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“Il 29 dicembre 2025, il Comando del Teatro Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione della Cina ha annunciato che, con il pretesto di lanciare un severo avvertimento alle ‘forze separatiste del Taiwan Indipendente’ e le ‘forze di interferenza esterne’, avrebbe tenuto un’esercitazione congiunta chiamata ‘Missione Giusta-2025’ nel perimetro marittimo e aereo attorno a Taiwan, dalle 8:00 alle 18:00 del giorno successivo (30 dicembre). Questo atto sfida nuovamente l’ordine internazionale basato sulle regole e danneggia gravemente la pace e la stabilità dello Stretto di Taiwan e della regione”.

Formiche.net riceve direttamente dall’Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia un articolato commento dell’ambasciatore Vincent Y. C. Tsai su quanto sta accadendo in queste ore attorno a Taiwan. Fino alle 6 del mattino (orario UTC+8) di oggi sono stati rilevati 130 aerei da guerra cinesi, 14 imbarcazioni delle forze navali dell’Esercito Popolare di Liberazione (Pla), e 8 navi ufficiali operanti attorno all’isola. Stando a questi dati, forniti dal ministero della Difesa di Taipei, 90 delle 130 sortite hanno attraversato la linea mediana e sono entrate nelle zone di sicurezza aerea (Adiz) settentrionale, centrale, sud-occidentale e orientale di Taiwan. Abbiamo monitorato la situazione e siamo intervenuti.

I dati contano: Taiwan sceglie di fornirli pubblicamente per dimostrare anche a livello quantitativo la dimensione delle manovre — e delle pressioni, delle provocazioni — cinesi, esattamente come fa Manila, che imbarca dozzine di giornalisti sulle proprie navi militari che vengono costantemente infastidite da quelle del Pla nel Mar delle Filippine Occidentali (parte delle rivendicazioni territoriali del Partito/Stato all’interno dei corridoi strategici dell’Indo-Pacifico).

“Il nostro governo esprime una ferma condanna e chiede alla Cina di cessare immediatamente queste provocazioni militari infondate”: è secco Tsai, la cui comunicazione pubblica fa parte di quella volontà di Taiwan di essere più attivo e proattivo nel denunciare le violazioni e il bullismo geopolitico cinese. L’ambasciatore ricorda come recentemente la Cina ha messo in atto varie minacce militari e strategie nella zona grigia attraverso esercitazioni, incursioni di aerei e navi nelle acque e nello spazio aereo circostanti l’Indo-Pacifico. “Questi comportamenti dimostrano chiaramente che la Cina non ha alcun interesse a mantenere la pace e la stabilità globali e regionali e continua a sfidare l’ordine internazionale e a danneggiare lo status quo regionale”.

Per Tsai, mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan è ormai “un consenso internazionale, che corrisponde agli importanti interessi di tutte le parti coinvolte”. Tuttavia, la Cina “persiste nell’usare esercitazioni militari e altri mezzi per intimidire Taiwan e i Paesi vicini, in particolare quelli della prima catena di isole. Questa azione non solo sfida i principi della Carta delle Nazioni Unite, che vietano l’uso della minaccia o della forza, ma viola anche le norme internazionali”.

C’è da aggiungere che non è tutto: la Cina continua a danneggiare unilateralmente lo status quo nello Stretto di Taiwan e nella regione, compromettendo gravemente la pace, la stabilità e la sicurezza nell’area indo-pacifica, oltre a influire negativamente sulla navigazione e sul commercio globali. “Il nostro governo esorta la Cina a dimostrare una vera responsabilità di grande potenza e a fermare immediatamente tali atti di bullismo”.

In definitiva, Tsai afferma che “Taiwan, come membro responsabile della comunità internazionale e della regione indo-pacifica, è impegnato a mantenere la stabilità nello Stretto di Taiwan, contribuendo così a garantire la pace, la stabilità e la prosperità globale e regionale”. Da qui l’invito all’Italia: “La posizione e le voci del vostro Paese su questa questione saranno una forza importante per mantenere insieme la pace, la stabilità e la prosperità globale e regionale”.

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