Skip to main content

La Relazione Annuale 2026 dell’intelligence italiana delinea un quadro analitico sulla Cina, individuala come un player globale protagonista nella competizione geopolitica e tecnologica globale, caratterizzato da una capacità strategica di medio-lungo periodo e dall’uso di strumenti ibridi.

Minaccia Ibrida e Strategie di Inflenza

L’intelligence identifica la Cina come uno dei principali attori della minaccia ibrida alle società democratiche. Un elemento centrale di questa impostazione è l’approccio cosiddetto “whole-of-government”, attraverso il quale Pechino utilizza in modo coordinato strumenti economici, diplomatici e informativi sotto la direzione del Partito Comunista Cinese (Ccp), con l’obiettivo di espandere la propria influenza e sostenere attività di spionaggio industriale.

Questo approccio si riflette anche nel modo in cui la Cina gestisce i rapporti con l’Europa. Nei confronti dell’Unione Europea, infatti, Pechino adotta una strategia duale: da un lato mantiene aperto il dialogo diplomatico per evitare un eccessivo allineamento tra Bruxelles e Washington; dall’altro cerca di rafforzare i rapporti bilaterali con i singoli Stati membri, così da alimentare e sfruttare eventuali divergenze interne all’Unione.

A questa dimensione si affianca l’azione nell’infosfera. La strategia cinese nello spazio informativo mira infatti a promuovere narrazioni positive sulla Cina e, allo stesso tempo, a marginalizzare o delegittimare le voci critiche. In questo quadro vengono utilizzati media nazionali, think tank e piattaforme social, mentre negli ultimi mesi sono stati rilevati anche contenuti critici mirati contro la Nato e gli Stati Uniti.

Sovranità Tecnologica e Sicurezza Cibernetica

La Cina viene descritta come uno sfidante sistemico nella corsa al dominio delle tecnologie emergenti, un ambito nel quale si intrecciano dimensioni economiche, strategiche e di sicurezza. In questo contesto assume particolare rilievo la dimensione dello spionaggio informatico. Per la prima volta, infatti, l’intelligence italiana ha attribuito pubblicamente alla Cina una campagna globale di cyber spionaggio, condotta dal gruppo noto come “Salt Typhoon”.

Parallelamente, il rapporto evidenzia come Pechino stia consolidando posizioni di forza in diversi settori tecnologici critici. Nel campo dei semiconduttori, ad esempio, la quota cinese della capacità globale di fabbricazione è stimata in crescita fino al 30% entro il 2030. Un ruolo di primo piano emerge anche nelle tecnologie quantistiche, dove la Cina guida il settore per numero di brevetti: 7.308 nel 2024, con una previsione di crescita fino a 14.267 entro il 2030.

Anche nello sviluppo dell’intelligenza artificiale il modello cinese appare fortemente sostenuto dall’intervento statale. A differenza degli Stati Uniti, dove l’innovazione è trainata prevalentemente dal settore privato, in Cina lo sviluppo dell’IA è accompagnato da una forte leva pubblica, con investimenti governativi che nel 2024 hanno raggiunto i 22,5 miliardi di dollari.

Economic Warfare e Materie Prime Critiche

Un altro ambito centrale riguarda la capacità della Cina di trasformare l’interdipendenza economica in uno strumento di pressione strategica. Un esempio emblematico è rappresentato dalle terre rare, materiali essenziali sia per la produzione di sistemi militari avanzati, come i caccia F-35, sia per la transizione energetica.

Secondo le valutazioni riportate nel documento, Pechino controlla oltre il 90% della catena globale di approvvigionamento di queste risorse. Questa posizione dominante consente alla Cina di utilizzare eventuali restrizioni all’export come leva di pressione geopolitica.

Parallelamente, l’intelligence segnala anche un’evoluzione nella strategia degli investimenti cinesi in Europa. Negli ultimi anni si osserva infatti un progressivo spostamento dalle acquisizioni di aziende già esistenti alla costruzione di nuovi impianti industriali, i cosiddetti investimenti greenfield. Questa tendenza è particolarmente evidente nei settori dei veicoli elettrici e delle batterie, dove la creazione di nuove capacità produttive sul territorio europeo consente anche di aggirare eventuali barriere tariffarie.

Quadrante Indo-Pacifico e Sicurezza Marittima

Infine, la Relazione dedica particolare attenzione alle tensioni regionali nel quadrante Indo-Pacifico, uno dei principali teatri della competizione strategica che coinvolge la Cina.

In questo contesto, il Mar Cinese Meridionale viene indicato come uno dei principali punti di rischio per la sicurezza asiatica nel 2026. In quest’area, infatti, non si escludono incidenti tra la marina cinese e quelle di altri Paesi della regione, come nel caso delle Filippine, con la possibilità di escalation locali.

Accanto a questo scenario resta centrale la questione di Taiwan. Sebbene il rapporto ritenga improbabile un’escalation militare prima del 2027, Pechino continua a promuovere l’obiettivo della cosiddetta “riunificazione pacifica”, monitorando con attenzione gli equilibri politici interni dell’isola anche in vista delle elezioni previste nel 2028.

