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“Non siamo il governo ombra. Qui a Milano stiamo gettando le basi per l’Esecutivo che verrà”. Si sente un brusio di sottofondo, che restituisce le proporzioni dell’evento. La conferenza programmatica di Fratelli d’Italia sta entrando nel vivo, e il sanatore Lucio Malan dovrà salire sul palco dopo pochi minuti. L’appuntamento è piuttosto atteso, tanto più che dalla tre giorni meneghina scaturiranno le coordinate per la rotta del senior partner del centrodestra.

“Siamo determinati – dice Malan a Formiche.net – abbiamo idee chiare e la coerenza dalla nostra parte”. Ma al di là delle parole contano i fatti. Che raccontano di una kermesse particolarmente partecipata “in particolare da professionisti, intellettuali e personalità di spicco esterne a Fratelli d’Italia che si stanno avvicinando al partito”. E questo non è un aspetto secondario. Anzi, rappresenta forse uno dei tasselli principali della strategia meloniana. Attenzione però. “L’aver coinvolto personalità di spicco non rappresenta solo il tentativo di rafforzare la classe dirigente – puntualizza – . Perché il nostro partito l’ha già una classe dirigente: persone competenti che stanno dando prova di grande capacità amministrativa, prima di tutto sui territori. Significa costruire un’alternativa per il governo del Paese”

Lo schema è ben chiaro nella testa di Giorgia Meloni. In un certo senso, “ricalca la tradizione di Atreju: una kermesse nella quale vengono chiamati tantissimi esponenti, anche di partiti profondamente distanti dal nostro punto di vista, a confrontarsi sul futuro”. Questa è la chiave prospettica: il futuro.  Sì perché “dopo la triste esperienza della rielezione del presidente Mattarella, occorre chiarificare gli obiettivi per il centrodestra. Noi, li abbiamo ben chiari”. Sarebbe troppo semplicistico pensare che il senatore, ricalcando le frasi della leader, confezioni un messaggio, quasi a monito, per gli alleati. Tant’è che Malan, a precisa domanda sui rapporti che intercorrono fra i partner, dice che “l’unica prospettiva possibile per governare il Paese è quella dell’unità del centrodestra”. Per cui “fissare gli obiettivi è propedeutico a garantire l’unità della coalizione, non a mettere paletti”.

Ora le priorità politiche sono altre. “Rilanciare l’economia del Paese – scandisce l’inquilino di Palazzo Madama – perché con il governo Draghi l’inflazione sta raggiungendo livelli record e ci sono migliaia di famiglie e di imprese che chiedono risposte”. Una fetta consistente di elettorato che, in questi mesi, ha bussato alla porta dell’opposizione e ha fatto capolino sulle posizioni di una politica che “ha sempre avuto dalla sua parte la forza della coerenza”.

Per cui, a maggior ragione adesso, “occorre dare al Paese una politica industriale seria, che in questi anni è mancata”. Alla luce del conflitto ucraino “questa miopia della politica italiana è venuta a galla pesantemente”. Una miopia avallata “dal Governo Conte II, che ha trovato continuità anche nell’attuale esecutivo. “Non è concepibile che un Paese come il nostro dipenda, sotto il profilo delle forniture di gas, per il 45% da un Paese come la Russia”.

Tornando al rapporto con i partner, Malan formula un auspicio: “Spero che il caso Sicilia si possa risolvere nel migliore dei modi. Senza strappi”. Che, in questa fase, non gioverebbero a nessuno. Tantomeno al Carroccio. A proposito degli alleati, sul paventato sposalizio tra Lega e Forza Italia, il senatore è cauto: “Forse a qualcuno converrebbe. Ma, il rischio che intravedo, è che si perdano porzioni di identità nella coalizione”. Un tema, quello dell’identità (in tutte le sue declinazioni), molto caro a Fratelli d’Italia. Insomma, rischierebbe di essere un matrimonio, ma coi fichi (quasi) secchi.

A Milano gettiamo le basi per il governo che verrà. Parla Malan (FdI)

Il senatore parla della conferenza programmatica di Fratelli d’Italia: “L’aver coinvolto personalità di spicco non rappresenta solo il tentativo di rafforzare la classe dirigente. Significa costruire un’alternativa per il governo del Paese”

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