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Francesco Cossiga è stato un uomo politico che ha profondamente creduto nell’Intelligence come strumento della democrazia. L’anniversario della sua scomparsa coincide con una serie di aspetti che mettono in luce l’importanza fondamentale della sicurezza nazionale.

Come avviene da quattro anni, anche ultimamente nella guerra tra Russia e Ucraina viene sistematicamente citata nei resoconti giornalistici la parola “Intelligence”. Qualche settimana fa il settimanale francese L’Express ha dedicato ampi spazi ai Servizi europei, compilando anche una classifica che ha aperto un vivace dibattito. In Germania, è stata avviata una riforma dell’Intelligence che affronta le dinamiche più significative, a cominciare dalla disinformazione. In Italia è stato recentemente approvato un disegno di legge per il rafforzamento e l’adeguamento della difesa. Il 13 agosto a Colleferro è esploso un impianto di munizioni le cui cause non sono state ancora definitivamente accertate. Sono solo alcuni degli esempi che nelle ultime settimane stanno ponendo in rilievo l’importanza dell’intelligence.

Conclusa la sua esperienza politica, Cossiga si dedicò alle sue memorie e alla promozione della cultura dell’intelligence in Italia, per farla diventare una materia di studio nelle scuole e nelle università, allargando gli spazi del dibattito culturale nel nostro Paese.

Cossiga, l'Intelligence e una lezione di democrazia. Scrive Caligiuri

Cossiga aveva intuito prima di molti altri che l’Intelligence non fosse soltanto uno strumento dello Stato, ma un elemento essenziale della democrazia. Il ricordo di Mario Caligiuri

India a 80 anni. Modi e Murmu tracciano la strada verso Viksit Bharat

Modi e Murmu delineano una visione convergente dell’India a 80 anni dall’Indipendenza, centrata su sviluppo inclusivo, autosufficienza, innovazione tecnologica e rafforzamento della sicurezza nazionale. Entrambi proiettano il Paese verso il 2047 come “Viksit Bharat”, combinando crescita economica, autonomia strategica e maggiore ruolo globale dell’India

Usa o Cina, Washington vuole scelte nette sull’AI. Messaggio anche per Roma

Una bozza americana rivela che Washington si prepara a rendere sempre più incompatibile la partecipazione a framework rivali sull’intelligenza artificiale guidati da Stati Uniti e Cina. Per l’Italia, entrata in Pax Silica il 30 luglio, la scelta strategica è già stata fatta. Il prossimo test sarà assicurare che il resto dello Stato agisca di conseguenza

Elezioni in Brasile, è iniziata la corsa presidenziale

È ufficialmente aperta la campagna elettorale per la presidenza del più grande Paese sudamericano. Tra i principali candidati l’ex presidente socialista Luiz Inácio Lula da Silva e questa volta Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente

Il debito Usa e la lezione ignorata dalla politica italiana. L'analisi di Polillo

Il debito federale americano punta verso i 40.000 miliardi di dollari e gli interessi costano ormai più della difesa. Numeri che aiutano a capire le pressioni di Washington sugli alleati Nato e che mettono in discussione molte delle certezze del dibattito politico italiano. L’analisi di Gianfranco Polillo

Il Pentagono sceglie D-Orbit per "ripulire" l'orbita bassa. Contratto da 24 milioni di dollari

D-Orbit Space, la controllata americana del gruppo italiano, è stata scelta per un contratto da 24 milioni di dollari nell’ambito del programma Deorbit-as-a-Service del Pentagono. L’obiettivo è testare e dimostrare un servizio capace di raggiungere, agganciare e deorbitare i satelliti militari a fine vita. Adesso, la società dovrà vedersela con Firefly Aerospace e Katalyst Space Technologies per arrivare alla fase successiva

La maturità sorride, Invalsi molto meno. Le contraddizioni della scuola italiana secondo Zecchini

I risultati della maturità raccontano una scuola apparentemente sempre più inclusiva, con il 99,8% degli ammessi che arriva al diploma. Ma i test Invalsi e Ocse restituiscono un quadro molto meno rassicurante: poco meno della metà degli studenti non raggiunge ancora livelli adeguati di apprendimento

Ecco perché la nuova mossa di Trump sulla cantieristica interessa anche l'Italia

Per la prima volta, gli Usa stanno valutando di subappaltare all’estero la costruzione delle proprie navi militari. L’idea è emersa in un memo inviato al Pentagono che prevede, tra l’altro, l’abbandono delle catapulte elettromagnetiche sulle future portaerei della classe Ford. Da anni gli States cercano di coinvolgere maggiormente i partner esteri nella propria industria navale per recuperare il terreno perso con Pechino, ma stavolta l’idea si scontra con le rigide regole dell’autonomia strategica americana. Mentre al Congresso i puristi del Made in Usa preparano le barricate, tra i partner esteri che potrebbero essere coinvolti figura anche l’Italia

Trump riduce le esercitazioni con Seul. Guardando a Pyongyang?

Donald Trump chiede al Pentagono di ridurre sostanzialmente le esercitazioni militari con la Corea del Sud. Una decisione motivata dai costi, ma che potrebbe avere la più ampia valenza strategica più ampia di riaprire il dialogo con Kim, e di provare a limitare l’avvicinamento tra Pyongyang e Mosca

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A sedici anni dalla scomparsa, Francesco Cossiga continua a offrire una chiave di lettura dell’attualità. Atlantista senza complessi, avrebbe guardato con diffidenza a Trump ma non avrebbe messo in discussione il legame con gli Stati Uniti. E probabilmente avrebbe visto nel governo Meloni il compimento della “democrazia normale” immaginata da Moro. Il ricordo di Gianfranco Rotondi

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