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Lontani dalle telecamere, Mosca e Washington starebbero continuando a lavorare ad un piano di pace per mettere fine al conflitto in Ucraina, che infuria oramai da quasi 4 anni. A condurre questo sforzo negoziale sarebbero rispettivamente l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e il direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti russi, a sua volta nominato inviato speciale dal presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev. Già in occasione dell’ultima visita negli Stati Uniti di quest’ultimo, avvenuta alla fine del mese scorso, i due rappresentanti avrebbero portato avanti i lavori per trovare un terreno comune, prendendo i principi concordati da Trump e da Putin in occasione del summit in Alaska dello scorso agosto e di produrre una proposta “per affrontare il conflitto in Ucraina, ma anche per ripristinare i legami tra Stati Uniti e Russia, e affrontare le preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza” secondo le parole dello stesso Dmitriev riportate da Axios.

La prima bozza dell’accordo, ispirato a quello promosso da Donald Trump in Medio Oriente (anche grazie al lavoro dello stesso Witkoff), sembra strutturarsi intorno a 28 punti relativi a quattro differenti macro-tematiche: pace in Ucraina, garanzie di sicurezza, sicurezza in Europa e future relazioni degli Stati Uniti con la Russia e l’Ucraina. Rispetto alle proposte passate sembra esserci maggior ottimismo da parte russa, con Dmitriev che ha sottolineato le elevate possibilità di successo dell’accordo perché “sentiamo che la posizione russa viene davvero ascoltata”. L’obiettivo è di arrivare ad una versione più o meno definitiva prima del prossimo summit bilaterale tra i due presidenti.

Non è però chiaro quale sia la posizione assunta al riguardo dai partner europei e dalla stessa Ucraina. Dmitriev ha specificato che quest’iniziativa non ha nulla a che vedere con lo sforzo guidato da Londra per stilare una proposta di piano di pace, iniziativa che secondo l’inviato di Mosca non prende in considerazione le posizioni russe. Per quel che riguarda invece l’Ucraina, Witkoff ha detto di aver discusso del piano con Rustem Umerov, consigliere per la sicurezza nazionale del leader ucraino Volodymyr Zelensky, in un meeting di pochi giorni fa.

Originariamente, Witkoff avrebbe dovuto incontrarsi oggi con il leader ucraino in Turchia, dove Zelensky si recherà con l’obiettivo dichiarato di “rinvigorire i negoziati” per arrivare ad una conclusione diplomatica “e giusta” del conflitto. “Fare tutto il possibile per avvicinare la fine della guerra è la massima priorità dell’Ucraina”, ha affermato Zelensky. Dal canto suo, il Cremlino ha dichiarato che nessun rappresentante russo parteciperà ai colloqui in Turchia, ma che il presidente Putin resta aperto a discussioni con Stati Uniti e Turchia sugli esiti degli incontri.

Intanto, una delegazione statunitense guidata dal Segretario dell’Esercito Dan Driscoll è arrivata a Kyiv per una “missione conoscitiva”, come riferito dall’ambasciata Usa. Parte di questa delegazione è anche il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito statunitense, il generale Randy George, che si incontrerà domani con il presidente ucraino Zelensky. Probabilmente per parlare (anche) dell’andamento dei negoziati.

28 punti per porre fine al conflitto in Ucraina. Il piano condiviso da Usa e Russia

Stati Uniti e Russia portano avanti contatti riservati per definire un piano di pace in 28 punti, guidati dall’inviato americano Witkoff e dal rappresentante russo Dmitriev, con l’obiettivo di costruire una proposta condivisa che riprenda i principi discussi al summit di Alaska

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