. Spiegò a tutti che si trattava non di invenzione ma di un lavoro di outing per quel che riguarda l’algoritmo proporzionale. Il resto lo fece quel comunistone di Renato Venditti

Guerra cognitiva, tutti gli errori da non ripetere. L'analisi di Pagani

Qualunque architettura italiana di difesa dalla guerra cognitiva deve fare i conti con il fatto che le stesse forze chiamate, da maggioranza o da opposizione, a legiferare sulla materia hanno in tempi recenti coltivato canali di prossimità politica, dichiarazioni pubbliche o linee narrative sovrapponibili a quelle degli attori esteri che quella normativa dovrebbe contrastare. È un problema che nessun’altra grande democrazia europea affronta nella stessa misura. L’analisi di Alberto Pagani,
docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

Cosa c'entra Mosca con la crisi di Ceuta? L'analisi del Gruppo 411

Un’analisi attribuisce a reti di account legati alla propaganda del Cremlino un ruolo nell’amplificazione delle narrazioni anti-immigrazione durante la crisi di Ceuta, parte di un ecosistema ormai stabile e pronto ad attivarsi a ogni crisi europea (e non solo)

Il Senato Usa approva il maxi-pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ora tocca alla Camera

Con un voto bipartisan di 86 a 11, il Senato statunitense approva il “Lindsey O. Graham Act”, che rafforza le sanzioni contro Russia e Iran e autorizza dazi fino al 100% contro i maggiori acquirenti di energia russa. Ora il provvedimento passa alla Camera, dove le cose potrebbero non essere così semplici

Chi governerà la Russia dopo Putin? La risposta di Waller

Nella sua analisi pubblicata su Foreign Affairs l’esperto sostiene che il vero punto debole del sistema costruito da Vladimir Putin non sia il presente, ma la successione. L’assenza di un erede designato e il blocco del ricambio generazionale potrebbero aprire una fase di forte instabilità

Vi racconto la sfida tra dignità e libertà di espressione nell’era del politicamente corretto. Parla Cerrina Feroni

“L’esigenza di proteggere le minoranze è pienamente legittima e appartiene al patrimonio delle democrazie costituzionali. Il problema nasce quando il rispetto dell’altro non si traduce più in educazione alla convivenza, ma in pretesa di adesione a un lessico, a un codice morale e a una visione del mondo considerati gli unici accettabili”. Per la costituzionalista Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, il politicamente corretto rischia di trasformarsi da tutela delle minoranze in nuovo conformismo. Il vero pericolo è l’autocensura, che rende la libertà troppo costosa da esercitare

×

Iscriviti alla newsletter