Skip to main content

Le bollette europee ed italiane restano tra le più care. Nel secondo trimestre del 2024, i prezzi al dettaglio dell’elettricità per le imprese europee erano 2,2 volte superiori a quelli degli Stati Uniti e il doppio di quelli cinesi. Sono numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: il caro energia è diventato uno dei principali fattori di svantaggio competitivo del sistema produttivo europeo. E l’Italia, nel cui mix energetico pesa ancora troppo il gas naturale (46% di elettricità prodotta), si trova in una posizione ancora più esposta rispetto alla media continentale: 109 euro/Mwh il prezzo all’ingrosso dalle nostre parti nel 2024 contro i 78 della Germania, i 63 della Spagna e i 58 della Francia.

Nel sistema del merit order, il prezzo dell’elettricità è fissato dall’impianto marginalmente più costoso necessario a soddisfare la domanda, ed è quasi sempre una centrale a gas. Nel 2022, pur generando solo il 28,9% dell’elettricità europea, le centrali a gas hanno determinato il prezzo di mercato per oltre il 55% del tempo. Il risultato è che anche chi produce energia pulita e a basso costo (idroelettrico, solare o eolico) incassa il prezzo più alto fissato dal gas. Le pmi italiane, che consumano fino a 20 megawattora l’anno, pagano il prezzo più alto di tutta l’Unione Europea, con un differenziale competitivo che diventa ogni anno più difficile da assorbire.

Confindustria ha stimato per il 2025 un aumento del 28% della spesa per l’elettricità delle imprese italiane. Per molte aziende, specie quelle energivore, si tratta di una minaccia concreta alla sopravvivenza. Secondo il rapporto Draghi, l’Europa ha perso il 15% di produttività rispetto agli Stati Uniti negli ultimi trent’anni. Solo quattro delle cinquanta aziende tecnologiche più importanti al mondo sono europee. Tra i tre vincoli strutturali identificati da Draghi, l’impossibilità di affidarsi all’energia russa a basso costo dopo l’invasione dell’Ucraina (rispetto al 2021, l’import Ue di gas russo è crollato dal 45% al 12% del totale europeo nel 2025), è quello che più direttamente connette la questione energetica alla competitività industriale. Non si tratta di una emergenza temporanea, ma di un nuovo equilibrio più costoso del precedente. Per un consumatore industriale di medie dimensioni, nel 2023 i prezzi dell’energia restavano ancora del 97% superiori alla media del periodo 2014-2020.

La risposta non è un ritorno al fossile ma un’accelerazione della transizione, che conviene e che è già in atto. Nel 2024 le rinnovabili hanno generato il 48% dell’elettricità dell’Unione Europea, contro il 41% del 2022. L’Italia ha fatto meglio della media, raggiungendo il 52,5% con un mix dominato dall’idroelettrico (43,5%), seguito dal fotovoltaico (31,4%). Il costo livellato dell’energia da solare ed eolico si attesta oggi intorno ai 50 dollari per megawattora, inferiore a qualsiasi fonte fossile. Le rinnovabili non sono più solo una scelta ambientalmente responsabile: sono la scelta economicamente più conveniente.

Nel 2021-23, i consumatori europei hanno risparmiato 100 miliardi, grazie a elettricità da nuove installazioni di solare ed eolico. C’è però una condizione irrinunciabile: le rinnovabili funzionano come leva di riduzione dei costi solo se le reti elettriche sono all’altezza di gestirle, ed attualmente non lo sono. Nel 2022, i costi legati alle inefficienze di rete, come i fenomeni del re-dispatching e del curtailment, ovvero l’energia rinnovabile che viene letteralmente sprecata perché la rete non riesce ad assorbirla, hanno raggiunto i 5,2 miliardi di euro. Senza interventi adeguati, quella cifra potrebbe salire a 26 miliardi entro il 2030. È il paradosso del sistema attuale, nel quale si dispone di energia pulita a costo marginale zero e si è costretti a buttarla via, mantenendo attive centrali a gas per garantire la stabilità della rete.

Uscire dalla trappola del caro energia richiede interventi su più livelli. Primo, la digitalizzazione e il potenziamento delle reti elettriche, in linea con il Multiannual Financial Framework 2028-2034. Le smart grid permettono di ottimizzare i flussi energetici in tempo reale e attivare meccanismi di demand response. Gli investimenti necessari sono rilevanti (la Commissione europea stima circa mille miliardi di euro entro il 2040). Ma i ritorni in termini di efficienza di sistema li giustificano ampiamente. Secondo, la riforma dell’allocazione degli oneri di sistema. La bolletta elettrica include tasse, accise e oneri di sistema che in alcuni Paesi europei arrivano a rappresentare il 40-50% del costo totale per le famiglie con problemi di distribuzione e equità. Famiglie e piccole imprese, infatti, sopportano attualmente una quota sproporzionata di questi oneri rispetto ai grandi consumatori industriali. Terzo, un’azione regolatoria più incisiva.

