In questo preciso momento storico, e al di là della crisi a Caracas, l’Italia è particolarmente attenta alle dinamiche dell’America Latina e intende rafforzare il proprio ruolo a quelle latitudini. Una predisposizione che, proprio alla luce della transizione politica in Venezuela, potrebbe rivelarsi importante. La visita di Meloni a Madrid ricevuta dal leader di Vox Abascal si muove nella stessa direzione
Archivi
Un manager al servizio esclusivamente del Paese e della sua industria. Castellaneta ricorda Guarguaglini
Ricordare oggi l’operato di Pier Francesco Guarguaglini mi riporta in particolare agli anni della campagna americana, una fase complessa e decisiva. Fu anche grazie al suo impulso e alla sua determinazione che riuscimmo a ottenere risultati allora tutt’altro che scontati. Il ricordo dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
Via alle garanzie di sicurezza per Kyiv e agli aiuti Ue. Verso il vertice dei volenterosi
Meloni conferma il passo in avanti delle garanzie di sicurezza, su cui i leaders si confronteranno approfonditamente: su questo c’è da registrare la conferma dell’Ue, che si concretizza nella prospettiva di adesione dell’Ucraina. E Ankara si candida ancora come mediatrice
Il rapporto transatlantico non è in discussione, ma l’Europa deve assumersi più responsabilità. L'opinione di Trenta
Distinguere Trump dagli Stati Uniti è necessario: il rapporto transatlantico non è in discussione, né può esserlo. Ma proprio per questo l’Europa non può limitarsi a confidare che tutto rientri, né a reagire in modo episodico. Deve assumersi una responsabilità politica propria. Ospitiamo l’opinione di Elisabetta Trenta, già ministro della Difesa del governo guidato da Giuseppe Conte
Khamenei pronto alla fuga? La vicenda di Maduro pesa sull’Iran
Le indiscrezioni su un possibile piano di fuga di Khamenei verso Mosca riflettono la crescente vulnerabilità del regime iraniano sotto pressione interna ed esterna. Tra minacce militari, deterrenza e parallelismi con il Venezuela, Teheran affronta uno scenario in cui sopravvivenza del sistema e caos post-regime restano opzioni entrambe aperte
Come sarà la dictablanda di Delcy Rodriguez. Le previsioni del giornalista venezuelano Amaya
Cosa ci si aspetta da questa fase di transizione, guidata dagli Usa, e quale sarà il ruolo della ministra dell’Economia del regime? Perché è stata scelta lei e cosa pensano i venezuelani nel Paese? Conversazione di Formiche.net con Victor Amaya, giornalista venezuelano, direttore del quotidiano indipendente Tal Cual e corrispondente del quotidiano spagnolo La Razon e Radio France Internationale
Perché New York può processare Maduro. Il precedente che cambia le regole del gioco
Dopo la cattura di Nicolás Maduro, la vera partita si gioca sul piano giuridico, come sottolinea un’analisi dell’Adnkronos firmata dal vicedirettore Giorgio Rutelli. L’operazione “Absolute Resolve” ha aperto una frattura profonda tra diritto internazionale e diritto federale statunitense, mettendo alla prova i limiti dell’extraterritorialità americana e il concetto stesso di sovranità
La calma dei mercati e le paure cinesi. Il grande gioco del petrolio in Venezuela
Sotto il suolo del Venezuela c’è un quinto delle riserve mondiali di oro nero, nonostante Caracas ne esporti poco o niente. Opec e Borse per il momento prendono tempo, in attesa di decifrare la crisi politica e capire le mosse delle grandi compagnie statunitensi. Chi deve cominciare ad avere paura è, semmai, la Cina
Da Caracas a Pechino. Cosa c’è dietro all’ultimo test ipersonico di Kim
Il test nordcoreano di missili ipersonici va letto alla luce del suo tempismo più che dei suoi aspetti tecnici. Avvenuto a poche ore dal blitz statunitense in Venezuela, rappresenta un messaggio politico di Kim Jong Un agli Stati Uniti, volto a ribadire la centralità della deterrenza nucleare come strumento di sopravvivenza del regime in un contesto internazionale percepito come sempre più instabile
La Nato di fronte alla guerra cognitiva. Percezioni, disinformazione e sicurezza
La competizione strategica si gioca sempre più su percezioni, decisioni e coesione sociale. Così la Nato ha riconosciuto che informazione, psicologia e tecnologia incidono direttamente sulla capacità di deterrenza e di difesa collettiva
