In parallelo, la Cina sta ampliando rapidamente le proprie capacità nel dominio sottomarino, attraverso investimenti in cantieristica navale, porti deepwater e progetti di estrazione mineraria sui fondali. Nonostante questa espansione, tuttavia, Pechino controlla ancora solo una quota relativamente limitata – tra il 5 e il 10% – della capacità globale dei cavi sottomarini.

Cina, attore e minaccia. L’intelligence italiana spiega perché

La Cina è un attore centrale della competizione globale, capace di utilizzare strumenti ibridi, tecnologici ed economici per espandere la propria influenza. Il rapporto del comparto intelligence italiano analizza in particolare le strategie di influenza, la corsa alle tecnologie emergenti, l’uso delle materie prime critiche come leva geopolitica e le tensioni nel quadrante Indo-Pacifico

Allarme Balcani, droghe e armi verso l'Europa passano da lì

L’interesse dell’intelligence si è concentrato anche su quelle strutture criminali straniere (in particolare quelle cinesi, nigeriane, albanesi e montenegrine) che presentano modelli organizzativi flessibili, una spiccata vocazione internazionale integrata con le consorterie italiane. Per questa ragione la conclusione del report è che i traffici illeciti restano la primaria fonte di alimentazione degli affari gestiti dalla criminalità

Minaccia interna e terrorismo, cosa dice la relazione annuale dell’Intelligence

Nella Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, i capitoli rispettivamente dedicati alla minaccia interna e alla minaccia terroristica offrono un’analisi puntuale di come l’ecosistema digitale stia incidendo sui processi di radicalizzazione e sulle dinamiche estremiste e di come questi si stiano muovendo all’interno della Repubblica

L’arco delle crisi, il Mediterraneo allargato secondo gli 007 di Roma

La Relazione annuale dell’intelligence italiana fotografa un Mediterraneo allargato attraversato da crisi interconnesse, dal Sahel al Levante fino al Golfo. L’escalation militare attorno all’Iran conferma e amplifica uno scenario in cui sicurezza energetica, rotte marittime e competizione tra potenze incidono direttamente sugli interessi strategici dell’Italia. Un quadro valutato dai servizi nel loro documento

Tecnologia, rotte migratorie e conflitto ibrido nella Relazione 2026 dei Servizi

La Relazione annuale 2026 sulla Politica dell’Informazione per la Sicurezza costruisce una lettura sistemica e un quadro interpretativo capace di analizzare con metodo e visione d’insieme le nuove leve geopolitiche globali, dalla tecnologia alle dinamiche migratorie irregolari, fino allo sviluppo della minaccia ibrida. Sciogliendo la complessità dei molti vettori di pressione strategica che minacciano l’integrità e la sicurezza della Repubblica

Green deal formato industria. L'intesa Italia-Francia per un'Europa più competitiva

Al Mimit il Forum italo-francese che rinsalda l’asse per una transizione meno miope e più attenta alla competitività europea, già messa a dura prova dalla concorrenza cinese. E così, mentre l’Italia punta a riscrivere le regole sulle emissioni delle aziende, Roma e Parigi chiedono a Bruxelles il massimo realismo possibile

L’Iran per la Cina. Qual è il calcolo strategico di Xi (che attende Trump a Pechino)

La crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran riporta al centro lo Stretto di Hormuz e il nodo energetico del Golfo, mettendo alla prova il calcolo strategico di Pechino. Tra pressioni su Teheran, dipendenza dal Gnl qatariota e il vertice Trump-Xi alle porte, la Cina osserva, tutela i propri interessi e misura i costi della distrazione americana

Telecamere o cavalli di Troia? Gli strumenti dual use che allarmano le intelligence

La ricostruzione del Financial Times sull’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei riporta all’attenzione un caso già noto: gli strumenti che si trovano per le strade sono davvero così sicuri? Nel caso di Teheran sono stati manomessi dopo l’installazione, ma quelle prodotte da aziende cinesi sotto accusa possono essere pensate per spiare la popolazione. Un avvertimento per tutti, soprattutto per l’Italia

Propaganda senza pubblico? Il declino dell'impero mediatico cinese in Africa

Pechino ha costruito in vent’anni un articolato sistema mediatico in Africa, investendo in studi, redazioni e volti locali. Ma il pubblico continua a preferire testate occidentali. Spingendo Pechino a cercare approcci alternativi

Un’alleanza per il quantum europeo. Capeleto (ThinkQuantum) spiega la strategia necessaria

Dalle sperimentazioni accademiche alla costruzione di reti operative in Europa, le tecnologie quantistiche stanno già entrando in una fase di maturità industriale. Tra Qkd, infrastrutture satellitari e cooperazione europea, la sfida è consolidare un vantaggio strategico evitando le dispersioni. L’intervista di Airpress a Simone Capeleto, ceo di ThinkQuantum, parte del Gruppo Officina Stellare

×

Iscriviti alla newsletter