Skip to main content

Ancora accordi, ancora sponde, ancora made in Italy. Prosegue il viaggio nel Golfo di Adolfo Urso, che ieri ha portato a casa le prime, importanti, intese con uno dei Paesi più ricchi del mondo, il Kuwait. In queste ore il ministro delle Imprese e del Made in Italy, spostatosi nel frattempo negli Emirati, ha incontrato ad Abu Dhabi una rappresentanza della comunità imprenditoriale italiana, la cui presenza testimonia la solidità dei legami tra i nostri due Paesi, ancor più significativi nell’attuale situazione nel Golfo. Domattina, poi, Urso interverrà, insieme al ministro dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla bin Touq Al Marri, nel panel New Economic Narrative di Investopia Bridge, il forum internazionale dedicato agli investimenti e alla cooperazione economica internazionale.

Tornando a oggi, il responsabile per le Imprese ha firmato ad Abu Dhabi con il ministro degli Investimenti emiratino, Mohamed Hassan Al Suwaidi, un memorandum d’intesa per promuovere investimenti reciproci nell’industria e nella manifattura e nuove partnership tra le imprese dei due Paesi. “L’amicizia tra Italia ed Emirati Arabi Uniti trova in questa intesa una nuova prospettiva industriale. Lavoriamo insieme per dare sicurezza e prospettive alle nostre industrie, promuovendo investimenti reciproci e collaborando su nuove tecnologie e competenze. Un impegno che contribuirà all’autonomia strategica italiana ed europea, attraverso una cooperazione più stretta con chi condivide i nostri obiettivi di sviluppo e innovazione”, ha specificato lo stesso Urso.

Nel dettaglio, l’intesa punta a rafforzare la cooperazione economica bilaterale attraverso joint venture, alleanze strategiche e co-investimenti. Al centro, lo sviluppo e la modernizzazione degli impianti industriali, il trasferimento tecnologico, la ricerca e l’adozione di tecnologie produttive avanzate. Il memorandum incoraggia inoltre gli investimenti congiunti in startup e imprese innovative nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica, delle biotecnologie, delle scienze della vita e del fintech. La collaborazione si estenderà anche al rafforzamento delle catene di approvvigionamento, all’efficienza energetica, all’economia circolare e alla formazione delle competenze industriali e tecniche, con l’obiettivo di accrescere la competitività delle produzioni e il loro potenziale di esportazione.

Ancora, l’intesa avrà durata quinquennale, con rinnovo automatico per ulteriori cinque anni. Per la sua attuazione, i due ministeri designeranno entro trenta giorni i rispettivi referenti, che potranno concordare un piano di lavoro congiunto. Il memorandum si aggiunge agli accordi già sottoscritti dal ministro Urso nei settori farmaceutico, minerario e delle infrastrutture digitali. Nel corso dell’evento, alla presenza di Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, è stata inoltre annunciata la prossima edizione di Investopia Italia che si terrà a Milano il prossimo 9 aprile 2027.

Guardando alla tabella di marcia, la missione di Urso nel Golfo proseguirà in Qatar dopo, come detto, la visita negli Emirati Arabi Uniti e dopo gli incontri avuti ieri in Kuwait con il primo ministro Ahmad Al-Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah e i principali rappresentanti del mondo finanziario e degli investimenti. E proprio a Doha, capitale del Qatar, con il ministro delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, Mohammed bin Ali bin Mohammed Al Mannai, Urso ha avuto un primo confronto per rafforzare la cooperazione tra Italia e Qatar nei settori tecnologici più avanzati. Intelligenza artificiale, data center e infrastrutture digitali, robotica e digitalizzazione del sistema produttivo, priorità della Digital Agenda 2030 del Qatar e settori nei quali le imprese italiane esprimono competenze di eccellenza: vogliamo mettere in relazione i nostri ecosistemi dell’innovazione, favorendo nuove collaborazioni e opportunità di investimento.

