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La robotica nasce in ambito industriale, inizialmente come tecnologia dedicata a operazioni di manipolazione, montaggio e assemblaggio. A partire dall’inizio degli anni Sessanta, il suo sviluppo si consolida progressivamente nella manifattura, diventando una componente stabile dei processi produttivi. Negli anni Ottanta e Novanta, la robotica si spinge oltre i confini dell’industria, dando vita alla robotica per l’esplorazione di ambienti estremi come il fondo marino, l’atmosfera e lo spazio. Con l’inizio degli anni Duemila, questo percorso evolutivo conduce all’ingresso dei robot in ambiti extra-industriali, aprendo la stagione della robotica di servizio.

Accanto alla manifattura, i sistemi robotici iniziano così a operare in settori come sanità, logistica e servizi. Questa evoluzione aiuta a leggere le dinamiche della domanda globale, segnate dall’accresciuta richiesta di nuovi robot e dalla progressiva articolazione del mercato tra ambito industriale e applicazioni di servizio. Secondo il rapporto World robotics 2025 di International federation of robotics (Ifr), le installazioni di robot industriali sono raddoppiate negli ultimi dieci anni e nel corso del 2024 hanno raggiunto 542mila unità, superando per il quarto anno consecutivo la soglia del mezzo milione; parallelamente continua ad aumentare lo stock operativo globale, ossia il numero di robot effettivamente in funzione nei sistemi produttivi, un andamento che segnala come la robotica sia ormai stabilmente integrata nei processi industriali. Sul piano geografico, la distribuzione delle nuove installazioni rimane fortemente concentrata in Asia. Nel 2024, circa il 75% delle installazioni globali riguarda tale area, confermandone il ruolo di principale motore della crescita del mercato. In questo quadro, la Cina si colloca in posizione dominante, assorbendo oltre la metà delle nuove installazioni mondiali. L’Europa rappresenta il secondo mercato regionale, con una quota pari a circa il 16% delle installazioni globali. Pur registrando una flessione rispetto all’anno precedente, il dato rimane tra i più elevati mai rilevati sul continente, a testimonianza di un livello di automazione complessivamente maturo. L’America si colloca al terzo posto, con una quota inferiore al 10% delle nuove installazioni, in un quadro di sostanziale stabilità. All’interno del contesto europeo, il mercato della robotica industriale mostra andamenti differenziati. Nel 2024 l’Europa attraversa una fase di rallentamento delle nuove installazioni nei mercati più maturi, pur mantenendo un ruolo di primo piano a livello globale. La Germania si conferma il principale mercato europeo della robotica industriale e uno dei Paesi leader a livello globale, con livelli di automazione tra i più elevati in Europa. L’Italia rappresenta il secondo mercato europeo della robotica industriale e nel 2024 registra una flessione delle nuove installazioni rispetto all’anno precedente, in linea con quanto osservato in altri mercati maturi. Anche la composizione settoriale della domanda mostra un’evoluzione significativa.

Nel 2024, il settore elettrico ed elettronico torna a essere il principale utilizzatore di robot industriali a livello globale, superando di misura l’industria automobilistica. Accanto a questi comparti cresce il peso della metalmeccanica e dei macchinari, che consolida la propria posizione come terzo ambito di utilizzo, seguita da plastica, chimica e industria alimentare. All’interno del mercato industriale prosegue l’espansione dei robot collaborativi, caratterizzati da una maggiore flessibilità operativa e da un impiego crescente in contesti produttivi meno strutturati. Accanto alla robotica industriale si amplia il mercato della robotica di servizio, che nel 2024 registra una crescita in tutti i principali segmenti. Secondo i dati Ifr, le nuove installazioni di robot di servizio professionali, inclusi quelli mobili per la logistica, raggiungono 199mila unità (+9%). La robotica medicale cresce in modo particolarmente marcato, con 16.700 nuovi sistemi installati (+91%), mentre il segmento dei robot di servizio consumer supera i 20,1 milioni di unità (+11%). La domanda è sostenuta da fattori strutturali come il cambiamento demografico e la carenza di personale qualificato. In questo contesto, i modelli di “robot come servizio” riducono in modo significativo le barriere all’ingresso; la flotta di robot operanti secondo questa formula cresce del 31%, favorendo l’adozione attraverso formule di abbonamento o noleggio. Parallelamente, si rafforza la tendenza verso robot di servizio multi- funzione, progettati per essere riconfigurabili e adattabili a compiti diversi. In questo scenario globale, l’Europa si colloca al centro tra due grandi poli, Stati Uniti e Cina. Da un lato, il modello statunitense, caratterizzato da una forte propensione all’investimento ad alto rischio e alto rendimento; dall’altro, il modello cinese, fondato su una spinta governativa massiccia e su investimenti coordinati orientati a obiettivi nazionali di lungo periodo. In Europa, e ancor più in Italia, esiste un focus diverso: la centralità della persona. Non si tratta di un elemento meramente umanistico, ma di un approccio che concepisce la tecnologia come qualcosa che deve adattarsi all’individuo, rispettarne i bisogni, la dignità e la privacy, e che può diventare un vantaggio competitivo quando si parla di interazione, assistenza e coabitazione tra robot ed esseri umani.

Formiche 221

La nuova geografia globale della robotica. L'analisi di Siciliano

Di Bruno Siciliano

Dalla manifattura degli anni Sessanta alla robotica di servizio, il settore vive una fase di espansione strutturale, come evidenzia il World robotics 2025 della International federation of robotics. L’Asia guida le nuove installazioni con la Cina in posizione dominante, mentre in Europa punta su un approccio centrato sulla persona come possibile vantaggio strategico. L’analisi di Bruno Siciliano, professore di Automatica e robotica presso l’Università di Napoli Federico II

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