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La terza edizione del World defense show (Wds) di Riyadh, in Arabia Saudita, ha confermato ancora una volta la centralità del Golfo nel panorama dell’industria internazionale della difesa. In pochi anni, il salone saudita si è affermato come uno degli appuntamenti più rilevanti del settore, e l’Italia è stata presente da protagonista. Il rapporto tra Roma e Riyadh attraversa da anni una fase di particolare intensità e i legami commerciali bilaterali superano stabilmente i 10 miliardi di euro annui.

Il colpo di Fincantieri sui siluri

Il risultato più importante per l’industria italiana arriva dalla cantieristica. Wass Submarine Systems, controllata di Fincantieri, ha chiuso un contratto da oltre 200 milioni di euro con il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90. Si tratta del più grande contratto mai ottenuto da Wass nei suoi 150 anni di storia.

“Questo contratto conferma l’eccellenza tecnologica e l’affidabilità dei nostri sistemi underwater”, ha commentato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. “Rafforza concretamente la nostra presenza industriale in Arabia Saudita, mercato chiave per il Gruppo, e testimonia l’impegno di lungo periodo nel supportare lo sviluppo delle future capacità navali del Regno”. Il programma sarà gestito dallo stabilimento Wass di Livorno, con le consegne previste tra il 2029 e il 2030.

Il siluro MU90 è già in servizio nella Marina Militare italiana e in oltre dieci marine militari internazionali. Concepito per essere impiegato da unità navali di superficie, velivoli ad ala fissa e ad ala rotante, è progettato per affrontare le missioni di guerra antisommergibile più complesse in ogni scenario operativo.

Al Wds, Fincantieri ha anche puntato i riflettori su Andromega, il nuovo sistema mobile antidrone svelato appena tre settimane prima al Dimdex di Doha. La soluzione monta il radar Omega 360 che equipaggerà le fregate Fremm Evo della Marina Italiana, installato su uno shelter carrabile e abbinato a due mitragliere da 30 mm della turca Unirobotics. I test sono previsti in Qatar entro l’estate, mentre sono in corso le negoziazioni per una fornitura che potrebbe arrivare tra le 20 e le 40 unità.

Leonardo tra C-27J e satelliti

Anche Leonardo si muove nel mercato saudita. Secondo quanto trapela dalla fiera, sarebbe imminente la firma di un contratto per quattro velivoli C-27J in versione Mpa (Maritime patrol aircraft). L’Arabia Saudita diventerebbe così il cliente di lancio per la versione armata dell’aereo da trasporto tattico leggero di Leonardo, un risultato che rappresenterebbe non solo un significativo impulso commerciale, ma anche un segnale di fiducia nella piattaforma italiana da parte di uno dei più importanti clienti della difesa a livello globale.

È inoltre in fase di definizione anche una fornitura government-to-government di otto satelliti in orbita bassa: quattro ottici e quattro Sar. Si tratterebbe di un accordo bilaterale Italia-Arabia Saudita che punterebbe a rafforzare le capacità di osservazione e sorveglianza del Regno, confermando il ruolo strategico di Leonardo nei programmi di modernizzazione delle Forze armate saudite.

Elt Group e D-Orbit, alleanza strategica per lo spazio

Una delle novità più significative del Wds 2026 riguarda la cooperazione tra Elt Group e D-Orbit. La prima è un leader mondiale nei sistemi di guerra elettronica, la seconda un’azienda pioniera nel settore della logistica spaziale e dei servizi in orbita. Le due società hanno stabilito un quadro di cooperazione strategica per una collaborazione a lungo termine nel settore spaziale, con la firma formalizzata proprio a Riyadh nel contesto degli obiettivi Vision 2030.

Il ministero degli Investimenti saudita ha sponsorizzato la firma, sottolineandone l’importanza. L’intesa delinea un impegno condiviso per valutare e perseguire opportunità di sviluppo commerciale, rafforzando la cooperazione industriale e tecnologica in aree chiave: monitoraggio dello spettro radiofrequenze, capacità informatiche, piattaforme satellitari e servizi in orbita.

