Skip to main content

Sin dalla loro prima apparizione all’airshow di Zuhahi nel novembre dello scorso anno, le immagini dei “cani-robot” (anche se sarebbe più corretto definirli “lupi-robot”, riprendendo il termine usato dai media cinesi che hanno trattato l’argomento) hanno riscosso un ampio successo in tutto il mondo, ritagliandosi un posto nell’immaginario collettivo della società civile come simbolo del processo di innovazione tecnologica promosso dalla Repubblica Popolare Cinese, che trova nell’Intelligenza Artificiale e nei sistemi unmanned due dei suoi punti focali. Ma la rilevanza di questi “esperimenti”, se così si possono definire, non si esaurisce in questa rapida e veloce analisi. Al contrario, è necessario soffermarsi con una certa attenzione sul vero significato che si cela dietro allo sviluppo di questi “lupi-robot”, un significato di natura prettamente militare che va ben oltre il semplice ruolo di dimostratori tecnologici o strumenti propagandistici.

Il fenomeno si inserisce infatti in modo estremamente coerente nel concetto di “intelligentized warfare” (智能化战争), nuovo principio che si sostituisce a quello di “informatized warfare” (信息化战争) nell’orientare il processo di ridefinizione della conduzione delle operazioni belliche portato avanti dalla People’s Liberation Army. Tale concetto si fonda sull’integrazione sistemica di intelligenza artificiale, informatica quantistica, big data, cloud militare e Internet of Things nelle operazioni belliche, e sulla proliferazione di armamenti a lungo raggio, di precisione, stealth e unmanned dotati di gradi crescenti di autonomia decisionale, con l’obiettivo conseguire tanto la superiorità cognitiva e decisionale sull’avversario accanto a quella cinetica sul campo.

Un’analisi della Foundation for Defense of Democracies evidenzia molto chiaramente come il fenomeno dei “lupi-robot” si inserisca in questa logica. Grazie ai progressi nella robotica commerciale, nelle tecnologie LiDAR e alla strategia di fusione civile-militare, la Pla sta sperimentando versioni di questi quadrupedi in grado di svolgere una pluralità di compiti che va dalla ricognizione avanzata all’ apertura di varchi e al trasporto di rifornimenti. Ma l’aspetto più rilevante non risiede nelle singole capacità, quanto nella loro integrazione in sistemi reticolari. Le fonti cinesi descrivono infatti questi dispositivi come elementi di un ecosistema distribuito, progettato per condividere dati e coordinare azioni anche sotto il fuoco nemico.

Il vantaggio che ne deriva è duplice: scala da una parte, resilienza dall’altra. Un “branco” di sistemi robotici interconnessi può coprire porzioni di territorio più ampie, supportare simultaneamente diverse unità e continuare a operare anche in caso di perdite. Si tratta di piattaforme concepite per essere attritable, ovvero sufficientemente economiche e recuperabili da poter essere impiegate accettando un certo grado di perdita. Fattori che impattano, e non poco, sul calcolo del rischio, poiché una forza che può permettersi di perdere macchine al posto di uomini è, per definizione, più incline a sostenere operazioni ad alta intensità e ad alto attrito. Sviluppi che potrebbero implicare una maggior coraggio nelle scelte di politica estera di Pechino. In quali contesti, è inutile specificarlo.

Un branco di lupi? No, uno sciame. Cosa sono davvero i droni quadrupedi cinesi

Dietro le immagini spettacolari dei quadrupedi robotici si cela un’evoluzione strategica profonda. La Pla punta su sistemi interconnessi, scalabili e sacrificabili, capaci di operare anche sotto attacco e di ridurre il costo umano del conflitto

Pax Silica, anche la Norvegia entra nel blocco Usa per la sicurezza tecnologica

La Norvegia entra in Pax Silica, il framework guidato dagli Stati Uniti per mettere in sicurezza filiere strategiche legate ad AI, semiconduttori e critical minerals. L’allargamento del blocco rafforza le ipotesi di un possibile coinvolgimento italiano, mentre Washington punta a fare della sicurezza tecnologica uno dei pilastri delle nuove relazioni transatlantiche

Jaish ricostruisce dopo Sindoor. Nuove basi terroristiche in Pakistan

Le immagini satellitari mostrano la ricostruzione di siti legati a Jaish-e-Mohammad colpiti dai raid indiani del 2025. Un segnale che riapre interrogativi sul ruolo del Pakistan, sul controllo del finanziamento al terrorismo e sulla strategia di deterrenza di Nuova Delhi

Perché il Mediterraneo può essere la risposta alla crisi di Hormuz

Congiungendo i fili delle iniziative energetiche nel mare nostrum, dallo Ionio all’Egeo, dal Libano all’Egitto, si scopre un puzzle geopolitico parecchio interessante, con prospettive incoraggianti alla voce gas. Resta da comporre il relativo quadro politico che dovrà, gioco forza, intersecarsi con alleanze e visioni di lungo periodo

Il G7 vuole un board per le terre rare. La mossa anti-Cina

I Paesi più industrializzati del mondo, stufi del monopolio cinese sui minerali critici, starebbero negoziando la creazione di un organismo deputato all’approvvigionamento e alla salvaguardia delle forniture di materie prime, indipendentemente dagli umori del Dragone. E anche la Francia si attrezza

Dialogo, apertura e sguardo al futuro. Schlein morotea all'Istituto Sturzo

Sala gremita per la presentazione del libro su Moro alla presenza della segretaria del Pd Elly Schlein, accompagnata dagli autori e da due padrini d’eccellenza, Pier Ferdinando Casini e Dario Franceschini. L’occasione per guardare al centro, ma conservando le posizioni

Leonardo accelera nel primo trimestre. Ordini in forte crescita e redditività su del 33%

Nel primo trimestre del 2026 il gruppo guidato da Roberto Cingolani registra una crescita diffusa dei principali indicatori economico-finanziari. Gli ordini salgono a 9 miliardi, i ricavi a 4,4 miliardi e l’Ebita cresce del 33%. A pesare sull’indebitamento è l’acquisizione del business Difesa di Iveco, che rafforza il posizionamento di Leonardo nella difesa terrestre

Khinkali o jiaozi? Perché la competizione tra potenze passa dal Caucaso

Il vertice europeo di Yerevan segna l’ingresso dell’Ue nel Caucaso, ma in una regione già contesa da Cina, Russia e altri attori. In gioco non ci sono solo corridoi, ma il controllo dei sistemi – finanziari, industriali e tecnologici – che definiscono l’Eurasia di domani

In Ucraina e in Medio Oriente l’attacco è contro tutto l’Occidente. Il commento di Polillo

L’intreccio tra le due guerre è l’elemento più corrosivo. Guerre per alcuni versi simmetriche nel loro svolgimento. Entrambe caratterizzate da una posizione di stallo (un “reciproco assedio”) tanto nel Donbass che nello stretto di Hormuz. Stallo che, tuttavia, non favorisce gli interessi dell’Occidente. Il commento di Gianfranco Polillo

Il boom (miliardario) dei podcast. L’offerta di Murdoch

Gli investitori guardano sempre con più interesse i contenuti audio e video del mondo digitale. I progetti del figlio di Murdoch, che vorrebbe acquistare New York Magazine e le produzioni di Vox Media per 300 milioni di dollari e il sorpasso ai media tradizionali

×

Iscriviti alla newsletter