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Mentre la Marina tedesca mette alla prova la propria potenza di fuoco nel cuore del Mare di Norvegia, due navi battenti bandiera russa si muovono in modo anomalo nelle acque circostanti. Si avvicinano a zig zag, rallentano, osservano. Questo è quanto riportato da The Barents Observer, che riporta l’ennesimo episodio di un confronto sottosoglia che, dall’Artico al Baltico, si muove tra deterrenza, spionaggio ed episodi di interferenza.

L’area al largo di Andøya, nelle isole Vesterålen, è stata interdetta alla navigazione civile per consentire lo svolgimento della più grande esercitazione di tiro della Marina tedesca degli ultimi decenni. In due settimane, la Bundesmarine prevede fino a 54 lanci missilistici, test di artiglieria e siluri, con la partecipazione di nove unità di superficie, un sottomarino, reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica tedesca, oltre a contingenti alleati.

Un’esibizione di forza e interoperabilità che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di Mosca. A Nord dell’area di esercitazione è comparsa la Akademik Boris Petrov, un’imbarcazione lunga 75 metri ufficialmente registrata come nave da ricerca oceanografica presso l’Istituto Shirshov di Mosca. In realtà, come spiegano analisti norvegesi, si tratta di una delle tante “navi spia” che operano sotto copertura scientifica, come ad esempio la nave Yantar.

Già nel 2022, quando il Petrov navigava vicino alle piattaforme petrolifere norvegesi nel Mare del Nord, esperti del Naval Academy di Bergen avevano confermato la natura duale della nave. Imbarcazione di ricerca idrografica, ma anche di raccolta informazioni sensibili sulle infrastrutture energetiche occidentali. Costruita in Finlandia nel 1984, può imbarcare 32 membri d’equipaggio e fino a 24 ricercatori, “ufficialmente” dedicati allo studio della fisica marina e dei fondali.

Accanto a lei, nelle ultime ore, è stata individuata anche la Smp Arkhangelsk, mercantile russo di 145 metri appartenente alla Northern Shipping Company. Il suo comportamento, anch’esso fatto di manovre irregolari e permanenze prolungate al limite dell’area di interdizione, ha destato allarme tra le autorità marittime norvegesi. La compagnia armatrice è stata già oggetto di sanzioni statunitensi e ucraine per il coinvolgimento nel trasporto di armamenti e nel trasferimento illegale di grano ucraino dai porti del Mar Nero.

Entrambe le navi rappresentano, secondo fonti della difesa scandinava, un tassello della strategia di osservazione attiva russa nel Mare di Norvegia e lungo la rotta artica. Una presenza discreta e costante, che accompagna ogni grande manovra della Nato nella regione, fungendo da piattaforma di osservazione e raccolta di informazioni.

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