Skip to main content

Vladimir Solov’ëv – il cui cognome in russo significa “usignolo” – è da anni il volto della rete statale Russia 1, dove regolarmente gorgheggia secondo lo spartito dell’altro Vladimir, il Capo.

Ma quando l’usignolo inizia a sputare epiteti volgari contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e attacca ancora il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la questione non è più di estetica del brutto televisivo, diventa un caso che esige una ferma risposta sul piano del diritto diplomatico.

L’Ambasciatore russo a Roma, Alexej Paramonov, convocato alla Farnesina dopo gli insulti a Giorgia Meloni, ha tentato la via della derisione sostenendo che l’Italia avrebbe preso una “cantonata”: Solov’ëv sarebbe un privato cittadino le cui opinioni non impegnano Mosca.

Il paravento del “canale online privato”, evocato dall’Ambasciatore per proteggere Solov’ëv, è un insulto all’intelligenza diplomatica. In un regime che criminalizza ogni singola parola non allineata, l’idea che un conduttore televisivo possa minacciare l’Italia a titolo personale è semplicemente grottesca. Solov’ëv non è un influencer isolato; è un terminale della propaganda di Stato.

È “l’usignolo di Putin”, che usa varie piattaforme per evitare il coinvolgimento statale, mantenendo però intatto il mandato assegnato dal Cremlino

Il diritto internazionale, come interpretato dalla giurisprudenza, conosce la figura dell’organo di fatto quando si è in presenza di soggetti che agiscono sotto il controllo globale del Governo.

In un Paese dove la libertà di stampa è azzerata, Solov’ëv è a tutti gli effetti un funzionario al servizio della narrazione ufficiale russa.

L’attacco al Presidente Mattarella non è l’uscita infelice di un conduttore, ma un atto di ostilità politica della Federazione, che offende la dignità della Repubblica.

Che cosa può fare l’Italia? Oltre alla protesta formale, la risposta è nell’Articolo 11 della Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche.

Questa norma stabilisce che lo Stato ospitante può esigere che il numero di diplomatici stranieri sia mantenuto entro limiti ragionevoli e normali. Oggi viviamo un paradosso: la Russia vanta a Roma un esercito di funzionari, mentre l’Italia a Mosca ne ha pochissimi.

L’Italia può fissare un tetto massimo, costringendo la Russia a tagliare il personale fino a pareggiare i conti con la nostra presenza a Mosca.

Non saremmo soli: Paesi Bassi, Estonia e Repubblica Ceca hanno da anni applicato l’Articolo 11 per neutralizzare apparati di influenza russi sovradimensionati. Invocare la parità numerica non è un atto di rottura, ma l’applicazione di uno standard di sicurezza comune.

I fatti parlano chiaro: lo scorso 15 aprile, nella cornice di Villa Abamelek, la residenza di Paramonov, è andata in scena la presentazione del saggio “Dalla deterrenza alla coercizione. La nuova dottrina nucleare della Russia”, opera collettiva dei politologi russi Sergej Karaganov, Sergej Avakyants e Dmitrij Trenin.

Il cerchio si chiude: mentre l’Ambasciatore usa la residenza per ventilare l’uso del nucleare, di fronte ad una platea in cui era presente pure un ex ambasciatore d’Italia, Solov’ëv dagli studi di Mosca insulta le nostre istituzioni. Villa Abamelek non è più solo una residenza diplomatica, ma il quartier generale di una narrazione intimidatoria.

Se l’Ambasciatore parla di “cantonate”, l’Italia risponda con il codice alla mano: la cortesia diplomatica non è una licenza di impunità. È ora di smetterla con i gorgheggi dell’usignolo a spese della dignità nazionale italiana: ci vuole una risposta politica e giuridica risolutiva.

