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L’Europa prova a costruire il primo tassello di una vera architettura comune di difesa antimissile. A Parigi, alla vigilia delle celebrazioni del 14 luglio, nove Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia) hanno annunciato la nascita della Integrated Anti-Ballistic Defense Coalition, un’iniziativa congiunta realizzata assieme all’ Ucraina e destinata a sviluppare nel più breve tempo possibile capacità europee integrate contro la minaccia dei missili balistici. La dichiarazione congiunta parla di un “Flagship Project” che dovrà accelerare lo sviluppo di una capacità antimissile comune, attraverso requisiti operativi condivisi, gruppi di lavoro tecnici, una governance dedicata e una stretta cooperazione industriale e scientifica. L’obiettivo è realizzare un’architettura di difesa integrata, aperta anche alla futura adesione di altri Paesi che ne condividano i principi, facendo leva sull’esperienza maturata dall’Ucraina nella difesa contro gli attacchi missilistici russi.

Sebbene il documento firmato all’Eliseo non indichi alcun sistema specifico, diversi segnali convergono su un candidato già individuato. Si tratterebbe del progetto Freyja, un sistema di difesa antimissile che avrebbe come elemento centrale l’intercettore ucraino FP-7.X, sviluppato dall’azienda Fire Point. Il missile, derivato dall’FP-7 testato a partire da febbraio, ha completato all’inizio di giugno il suo primo volo completamente guidato e manovrato, rappresentando il punto di partenza per un futuro intercettore antibalistico. Secondo gli sviluppatori, il progetto riprende la configurazione aerodinamica del missile sovietico 48N6 impiegato nei sistemi S-400, ma integra elettronica, software e sistemi di guida interamente sviluppati in Ucraina.

Importante notare che all’interno del nuovo framework, il sistema Freyja verrebbe inoltre costruito come un programma realmente europeo. L’intercettore ucraino sarebbe infatti integrato con radar di scoperta a lungo raggio tedeschi, con radar di illuminazione Weibel o Kronos Land di Leonardo e con un centro di comando basato sul Fire Distribution Center sviluppato dalla norvegese Kongsberg. Tra le aziende destinate a partecipare figurano inoltre Thales, Safran, Diehl Defence, Hensoldt, Saab, Sener e la stessa Leonardo, delineando una filiera industriale distribuita tra numerosi Paesi europei e puntando a un’architettura aperta e interoperabile, capace di integrare sensori e sistemi di comando provenienti da industrie diverse, in linea con l’approccio indicato dalla dichiarazione politica firmata a Parigi.

La scelta riflette anche una precisa divisione dei compiti e valorizzazione delle competenze. Da una parte L’Ucraina mette sul tavolo un patrimonio di esperienza operativa unico, maturato intercettando missili balistici russi come gli Iskander in condizioni di combattimento reale; dall’altra, l’Europa offre invece ciò che Kyiv (ancora) non possiede, come capacità industriali, finanziamenti, ricerca. Se il programma dovesse concretizzarsi, il futuro scudo antimissile europeo nascerebbe quindi dalla combinazione tra l’esperienza bellica ucraina e la base tecnologica e manifatturiera dell’industria della difesa europea. Fornendo agli attori coinvolti un blueprint facilmente adattabile anche ad iniziative future.

Il leader francese Emmanuel Macron ha definito il lancio della coalizione antimissile un nuovo passo verso la costruzione dell’Europa della difesa, sottolineando che il progetto ha natura esclusivamente difensiva. Il ministro degli italiano Esteri Antonio Tajani ha parlato di una giornata “molto positiva”, evidenziando come per la prima volta sia stato compiuto un passo concreto nella direzione di una difesa europea che coinvolge anche Regno Unito e Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che la priorità immediata resta il rafforzamento della difesa aerea del Paese, mentre il Cremlino ha liquidato la coalizione dei Volenterosi come un’iniziativa che “istiga alla guerra”.

La nuova coalizione si inserisce in un più ampio pacchetto di iniziative a sostegno dell’Ucraina annunciato durante i vertici di Parigi. Macron ha confermato una tabella di marcia per la cessione a Kyiv di 16 caccia Rafale, con le prime consegne previste tra il 2028 e il 2029, oltre a un primo lotto di batterie Samp/T di nuova generazione. Il presidente francese ha inoltre annunciato che la futura forza multinazionale della coalizione dei Volenterosi svolgerà nei prossimi mesi esercitazioni nei Paesi confinanti con l’Ucraina, così da preparare un eventuale dispiegamento dopo un cessate il fuoco. Nel frattempo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato anche la partecipazione del Regno Unito al prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato al sostegno dell’Ucraina.

A Parigi prende forma la coalizione europea antimissile. Ecco perché conta

Radar tedeschi, illuminatori Leonardo e Weibel, centro di comando Kongsberg attorno a un intercettore sviluppato in Ucraina. Per lo scudo anti-missile si delinea un modello di cooperazione euro-ucraina che potrebbe fungere da base per le prossime iniziative di difesa comune

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