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Negli ultimi giorni l’Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (Abw), principale servizio di sicurezza interna della Polonia, ha condotto una serie di operazioni coordinate che hanno portato all’arresto di otto individui sospettati di effettuare atti di ricognizione riguardo le strutture militari e le infrastrutture critiche, con l’obiettivo di preparare i mezzi per compiere atti di sabotaggio, su mandato di agenzie d’intelligence russe.

L’annuncio è stato formalizzato dal primo ministro Donald Tusk, che su X ha confermato la detenzione, aggiungendo che “ulteriori attività operative sono in corso”. Secondo il ministro coordinatore dei servizi speciali, Tomasz Siemoniak, i soggetti fermati “sarebbero coinvolti in attività di ricognizione di obiettivi militari e infrastrutture critiche, nella preparazione di mezzi per azioni di sabotaggio e, in alcuni casi, nella realizzazione diretta di attacchi”. Mentre il portavoce del dicastero, Jacek Dobrzyński, a completamento del quadro ha dichiarato che “solo negli ultimi mesi l’Abw ha trattenuto complessivamente 55 persone che agivano a detrimento della sicurezza nazionale, nell’interesse di servizi di intelligence stranieri, principalmente russi”.

Tra i fermati figura un cittadino ucraino di 21 anni, identificato come Danylo H., residente in Polonia e accusato di cooperare con servizi di intelligence stranieri per organizzare l’invio di pacchi contenenti materiali esplosivi o incendiari destinati all’Ucraina. Secondo la Procura nazionale polacca, i dispositivi erano progettati per esplodere o incendiarsi durante il trasporto, con l’obiettivo di intimidire la popolazione e destabilizzare i Paesi dell’Unione Europea che sostengono Kiev. Strategie già conosciute e che sembra stiano tornando prepotentemente tra i pattern ibridi ricorrenti e posti in essere da Mosca.

Due complici, anch’essi cittadini ucraini, sono stati arrestati a Bucarest dal Serviciul Român de Informații (Sri) e dall’unità anti-crimine organizzato (Diicot), dopo aver depositato due pacchi contenenti ordigni artigianali presso una società di spedizioni internazionale. Gli ordigni sono stati neutralizzati prima dell’esplosione e i due sospettati sono stati posti in custodia cautelare per trenta giorni.

Fonti di Reuters e Associated Press indicano che l’arresto di Danylo H. è avvenuto nei pressi di Varsavia il 16 ottobre, in una fase coordinata tra le autorità polacche e romene, mentre fonti governative indicano la volontà di verificare le catene di comando, i canali di finanziamento e i vettori logistici utilizzati per la movimentazione di materiali esplosivi e per la trasmissione di istruzioni operative.

Ne emerge un’ulteriore conferma di campagne di intelligence offensive contro la Polonia e gli Stati dell’Europa orientale, sviluppate attraverso una pluralità di strumenti (fisici, digitali e informativi) e coerenti con la dottrina (non più solo) russa di guerra ibrida e di conflitto sottosoglia.

 

Cosa sappiamo degli arresti in Polonia per sospetto sabotaggio in favore della Russia

La Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (Abw), il servizio per la sicurezza interna della Polonia, ha arrestato otto persone sospettate di preparare atti di sabotaggio su mandato di Mosca. L’annuncio è stato formalizzato dal primo ministro Donald Tusk, che su X ha confermato la detenzione, aggiungendo che “ulteriori attività operative sono in corso”

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