Skip to main content

Le rinnovabili in Cina vivono la loro ora più buia. La questione è nota, il mercato cinese che esporta l’80% dei pannelli solari nel mondo, è saturo. Vale a dire che i cinesi non comprano più moduli fotovoltaici prodotti dalle loro stesse aziende. E tutto quello che non viene assorbito dentro le mura di casa, se ne va fuori. Inondando gli altri mercati. Problema. Non tutti sono disposti a fare incetta di pannelli cinesi, vuoi per questioni di sicurezza legata alla tecnologia cinese, si veda l’allarme in Gran Bretagna circa la possibilità che dietro ai moduli fotovoltaici made in China si annidi il fantasma dello spionaggio, vuoi perché se si installano solo pale eoliche e pannelli asiatici, le aziende occidentali praticamente smettono di lavorare.

Fatto sta che la maggior parte delle aziende cinesi attive nel solare opera in perdita dal 2024, con tanto di fallimenti sono in aumento. Dopo una crescita vertiginosa, la fabbrica del solare mondiale, ha scritto l’Economist in questi giorni, “La Cina si trova ora ad affrontare una resa dei conti. Le installazioni di pannelli di quest’anno potrebbero diminuire in Cina tra il 24% e il 43% rispetto al 2025. Questo sarebbe sufficiente a causare un calo della domanda globale di pannelli solari nel 2026 per la prima volta in vent’anni. E affinché la rete elettrica cinese possa far fronte alla situazione, è necessario che sia in grado di immagazzinare l’energia solare in eccesso o di trasportarla su lunghe distanze dove potrebbe essere necessaria. Ciò richiede ingenti investimenti in batterie e linee elettriche, nonché la definizione di meccanismi di mercato flessibili per coordinare il tutto”

“Nel frattempo, le aziende solari cinesi stanno lottando con un eccesso di offerta. Investimenti frenetici hanno permesso loro di produrre oltre mille gigawatt di capacità di pannelli solari in un anno. Si tratta di una quantità di gran lunga superiore ai già impressionanti 600 GW installati in tutto il mondo nel 2025 e probabilmente superiore a quella che il mercato globale sarà mai in grado di assorbire”. Per questo “i produttori di pannelli solari hanno chiesto autodisciplina per alleviare la sovraccapacità produttiva. L’anno scorso alcuni hanno cercato di coordinare le quote di produzione e di fissare dei prezzi minimi per i pannelli. Si è però rivelato difficile”. Tutto ciò, è la conclusione, “contribuisce a delineare un quadro desolante. Più di 40 aziende cinesi del settore solare sono fallite negli ultimi mesi, sono state acquisite o escluse dalle borse valori. Un terzo della forza lavoro delle cinque maggiori aziende del Paese è stato licenziato”.

Sole spento. La Cina fa corto circuito sul fotovoltaico

Tra mercato saturo e progressivi muri contro la tecnologia del Dragone, in Cina si va incontro a un crollo delle installazioni di moduli solari. La fine di un modello che non ha mai avuto troppe chances di sopravvivenza

Safe, l’Italia verso la riduzione della richiesta sui prestiti per la difesa

L’Italia si orienta a un uso più limitato di Safe, scegliendo di ricorrere ai prestiti europei solo per programmi della difesa già coperti da contratti firmati. La decisione riflette una linea di cautela sui conti pubblici e prova a tenere insieme gli impegni verso la Nato, la sostenibilità del debito e le altre priorità politiche del governo, a partire dall’energia

Il razzo di Blue Origin esplode e complica i piani di Bezos

L’esplosione sulla rampa durante il test statico di New Glenn interrompe il tentativo di Blue Origin di rilanciare il proprio vettore pesante e apre una fase delicata per il programma. Lo stop colpisce insieme il calendario commerciale con Amazon, la disponibilità del sito di lancio e le prospettive dei programmi lunari legati alla Nasa, lasciando la ripartenza appesa all’esito dell’indagine tecnica e al ripristino della rampa

Bene Meloni sul sostegno a famiglie e imprese. L'opinione di Pedrizzi

Una Meloni sovranista, realista, che difende famiglia ed imprese nei confronti della deriva ideologica e burocratica di Bruxelles. Ecco quello che serve all’Italia secondo Riccardo Pedrizzi

La cultura dimenticata nello sviluppo sostenibile

Ecco chi c’era e cosa si è detto alla giornata “Il Goal mancante: la cultura, fondamento dello sviluppo sostenibile”, promossa, a Roma, il 27 maggio scorso dalla direzione generale affari europei e internazionali del ministero della Cultura e dall’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), nell’ambito della decima edizione dell’annuale festival itinerante

Il nuovo Khamenei non è un moderato, e il discorso dell'Hajj ne è la prova

La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha rivendicato nel discorso dell’hajj la piena continuità con il regime teocratico del 1979 e la fine di Israele entro il 2040, mentre l’incertezza domina i negoziati con Washington. Un testo che i leader politici occidentali farebbero bene a leggere con attenzione

Il monito di Panetta: non basta comprare la dinamo. L'analisi di Cerra

Il deficit europeo, prima ancora che di idee, è di esecuzione. Panetta ha consegnato la diagnosi e ha posto l’esecuzione a misura della credibilità di un’Europa che annuncia molto e conclude poco. Il commento di Rosario Cerra, fondatore del Centro economia digitale

L'Occidente risponda unito o Putin non si fermerà. Parla Checchia

“L’attacco alla Romania dimostra la volontà di Mosca di non fermarsi nella sua azione aggressiva nei confronti dell’Ucraina, ma anche di Paesi membri della Unione Europea e della Nato, che per la Russia non costituiscono nessuna minaccia. Siamo in presenza di una aggressione che non fa differenza ormai più tra militari e civili”. Conversazione con Gabriele Checchia, già ambasciatore in Libano, presso la Nato, vicedirettore dell’Unità Russia e Paesi dell’area ex-sovietica alla Direzione Generale Affari Politici e Consigliere Diplomatico di vari ministri

Perché la Nato vuole gli IP4 al vertice di Ankara

L’Alleanza Atlantica si prepara a invitare Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda al summit Nato del luglio 2026 ad Ankara. Più che una scelta ormai protocollare, l’invito riflette una cooperazione sempre più strutturata tra Europa e Indo-Pacifico nei settori della difesa, dell’innovazione e della sicurezza tecnologica

Elt Group cresce ancora. Ordini record a 700 milioni

L’assemblea di Elettronica S.p.A. ha approvato i risultati dell’esercizio 2025. L’azienda chiude l’anno con ordini acquisiti per 700,6 milioni di euro, valore della produzione a 401,6 milioni e fatturato a 304 milioni. In crescita anche il bilancio consolidato, mentre prosegue il rafforzamento nei domini della difesa elettronica, del cyber e dello spazio

×

Iscriviti alla newsletter