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Sostenere l’Ucraina “è anche nei nostri interessi”, ha dichiarato Avril Haines, direttrice dell’Intelligence nazionale degli Stati Uniti, intervenendo al World Economic Forum di Davos. “Il conflitto in Ucraina ha un impatto mondiale, un impatto economico e anche delle conseguenze sulla forza delle nostre alleanze e sulla capacità di dare risposte a future possibili crisi”, ha spiegato. Per Kyiv “sarà fondamentale continuare a ricevere armi” e “credo” che il presidente statunitense Joe Biden “continuerà a fornire armi”, ha aggiunto.

Parole pronunciate nel corso del dibattito “Ripristinare la sicurezza e la pace” al World Economic Forum di Davos (tra i partecipanti anche Richard Moore, capo di MI6, il sevizio d’intelligence britannico per l’estero). Sul palco il presidente polacco Andrzej Duda, le vicepremier Chrystia Freeland del Canada e Yuliia Svyrydenko dell’Ucraina e Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato. Quest’ultimo ha chiesto di aumentare l’invio di armi all’Ucraina in questo momento critico. “Le armi sono la via per la pace”, ha detto. “Ciò che accade intorno al tavolo dei negoziati dipende totalmente dalla forza sul campo di battaglia. E se vogliamo che l’Ucraina prevalga, allora ha bisogno della forza militare”, ha aggiunto descrivendo la guerra come “lotta per la democrazia”.

È “estremamente importante” che il presidente russo Vladimir Putin “non vinca questa guerra: sarebbe una tragedia per gli ucraini, ma anche molto pericoloso per tutti noi. Perché allora il messaggio ai leader autoritari, non solo a Putin, ma anche ad altri leader autoritari, è che quando usano la forza brutale, quando violano il diritto internazionale, ottengono ciò che vogliono”, ha dichiarato. “E questa sarebbe una lezione molto negativa e pericolosa. Renderebbe il mondo più pericoloso e noi più vulnerabili”, ha concluso.

Gli alleati ne parleranno domani quando si riunirà nuovamente nella base aerea americana di Ramstein, in Germania, l’Ukraine Defense Contact Group, il Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, promosso dal segretario alla Difesa americano, per favorire un confronto periodico e un raccordo tra i Paesi (oltre 40) che aderiscono alle iniziative di supporto alle Forze armate ucraine. Lì “decideremo insieme agli Alleati l’invio di ulteriori aiuti che, per la parte italiana, confluiranno in un eventuale sesto decreto”, ha dichiarato Guido Crosetto, ministro della Difesa, intervistato da Formiche.net nei giorni scorsi dopo una telefonata con l’omologo statunitense Lloyd Austin.

Alla vigilia dell’incontro, i ministri ucraini Dmytro Kuleba (Esteri) e Oleksii Reznikov (Difesa) hanno firmato una dichiarazione congiunta appellandosi agli Stati partner con un appello “rafforzare considerevolmente il loro contributo pratico al rafforzamento della capacità d’Ucraina di difendersi e portare la loro assistenza a un livello qualitativamente nuovo”. Davanti al fatto che “il Cremlino è determinato a intensificare ulteriormente le ostilità”, oggi “il miglioramento della fornitura delle Forze armate d’Ucraina con moderni veicoli corazzati e l’aumento delle loro capacità di fuoco e manovrabilità con l’aiuto dei carri armati occidentali è uno dei bisogni più urgenti e urgenti”, si legge. I due ministri hanno poi chiesto agli Stati di aderire “all’iniziativa sulla creazione di una coalizione internazionale di carri armati a sostegno dell’Ucraina e diano il loro contributo pratico a questa causa”.

A Davos il sostegno militare all'Ucraina, tra Nato e intelligence

In vista della riunione di domani tra i ministri della Difesa alleati, il segretario Stoltenberg e la direttrice dell’intelligence statunitense Haines hanno pronunciato al World Economic Forum parole molto chiare

Tutti i dossier sul tavolo della riunione di Ramstein. Scrive Jean

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