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Il collegamento ferroviario diretto tra Pechino e Pyongyang è tornato ad essere realtà, e la cosa non è da sottovalutare. Questa mattina il treno K27 è partito dalla capitale cinese verso quella nordcoreana, ripristinando una rotta sospesa dal 2020 con l’inizio della pandemia, per seguire un tragitto di poco meno di venticinque ore che attraversa il nord della Cina costeggiando il Bohai e prevede una fermata nella città di confine di Dandong, principale porta commerciale tra i due Paesi. Il servizio, che per ora sarà attivo quattro volte a settimana e riservato ai titolari di visti d’affari, rappresenta molto più di una semplice riapertura logistica. Essa si inserisce infatti in un più ampio tentativo di Pechino di riportare Pyongyang nella propria orbita strategica.

La visita di Kim Jong Un a Pechino lo scorso settembre, in occasione della grande parata militare per la vittoria nella Seconda guerra mondiale, ha rappresentato uno dei momenti simbolici di questa nuova fase. Poche settimane dopo, il premier cinese Li Qiang ha ricambiato con una visita ufficiale a Pyongyang, parlando apertamente dell’inizio di un “nuovo capitolo” nelle relazioni bilaterali.

Parallelamente si stanno moltiplicando i segnali di una progressiva riattivazione dei collegamenti transfrontalieri. Oltre alla linea ferroviaria appena riaperta, anche i voli tra le due capitali sono ripresi già dal 2023 con la compagnia nordcoreana Air Koryo, mentre lungo il confine comune sono in corso lavori per potenziare infrastrutture logistiche e doganali.

Sul piano economico, la Cina rimane di gran lunga il principale partner commerciale della Corea del Nord. Nel 2025 le esportazioni cinesi verso Pyongyang hanno raggiunto i 2,3 miliardi di dollari, il livello più alto degli ultimi sei anni. Allo stesso tempo, Pechino sta aumentando l’importazione di alcune materie prime strategiche nordcoreane, tra cui tungsteno e molibdeno, metalli essenziali per numerosi settori industriali e militari.

Non meno significativo è il cambiamento sul piano politico. In un documento ufficiale pubblicato lo scorso anno, la Cina ha rimosso il riferimento alla “denuclearizzazione della penisola coreana”, una formula che per anni aveva rappresentato un punto fermo della posizione diplomatica cinese. Parallelamente Pyongyang ha espresso sostegno alla posizione di Pechino sulla questione di Taiwan, segnalando una crescente convergenza strategica.

Tuttavia il riavvicinamento tra Cina e Corea del Nord avviene in un contesto geopolitico più complesso di quello del passato. Negli ultimi anni Kim Jong Un ha dimostrato una maggiore autonomia diplomatica, sfruttando la competizione tra le grandi potenze per ampliare il proprio margine di manovra.

In questo contesto si colloca anche il significativo riavvicinamento tra Pyongyang e Mosca maturato negli ultimi anni. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la Corea del Nord ha progressivamente intensificato la cooperazione con la Russia, fornendo armi, munizioni e addirittura personale militare a sostegno dello sforzo bellico di Mosca. In cambio, il regime di Kim Jong Un avrebbe ottenuto combustibili, derrate alimentari e altre forme di sostegno economico utili a sostenere un’economia duramente colpita dalle sanzioni internazionali legate al programma nucleare nordcoreano. Questo asse con la Russia ha consentito a Pyongyang di ridurre, almeno parzialmente, la propria dipendenza dalla Cina e di guadagnare nuovi margini di autonomia sul piano diplomatico, come confermato da episodi registrati in questi anni.

Allo stesso tempo, sullo sfondo si intravede anche la possibilità di una riapertura del dialogo con Washington. Il presidente statunitense Donald Trump ha recentemente espresso interesse a incontrare nuovamente Kim Jong Un, riattivando un canale negoziale che si era interrotto nel 2019 dopo il fallimento del vertice di Hanoi. Da parte nordcoreana, tuttavia, il messaggio resta chiaro: qualsiasi miglioramento delle relazioni dipenderà dall’atteggiamento degli Stati Uniti, in particolare dalla richiesta americana di abbandonare il programma nucleare.

Un treno per riavvicinare Cina e Corea del Nord. E non solo geograficamente

La riapertura della linea ferroviaria tra Cina e Corea del Nord è solo l’ultimo tassello di un riavvicinamento politico ed economico tra Pechino e Pyongyang. Una mossa che si inserisce in un contesto geopolitico complesso, segnato dalla crescente cooperazione tra Kim e la Russia e da possibili nuovi contatti con gli Stati Uniti

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