“Per Elt Group, lo spazio rappresenta la nuova frontiera della superiorità informatica”, ha spiegato Enzo Benigni, presidente e amministratore delegato dell’azienda. “La collaborazione con D-Orbit ci consente di accelerare questo percorso integrando le nostre avanzate capacità di analisi dello spettro elettromagnetico e di cyber intelligence con piattaforme orbitali di nuova generazione”. L’obiettivo è costruire un’infrastruttura spaziale che rafforzi la capacità del Regno di generare, proteggere e migliorare i dati strategici provenienti dallo spazio.

Luca Rossettini, amministratore delegato di D-Orbit, ha sottolineato come lo spazio stia diventando sempre più strategico per la sicurezza nazionale, la resilienza e la sovranità tecnologica. “Questo quadro di cooperazione riunisce capacità complementari nei settori del rilevamento avanzato, della consapevolezza dello spettro, della sicurezza informatica e delle infrastrutture orbitali, consentendo lo sviluppo di servizi spaziali progettati per supportare comunicazioni sicure, consapevolezza situazionale e integrità dei dati”.

Una componente centrale dell’accordo è l’esplorazione di modelli di cooperazione industriale coerenti con le politiche nazionali di localizzazione saudite. Si parla di iniziative legate alla produzione locale, al trasferimento di tecnologie strategiche e allo sviluppo di competenze industriali nazionali. Elt Group e D-Orbit, anche attraverso le rispettive entità saudite Elettronica for Industry e D-Orbit Saudi, sono strategicamente posizionati per supportare le future attività spaziali nel Regno, in linea con gli obiettivi di sviluppo industriale nazionale.

Sempre nel solco della cooperazione tecnologica, è stato firmato anche un memorandum of understanding tra l’italiana Nurjana Technologies & Space e la saudita First Shield. L’accordo avvia una collaborazione di lungo periodo nel campo del Test & Evaluation, ambito sempre più centrale nei programmi di modernizzazione delle Forze armate saudite. In base all’intesa, Nurjana – specializzata in software, sistemi e ingegneria per applicazioni spaziali e di difesa – è stata individuata come partner tecnologico preferenziale per il Regno, con l’obiettivo condiviso di dar vita a un Centro di eccellenza localizzato attraverso una futura joint venture.

L’Italia (al suo meglio) in mostra

“L’industria italiana rende onore al Paese al World defense show di Riyadh”, ha affermato Giuseppe Cossiga, presidente di Aiad, a margine dei lavori del Salone. “Le nostre imprese, sia i nostri campioni nazionali sia le piccole e medie, lavorano nella giusta direzione. E si è ben visto anche nel confronto con le aziende delle altre nazioni”.

La delegazione italiana ha coperto tutti e cinque i domini strategici: Land, Sea, Air, Space e Security. Accanto ai grandi gruppi come Elt Group, Leonardo, Fincantieri, Iveco Defence Vehicles, Mbda e Beretta, è arrivata anche un’ampia rappresentanza di Pmi: Argotec, Ceia, Fireco, Gt Line, Invernizzi Presse, MetaSensing, Milano Systems, Panaro e Vega Holster. “Un patrimonio di intelligenze, preparazione, alta tecnologia”, ha commentato Cossiga.

A confermare l’importanza strategica della partnership tra Roma e Riyadh, la presenza di importanti figure istituzionali, dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, accompagnato dal Direttore nazionale degli armamenti, Giacinto Ottaviani, al capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto e al capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, Antonio Conserva. Un segnale politico chiaro dell’importanza che Roma attribuisce al mercato saudita e del sostegno istituzionale alle proprie imprese.

Nuovi contratti, partnership e intese tra Italia e Arabia Saudita. Tutto dal Wds 2026

Al World defense show di Riyadh l’industria italiana della difesa ha chiuso nuovi contratti e avviato nuove collaborazioni strategiche. Fincantieri ha firmato il più grande contratto della sua storia per siluri MU90, mentre ELT Group e D-Orbit hanno siglato un accordo di cooperazione nel settore spaziale in linea con la Vision 2030 saudita. La presenza italiana, sostenuta dalla visita del ministro Crosetto e dei vertici militari, conferma il peso del Made in Italy della difesa in un mercato strategico per Roma

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