Tecnologia e startup, dopo il Kuwait l'Italia fa tappa negli Emirati

Dopo essersi assicurato gli investimenti del Kuwait, nel suo secondo giorno di viaggio nel Golfo, il ministro Adolfo Urso porta a casa dagli Emirati un’intesa che punta a rafforzare la cooperazione economica bilaterale attraverso joint venture, alleanze strategiche e co-investimenti. Al centro, lo sviluppo e la modernizzazione degli impianti industriali, il trasferimento tecnologico, la ricerca e l’adozione di tecnologie produttive avanzate. Prossima tappa, Doha

L’IA sostituirà i medici? A Firenze la risposta è saperla governare

Dal “rinascimento” delle cure del diabete alla rivoluzione dell’imaging, la conferenza stampa di Firenze per i 50 anni di Fondazione Menarini ripercorre mezzo secolo di progressi e guarda ai giovani e all’IA

Chi vota contro la stretta alla Cina non difende l'Europa. La versione di Gambino

A Strasburgo passa la risoluzione che chiede una risposta più dura agli squilibri commerciali con Pechino. Le opposizioni si dividono e l’eurodeputato di FdI Alberico Gambino attacca: “Così si rema contro gli interessi dell’Europa”

Il test missilistico di Macron guarda a Est e a Ovest. Ecco perché interessa tutti

Il test del nuovo missile nucleare M51.3 non è stato soltanto una prova tecnica della deterrenza francese, ma soprattutto un messaggio politico e strategico nei confronti di alleati, partner e avversari. A ovest, Parigi ribadisce la propria autonomia rispetto a Washington, mentre a Est l’Eliseo si rivolge direttamente a Mosca, passando da Berlino

Da Gaza a Hormuz, l’Italia e la crisi geoeconomica dell’Indo-Mediterraneo

L’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 ha innescato una sequenza di eventi che ha destabilizzato l’Indo-Mediterraneo, una regione cruciale per il commercio globale. La crisi ha colpito le rotte energetiche, in particolare lo Stretto di Hormuz, e ha coinvolto potenze come Stati Uniti e Cina, evidenziando la loro vulnerabilità energetica. L’Italia, con la sua economia manifatturiera e dipendente dall’energia, è fortemente interessata alla stabilità di queste rotte, rendendo l’Indo-Mediterraneo un’area strategica fondamentale per la sua sicurezza economica

Sinistre à la carte, rappresentanza à la dérive. Il commento di Pasquino

Tra piazze francesi, regionalismi spagnoli e incertezze italiane, emerge una crisi della rappresentanza che colpisce soprattutto la sinistra europea. Ma il campo largo può ancora beneficiare degli errori degli avversari, a patto di trasformare le ambizioni in una credibile agenda di governo. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Democrazie e no” (Utet)

Tre anni dopo il 7 ottobre, il Medio Oriente dalla guerra di Gaza alla crisi regionale

Di Giuseppe Dentice

Il Medio Oriente, tre anni dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, appare profondamente trasformato. La guerra a Gaza, inizialmente locale, si è regionalizzata, coinvolgendo Iran, Stati Uniti e altri attori, e trasformando il conflitto in un sistema di crisi interconnesse. La situazione in Cisgiordania, Libano e Siria evidenzia la difficoltà di trovare soluzioni politiche stabili, mentre la sicurezza regionale è ora legata anche al controllo delle rotte marittime strategiche

Deforestazione, ecco l'ultima eurofollia di Bruxelles

Tra pochi mesi entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo che impone alle aziende europee di dimostrare come le materie prime usate per la produzione di generi alimentari non provengano da aree sfruttate o deforestate. Il che equivarrebbe a costi aggiuntivi per 2,6 miliardi, con tutte le conseguenze del caso al supermercato. L’allarme dell’ambasciatore americano in Ue, Andrew Puzder

Scosse sottomarine. Come leggere l'entrata di Anduril nella filiera dei Virginia

Con Arsenal-2 Anduril passa da software e droni ai sottomarini nucleari. Un salto fuori dalla comfort zone, in una dimensione dove vigono regole completamente diverse da quelle dell’ecosistema in cui la start-up americana si è sviluppata. Ma forse è proprio questo il punto cruciale

Ferrovia Aqaba-Shidiya-Ma’an, il collegamento mancante di Imec comincia a prendere forma

Il 5 ottobre è stata posata la prima pietra della ferrovia Aqaba-Shidiya-Ma’an, che collegherà le miniere di fosfati e potassio al porto di Aqaba. Questo progetto, finanziato da Giordania ed Emirati, è parte di un piano più ampio per creare una dorsale ferroviaria merci che attraversi il Paese, collegando Arabia Saudita, Siria, Turchia e potenzialmente Israele. La Giordania punta a trasformarsi da semplice territorio di transito in un importante nodo logistico tra Asia, Medio Oriente ed Europa, con l’obiettivo di attrarre investimenti e creare occupazione

×

Iscriviti alla newsletter