Le parole di Solov'ëv sono un atto ostile. Cosa può fare l'Italia secondo Curti Gialdino

Di Carlo Curti Gialdino

Il caso Solov’ëv, dopo gli attacchi a Meloni e Mattarella, travalica la polemica televisiva e diventa un nodo diplomatico. Per l’Italia, oltre alla protesta formale, si apre la strada di una risposta più incisiva, fondata sulla reciprocità diplomatica e sul riequilibrio delle presenze tra Roma e Mosca. L’opinione del vicepresidente dell’Istituto diplomatico internazionale Carlo Curti Gialdino

Router ed elettrodomestici. Ecco da dove arriva il nuovo spionaggio cinese

Molte agenzie di intelligence avvertono sulla vulnerabilità dei dispositivi domestici (fabbricati in Cina) per le incursioni nella privacy. Le sofisticate strategie degli interventi e i meccanismi di difesa

Farmaceutica, la prova di maturità dell'Europa. Un primo bilancio dell'Mfn

L’Mfn di Trump ha quasi un anno di vita. Abbastanza per tracciare un bilancio provvisorio: i lanci farmaceutici in Europa sono calati di oltre un terzo, gli investimenti rallentano, i trial clinici si spostano. Dalla Svezia alla Spagna, da Berlino a Londra, il continente in cerca di risposte

DeepSeek lancia un nuovo modello di IA a basso costo. E fa infuriare gli Usa

La startup cinese torna con un nuovo chatbot in grado di competere con quelli americani. Con una novità sostanziale: a collaborare nella sua costruzione è stata Huawei. Prima, l’azienda era dipendente da Nvidia. Un cambiamento importante, che mette in allarme il colosso statunitense. Washington accusa Pechino di trafugare il suo know-how, rinnovando la rivalità

Mentre Washington combatte Pechino guarda, guadagna, e impara

L’evoluzione della crisi in Medio Oriente delinea un quadro di estrema complessità con un tensioni economiche, diplomatiche e militari che minacciano di esplodere da un momento all’altro. Un’instabilità globale che di fatto conferisce alla Cina una notevole posizione di vantaggio strategico. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Buoni propositi ma poca formazione. L'Ocse rimanda la finanza italiana sull'IA

Istituti di credito e compagnie assicurative hanno da tempo abbracciato la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale. Più indietro le imprese, anche per colpa di competenze non sempre all’altezza della sfida. Ecco cosa c’è scritto nell’ultimo rapporto dell’Ocse

Il nuovo drone navale di Saildrone che punta ai programmi Musv. Ecco Spectre

Sviluppato da Saildrone insieme a Lockheed Martin e Fincantieri, Spectre punta a inserirsi nella competizione della Us Navy per i droni navali di medie dimensioni. Modularità, capacità d’attacco e autonomia lo rendono un candidato credibile per la flotta del futuro

Psichedelici, la svolta di Trump cambia la psichiatria americana. Ecco come secondo Pani

Di Luca Pani

Un executive order firmato alla scrivania di Lincoln. Joe Rogan in prima fila. Ibogaine, psilocibina, Mdma. E 60 milioni di americani che aspettano. L’intervento di Luca Pani, professore ordinario di Psichiatria clinica all’Università di Miami e di Farmacologia e tossicologia all’Università di Modena e Reggio Emilia

Dal diritto di veto al dialogo con Ecr. 50 anni di Ppe raccontati da Cattaneo

Come ravvivare i valori del popolarismo che oggi celebra mezzo secolo di vita? “Usare questo compleanno del Ppe per imporci il dovere di guardare in avanti, cioè rilanciando il valore dell’europeismo buono, comprendendo che se a un certo punto i cittadini europei hanno iniziato a credere un po’ meno nell’Europa, vuol dire che non hanno avuto le risposte che forse attendevano”. Conversazione con il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo

Architetture integrate e nuove tecnologie, cosa c'è nell’agenda capacitiva della Difesa europea

Guidare un grande gruppo della difesa oggi richiede intelligenza istituzionale per navigare il processo di procurement, coordinare governi e stati maggiori, tradurre requisiti operativi in soluzioni tempestive. La governance è diventata essa stessa una variabile strategica. E nessun bilancio, da solo, può sostituirla

×

Iscriviti alla newsletter