Skip to main content

Dalla rassegna delle radio straniere durante la Seconda guerra mondiale all’uso dell’intelligenza artificiale per leggere il flusso digitale globale. La Cia celebra gli 85 anni della sua Open Source Enterprise, erede del Foreign Broadcast Information Service: una ricorrenza che illumina il ruolo, sempre meno accessorio, delle fonti aperte nella competizione tra intelligence.

È il campo dell’Open Source Intelligence, l’Osint. Un settore che la Central Intelligence Agency considera oggi sempre più centrale e che, nei giorni scorsi, ha celebrato con l’85° anniversario della propria Open Source Enterprise, l’unità che raccoglie l’eredità di una struttura nata ben prima della stessa Cia.

La ricorrenza ha riunito anche quattro ex direttori dell’organizzazione, a testimonianza di una continuità che attraversa la Seconda guerra mondiale, la Guerra fredda e l’attuale stagione della competizione tecnologica. La storia dell’Ose, infatti, comincia nel febbraio 1941, quando gli Stati Uniti non erano ancora entrati nel conflitto mondiale e Washington avviò il Foreign Broadcast Monitoring Service. Il compito era semplice soltanto in apparenza: ascoltare, trascrivere e analizzare le trasmissioni radiofoniche e la stampa estera, a partire dalla propaganda dei regimi dell’Asse.

Era una forma primordiale di intelligence sulle fonti aperte, ma già allora decisiva. Le emittenti radiofoniche, i giornali e le agenzie di stampa non fornivano soltanto propaganda: lasciavano filtrare priorità politiche, mobilitazioni militari, tensioni interne, mutamenti nella catena di comando e segnali utili a ricostruire le intenzioni degli avversari.

Nel 1946 il servizio assunse il nome di Foreign Broadcast Information Service, Fbis, entrando poi nell’orbita della Cia. Per decenni, il suo lavoro ha coinciso con l’osservazione sistematica dell’ecosistema informativo globale: traduzioni, monitoraggio delle radio e delle televisioni, lettura della stampa locale, raccolta di materiali provenienti da aree difficilmente accessibili attraverso altri canali.

Durante la Guerra fredda, il Fbis fu uno degli strumenti con cui gli Stati Uniti seguirono dall’interno il linguaggio politico dell’Unione Sovietica, dei Paesi del Patto di Varsavia e delle principali aree di crisi. Si trattava di mettere ordine in una massa di segnali pubblici, spesso frammentari, che potevano contribuire a chiarire il quadro.

Con la fine del bipolarismo e l’esplosione di Internet, quel mestiere ha cambiato scala. Nel 2005 il Fbis divenne Open Source Center; nel 2015, con l’ingresso nella Directorate of Digital Innovation della Cia, assunse l’attuale denominazione di Open Source Enterprise. Il passaggio non è soltanto burocratico. Segna il salto da un’attività fondata prevalentemente sul monitoraggio di radio, giornali e televisioni a un lavoro immerso in un ambiente digitale sterminato e in costante trasformazione.

La sfida odierna è quella di raccogliere informazioni distinguendo rumore, verificandone la provenienza, cogliendone le connessioni e comprendendone la rilevanza. Nello spazio digitale, ogni crisi internazionale produce una quantità di dati incomparabilmente superiore rispetto al passato: video, immagini, tracciati navali, messaggi sui social network, contenuti manipolati, campagne coordinate di disinformazione.

Per questo l’intelligence sulle fonti aperte si incrocia sempre di più con l’intelligenza artificiale. La Cia presenta l’Ose come un’avanguardia nell’uso di tecnologie capaci di gestire, ordinare e analizzare grandi quantità di informazioni disponibili pubblicamente. Ma l’IA, in questo settore, non elimina il fattore umano. Lo rende semmai più necessario: un algoritmo può individuare ricorrenze, anomalie e collegamenti; spetta all’analista comprendere il contesto, attribuire il giusto peso ai dati e distinguere un segnale rilevante da una costruzione artificiale.

Motivi per cui anche l’Osint è oggi una delle frontiere su cui si misura la capacità degli Stati di leggere un mondo nel quale attori pubblici e privati, governi e gruppi di influenza, piattaforme e utenti ordinari producono continuamente informazioni utilizzabili anche a fini strategici.

Ottantacinque anni dopo le prime trascrizioni delle radio straniere, il metodo è evoluto ma principio è rimasto lo stesso: capire ciò che l’avversario dice, ciò che lascia vedere e ciò che, spesso senza volerlo, rivela. Per quanto riguarda il resto, è cambiato tutto: la velocità, il volume dei dati, gli strumenti per analizzarli e il peso che l’informazione aperta ha assunto nella sicurezza nazionale.

