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I delfini killer sionisti esistono. Ne è convinta Hamas, gruppo palestinese riconosciuto come organizzazione terroristica da molti Paesi, dall’Unione europea e dagli Stati Uniti, oltreché da Israele. In questo video della propaganda di Hamas, pubblicato dall’analista Joe Truzman del think tank statunitense Foundation for Defense of Democracies, un portavoce del commando navale delle Brigate Al-Qassam spiega che durante un’operazione avvenuta in un momento non precisato, gli uomini di Hamas sono stati inseguiti in mare da un delfino dotato di un dispositivo in grado di uccidere i sommozzatori.

Hamas non ha fornito dettagli sul dispositivo ma ha affermato di avere fonti su un altro incidente con un cetaceo da combattimento nell’agosto 2015 che era dotato di un telecomando, una telecamera e un’arma che poteva sparare proiettili simili ad arpioni. In quell’occasione, Al Quds, il giornale della propaganda di Hamas, aveva spiegato che il mammifero era stato “spogliato della sua volontà” e trasformato in “un assassino” dalle forze israeliane, aveva spiegato la BBC.

La reazione ironica sui social non è tardata ad arrivare. Non ci sono prove che confermino che quell’imbracatura sia israeliana. Nè tantomeno di un delfino. Ma è “almeno plausibile che Israele possa avere un programma di mammiferi marini della Marina”, scrive l’esperto del settore H. I. Sutton. E non sarebbe l’unica, visto che nel recente passato quella russa ne ha schierati a Tartus, in Siria, e che anche quella statunitense ha un programma dedicato nella base di San Diego, in California.

Israele usa delfini killer contro i sommozzatori. L’accusa di Hamas

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