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Almeno sette voli verso Mosca in un solo mese. Per tutto il 2021, invece, erano stati due. Stiamo parlando della compagnia aerea iraniana Qeshm Fars Air, sotto sanzioni da parte degli Stati Uniti dal 2019 in quanto controllata da un altro vettore iraniano sotto sanzioni, Mahan Air, e accusata di aver trasportato armi e combattenti in Siria per conto del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran, cioè i Pasdaran, anch’essi sottoposti a sanzioni statunitensi. L’improvviso aumento dei voli cargo verso Mosca “potrebbe riflettere gli sforzi iraniani per sostenere la guerra della Russia in Ucraina”, ha spiegato Emanuele Ottolenghi, senior fellow presso la Foundation for Defense of Democracies, che ha analizzato le rotte.

Le attività illecite di Qeshm Fars Air vanno “probabilmente oltre la Siria”, dove sostengono il gruppo proxy iraniano Hezbollah al fianco di Bashar Al Assad, scrive Ottolenghi citando i frequenti voli tra Teheran e Caracas, in Venezuela ma anche tra la capitale iraniana e quella etiope, Addis Abeba, nel conflitto tra il governo e i ribelli del Tigray. E ancora, il vettore ha fatto tappa a Nuova Delhi, Macao, Myanmar e Tagikistan. “I rapporti suggeriscono che, almeno in alcuni di questi casi, l’Iran stia usando la compagnia aerea per trasportare attrezzature militari o per aiutare i partner a eludere le sanzioni”. E “i voli di Qeshm Fars Air verso Mosca potrebbero rientrare in questo schema”, aggiunge l’analista.

Il primo volo registrato, scrive, è avvenuto il 15 aprile, cioè appena tre giorni dopo che il Guardian aveva rivelato che l’Iran aveva inviato alla Russia, via nave attraverso il Mar Caspio, granate, missili anticarro e sistemi lanciarazzi. “L’aereo cargo Qeshm Fars Air in questione (registrazione: EP-FAA) può trasportare fino a 250 tonnellate di carico, a seconda della distanza del volo. Le forniture di sistemi d’arma e di parti di ricambio potrebbero aiutare la Russia a rimpiazzare alcune delle sue ingenti perdite sul campo di battaglia, dato che le sanzioni occidentali ostacolano la capacità della Russia di produrre armi a livello nazionale”, osserva Ottolenghi. Inoltre, il vettore potrebbe anche trasportare mercenari siriani in Russia, anche perché i collegamenti da e per Damasco sono continui e il Pentagono aveva confermato all’inizio di marzo che Mosca ha cercato di reclutare combattenti proprio dal Paese di Assad da impiegare nella guerra in Ucraina.

Se la Russia, grande produttore di armi, è costretta ad appoggiarsi al network iraniano, le ragioni sono molteplici, osservava Emanuele Rossi su Formiche.net: “Dal volere evitare che i suoi pezzi finiscano sacrificati in determinati contesti di combattimento, dove sa di poter trovare maggiore resistenza ucraina; alle necessità di aiutare la produzione bellica, limitata dalle sanzioni nell’accesso al mercato della componentistica”.

La pressione sui Pasdaran è destinata a rimanere molto alta. Nelle scorse settimane l’ipotesi che gli Stati Uniti offrissero una parziale revoca della designazione dei Guardiani come gruppo terroristico come sforzo per raggiungere un’intesa sull’accordo nucleare con l’Iran aveva suscitato la dura reazione di Israele.

L’amministrazione Biden ha deciso di rimuovere dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere cinque gruppi estremisti. Si tratta del gruppo separatista basco Eta, del movimento giapponese Aum Shinrikyo, del partito nazionalista israeliano Kahane Kach e di due gruppi islamici attivi in Israele, nei territori palestinesi e in Egitto, cioè il Consiglio della Shura dei Mujahideen e al-Gama’at al-Islamiyya.

Non è passata inosservata l’assenza dei Pasdaran. Chi coltiva qualche speranza per la revoca da parte degli Stati Uniti evidenza che tutte le cinque organizzazioni, che in passato hanno minacciato Asia, Europa e Medio Oriente uccidendo centinaia se non migliaia di persone, oggi sono ritenute defunte. Al contrario, chi spera che il discorso sia definitivamente chiuso sottolinea che non capita spesso che simili decisioni vengano assunte con due provvedimenti diversi in tempi ravvicinati.

“La comunità di intelligence statunitense dovrebbe vigilare sull’aumento del traffico aereo di cargo tra Teheran e Mosca per determinare l’esatta natura del carico trasportato”, conclude Ottolenghi. Se i sospetti fossero confermati, l’ipotesi di rimuovere i Pasdaran dalla lista naufragherebbe con buona probabilità.

L’Iran invia armi e mercenari alla Russia? Il mistero dei voli

Che cosa trasporta la compagnia aerea Qeshm Fars che vola sempre più spesso da e per Mosca? Gli interrogativi di Ottolenghi (Fdd) e l’ipotesi che i Pasdaran vengano rimossi dalla lista delle organizzazioni terroristiche Usa in cambio dell’intesa sul nucleare

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