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Dopo l’assalto dei sostenitori dell’ex presidente, Jair Bolsonaro, ai palazzi delle istituzioni democratiche del Brasile, anche il Perù vive momenti di grande tensione. La Procura generale peruviana ha annunciato l’inizio di un’indagine preliminare contro la presidente Dina Boluarte, il primo ministro Alberto Otárola e i ministri di Interno e Difesa, Víctor Rojas e Jorge Chávez, per l’ipotesi del reato di genocidio, omicidio colposo e lesioni gravi.

Gli scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti hanno lasciato più di 45 morti. Solo a Juliaca, nella regione di Puno, hanno perso la vita 17 persone che protestavano in piazza. A Juliaca, un poliziotto è stato attaccato e bruciato vivo dai dimostranti. Il Parlamento del Perù ha approvato la fiducia al governo del premier Alberto Otárola, ma l’instabilità regna. Le proteste e gli scontri tra manifestanti e polizia continuano.

In questi ultimi giorni, l’America Latina sta dimostrando – ancora una volta – il suo Tallone d’Achille: la debolezza delle istituzioni democratiche. Ne ha parlato persino papa Francesco durante l’incontro annuale con il corpo diplomatico del Vaticano. Come si legge in un articolo del direttore di Infobae, il Santo Padre ha lamentato la situazione che attraversa il Perù e il tentato colpo di Stato in Brasile: “Penso alle numerose crisi politiche in diversi Paesi del continente americano, con il suo carico di tensioni e forme di violenza che peggiorano i conflitti sociali. Penso specialmente a quanto è accaduto recentemente in Perù e nelle ultime ore in Brasile”.

Due crisi che hanno in comune la minaccia contro le istituzioni democratiche di entrambi i Paesi. Anche in Perù l’ex presidente Pedro Castillo aveva cercato di colpire uno dei tre poteri dello Stato, il Parlamento, ma è stato destituito per incapacità morale.

Poi c’è il Venezuela, dove le divisioni e accuse di corruzione nell’opposizione al regime di Nicolás Maduro complicano il cammino verso le elezioni presidenziali previste per il 2024.

Anche la Bolivia vive una crisi politica e istituzionale. Il governatore di Santa Cruz de la Sierra Luis Fernando Camacho, è stato arrestato a fine dicembre. Il presidente boliviano, Luis Arce, lo accusa di essere golpista e terrorista. Questa settimana sono attese manifestazioni in nove regioni. La richiesta è di libertà per i prigionieri politici.

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