Dalla radio all'IA, gli 85 anni dell’Osint della Cia e la sfida dell’intelligence digitale

La Open Source Enterprise della Cia celebra ottantacinque anni di attività. Nata nel 1941 per monitorare stampa e trasmissioni radiofoniche straniere, oggi è uno dei perni dell’intelligence americana sulle fonti aperte. Un percorso che racconta come sia cambiato il confine tra informazione pubblica, tecnologia e sicurezza nazionale

Dimon dopo Dimon. L'ultimo leone della finanza Usa prepara la successione

Il banchiere americano, simbolo della finanza di peso statunitense e alla guida del più grande e prestigioso istituto Usa, nomina due manager al suo fianco, in veste di co-presidenti. E c’è chi, dopo vent’anni da timoniere di Jp Morgan, vede nella mossa il preludio a un passaggio di testimone

Fermare i raid russi, ecco la gara globale lanciata da Nato e Ucraina

L’Alleanza Atlantica e Kyiv coinvolgono startup e industria della difesa per trovare soluzioni innovative in grado di paralizzare gli aeroporti militari russi. Con l’obiettivo conclamato di colpire alla fonte la capacità di Mosca di condurre attacchi contro l’Ucraina

Il ministro della Difesa canadese conferma l’interesse per il Gcap

Il continuo interesse del Canada conferma che il Gcap sta diventando il principale punto di attrazione per i Paesi che guardano ai sistemi di combattimento aereo di nuova generazione. La possibile apertura a nuovi partecipanti può rafforzare il programma sul piano politico, industriale e finanziario, ma riapre anche il nodo più delicato: allargare la base del progetto senza compromettere gli equilibri raggiunti e il calendario fissato da Italia, Regno Unito e Giappone 

Questione di sicurezza. Perché la Casa Bianca limita l'ultimo modello di OpenAI

Il governo ha posticipato il rilascio di GPT-5.6 per via delle sue capacità elevate, molto simili a quelle di Mythos, il modello di Anthropic messo temporaneamente al bando. Sam Altman spera di poter risolvere la questione entro un paio di settimane. Ma nell’approccio all’IA, a Washington sta cambiando qualcosa

La rete cinese nel Regno Unito e quel confine sottile tra comunità e influenza

Un’inchiesta del Times individua almeno 75 organizzazioni britanniche con collegamenti allo Stato cinese e al sistema del Fronte Unito. Forse nessuna illegalità, ma senza dubbio va delineandosi un quadro che riporta al centro una questione ormai strutturale per le democrazie europee: come distinguere la normale rappresentanza delle comunità dalla proiezione politica di una potenza straniera?

Non c'è Europa senza Italia e Francia. Il vertice Meloni-Macron

In attesa del vertice Nato di Ankara, appare di tutta evidenza come il coordinamento tra Roma e Parigi assuma una rilevanza strategica oggettiva. “Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono: siamo due grandi nazioni con interessi convergenti”, ammonisce Meloni mentre Macron ha citato la cooperazione in campo energetico: “È più necessario che mai rafforzare l’indipendenza energetica europea”

Cyber e spazio, nasce il polo nazionale che mette in rete istituzioni e imprese

Il Polo italiano per il Cyber e lo Spazio nasce per mettere in relazione istituzioni, ricerca e imprese in due ambiti sempre più intrecciati. L’obiettivo è costruire un punto di raccordo stabile capace di far emergere competenze, accompagnare progetti comuni e rafforzare l’autonomia tecnologica italiana in un ecosistema in cui cybersicurezza, dati, infrastrutture spaziali e innovazione industriale pesano sempre di più

L’Italia firma la Joint statement on AI opportunity al vertice Pax Silica di Washington

L’ambasciatore Francesco Varricchio, inviato speciale del ministro Tajani per Innovazione e Nuove Tecnologie, ha sottoscritto la dichiarazione congiunta sull’intelligenza artificiale durante il summit promosso dagli Stati Uniti. Un segnale del rafforzamento della cooperazione bilaterale su AI, tecnologie affidabili e filiere strategiche

Per Pirelli un nuovo board e con meno Cina

L’assemblea degli azionisti sancisce l’affermazione della lista legata a Marco Tronchetti Provera e il ritorno di una Bicocca a trazione italiana. I soci cinesi votano contro e ora Sinochem avrà solo tre consiglieri. Aspettando il verdetto del Tar

×

Iscriviti alla newsletter