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Sul prolungamento dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità ucraine oltre la scadenza del 31 dicembre prossimo la palla è tra i piedi del governo. Alle luce di quanto avvenuto oggi tra Camera e Senato, il governo presieduto da Giorgia Meloni appare intenzionato a procedere con un suo atto seguendo la linea indicata da Guido Crosetto, ministro della Difesa.

L’esecutivo “non si è mai nascosto sull’invio di invio armi all’Ucraina”, ha detto Luca Ciriani, esponente di Fratelli d’Italia e ministro per i Rapporti con il parlamento, al termine della conferenza dei capigruppo del Senato. “Il ministro Crosetto ha dato totale disponibilità a riferire alle Camere prima dell’invio. Si tratta di prorogare una norma e l’emendamento era una scelta tecnica per rendere più semplice e veloce il deposito e garantire la conversione entro il 31 dicembre”.

L’emendamento a cui fa riferimento è quello che la maggioranza aveva inserito – e poi ritirato – al decreto sulle missioni Nato e sulla sanità calabrese nelle commissioni Esteri e Difesa e Sanità del Senato. Una mossa che aveva scatenato le proteste dell’opposizione. Il Partito democratico ha criticato i metodi, non i contenuti: “Poco c’entra su una questione che non può e non deve essere regolata attraverso un emendamento che nulla ha a che fare con la vicenda ucraina”, aveva detto Stefano Graziano, capogruppo in commissione Difesa, illustrando la mozione dem in Aula.

Maggioranza e governo hanno fretta. Così, dopo che la prima ha ritirato l’emendamento, il secondo spiega, per bocca sempre del ministro Ciriani, che “se le opposizioni ci danno garanzie di convertire un decreto entro il 31 dicembre, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Difesa Crosetto, prenderà in considerazione la possibilità di un decreto”. Il governo, ha continuato, “informerà sempre il Parlamento su quello che farà secondo la procedura già standardizzata” (dunque, passando dal Copasir). Il nuovo testo per l’estensione del decreto a tutto il 2023 potrebbe approdare in Consiglio dei ministro “questo giovedì o il prossimo”. Manca poco più di un mese alla scadenza: “Il calendario è molto affollato valutiamo la percorribilità di questa strada”, ha detto Ciriani.

“Ho chiesto al ministro Ciriani di ritirare l’emendamento in questione dopo che mi ha confermato l’impegno di tutti i gruppi parlamentari a calendarizzare un decreto sul merito della questione e ad approvarlo entro il 31 dicembre 2022”, ha dichiarato il ministro Crosetto. Poi ha sottolineato come sia “ovvio che se il decreto in questione non venisse fatto entro tale data, prevista dalla legge, cadrebbe la copertura giuridica con la quale lo Stato italiano sta dando seguito agli impegni internazionali presi in sede Ue e Nato con l’Ucraina”. Si trattai di impegni presi “dal precedente governo con presidente del Consiglio [Mario] Draghi, ministro della Difesa [Lorenzo] Guerini e governo sostenuto dal partito di [Giuseppe] Conte”, cioè il Movimento 5 Stelle, ha aggiunto. Per questo, si legge ancora, “mi aspetto che i gruppi parlamentari di opposizione rispetteranno l’impegno che oggi ci ha portati, per dimostrare la volontà di dialogo e di rispetto del governo verso il parlamento, al ritiro dell’emendamento in questione”

Oggi alla Camera sono state discusse le mozioni sul conflitto, che hanno confermato gli schieramenti: Alleanza Verdi e Sinistra contro l’invio delle armi; Movimento 5 stelle impegnato a impegnare il governo in Aula; Partito democratico e Azione-Italia Viva fautori della continuità sulla linea Draghi; centrodestra compatto per l’invio delle armi.

Da Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, un monito chiaro e inequivocabile. “La minaccia posta dalla Russia alla pace, e alla sicurezza del nostro continente, richiede da parte di tutte le democrazie, in particolare quelle europee, un rinnovato slancio di unità e coesione”, ha detto il capo dello Stato nel suo intervento al palazzo Federale di Berna prima dell’incontro con l’omologo svizzero Ignazio Cassis.

Segue con interesse tutti questi sviluppi la diplomazia russa. L’ambasciata a Roma ha pubblicato su Twitter questo post provocatorio contro gli aiuti italiani all’Ucraina (ma sbagliando perfino a identificare il mezzo in oggetto: si tratta, infatti, di un MLS Shield).

Ucraina, l’Italia resti compatta. Mattarella parla chiaro (a Pd e M5S)

Alla Camera si discute sulle mozioni e la maggioranza ritira un emendamento e annuncia un decreto per estendere l’invio di armi a Kiev fino al 2023. Dal Colle il monito: “La minaccia posta dalla Russia alla pace richiede da parte di tutte le democrazie, in particolare quelle europee, un rinnovato slancio di unità e coesione”

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