L’Europa è davanti a un bivio: status quo da un lato (costi elevati, dipendenza da fossile, scarsa competitività), transizione all’altro. I progressi recenti dimostrano che la seconda strada è percorribile: nel 2024 le emissioni Ue di gas serra sono calate del 37.2% rispetto al 1990, mentre il Pil è cresciuto del 71%. Il decoupling tra crescita economica e emissioni è già in atto: la domanda quindi non è se completare la transizione, ma come e quando. Servono riforme, investimenti, e politiche mirate, ma soprattutto visione politica e coraggio.

Il caro energia spegne la competitività europea. È ora di cambiare rotta

Di Francesco Salustri e Carmine Soprano

L’Europa è davanti a un bivio: status quo da un lato, transizione all’altro. I progressi recenti dimostrano che la seconda strada è percorribile. Prosegue il dibattito legato al volume “Una bussola per l’Europa”, a cura di Luigi Paganetto, che raccoglie i contributi di un anno di attività del Gruppo dei 20

La Cina è impantanata. E ora si gioca tutto su terre rare e AI

L’apertura della sessione annuale dell’Assemblea del popolo ha il sapore della resa dei conti. Consumi interni fermi e un contesto internazionale decisamente sfavorevole hanno affossato l’economia, spingendo il partito a rivedere le proprie ambizioni di crescita. Ora spinta su terre rare, Intelligenza Artificiale e un maxi piano di bond. L’Occidente è avvisato

Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo

https://youtu.be/iB7Fgseqix8 L’incontro rappresenta il nuovo appuntamento con l’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG, “Giocare da grandi”, attivo dal 2020 per approfondire in chiave empirica i principali aspetti del gioco pubblico. Grazie ai dati raccolti dall’Osservatorio, ogni evento ha indagato un tema specifico e di attualità, promuovendo un confronto informato tra rappresentanti istituzionali ed esperti. La tavola rotonda proseguirà il percorso…

Tutte le minacce della criptofinanza. Gli alert degli 007

Le criptovalute sono ormai una forma di scambio e investimento parallelo, seppur prive di regolamentazione. Un mare magnum nel quale si annida il seme dell’illegalità, oltre a rischi per chi le maneggia. E persino delle minacce all’ordine monetario globale. Spunti e riflessioni dalla relazione dell’intelligence italiana

Crisi iraniana, così si muove l'Italia (con il fronte europeo). Le parole di Crosetto e Tajani

Cosa farà l’Italia adesso? Sicuramente manderà assetti navali a protezione di Cipro e al contempo è stato chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, di “innalzare al livello massimo” la rete di difesa aerea e anti-balistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato, al fine di “gestire ogni possibile conseguenza”. Meloni in aula mercoledì

Così la Cina è più vicina a Cuba (con il solare)

Il regime castrista sta facendo fronte alla crisi energetica del Paese con i pannelli importati dalla Cina, la cui installazione è cresciuta significativamente e a un ritmo record, redendo forse l’isola cubana il Paese bandiera di transizione alle rinnovabili. Ma questo può non bastare… L’analisi dell’Economist

Convivenza democratica e stabilità delle relazioni. Ecco la diplomazia delle parole

Interrogare il rapporto tra lingua, società e responsabilità civile. Nel linguaggio una comunità riconosce se stessa, trasmette memoria e definisce il proprio orizzonte pubblico. Quando il linguaggio pubblico si impoverisce o si radicalizza, anche la capacità di costruire prospettive comuni si indebolisce. Michele Gerace racconta “Il sentimento del futuro”, il podcast della Scuola sulla Complessità realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Associazione culturale “cento giovani”

Perché l'India teme gli attacchi terroristici dal mare

Secondo fonti d’intelligence, il gruppo jihadista pakistano Lashkar-e-Taiba starebbe ampliando l’addestramento marittimo dei militanti, con corsi su immersioni, motoscafi e infiltrazioni costiere. Il modello richiama la strategia usata negli attentati di Mumbai del 2008 e potrebbe aprire una nuova fase di minaccia terroristica dal mare nel subcontinente

L’Italia si riallinea all’Occidente sulla Cina. Cosa è stato detto all'audizione del Congresso Usa

Nel dibattito americano sulla convergenza tra Pechino e Mosca emerge anche il ruolo dell’Europa. Durante un’audizione alla Commissione Helsinki l’Italia è stata indicata come uno dei Paesi che hanno ricalibrato la propria politica verso la Cina, rafforzando i legami con Washington e limitando le acquisizioni in settori strategici

Gas e stoccaggi, Snam investe sulla sicurezza energetica

La società guidata da Agostino Scornajenchi aggiorna il piano industriale e prevede 14 miliardi di investimenti da qui al 2030, di cui 9,2 per la rete e 2,1 per il potenziamento delle scorte. Lo scorso anno utile su del 10%. E non c’è un allarme Medio Oriente per l’Italia

×

Iscriviti alla newsletter