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Nel 2025 l’export italiano torna a crescere. Secondo i dati appena pubblicati, le esportazioni complessive aumentano del 3,3%, pari a circa 20 miliardi di euro, passando da 625 a 645 miliardi. Un risultato che, a prima vista, conferma la tenuta del commercio estero italiano in un contesto internazionale ancora segnato da tensioni geopolitiche e rallentamenti macroeconomici.

Una realtà in controtendenza

Ma dietro il dato aggregato si nasconde una realtà molto più concentrata. A trainare quasi interamente la crescita è stato infatti il manifatturiero farmaceutico, che nel 2025 ha registrato un balzo del 28,5%, pari a 16 miliardi di euro: circa l’80% dell’incremento complessivo dell’export. Senza questo contributo, il quadro delle esportazioni italiane sarebbe stato decisamente più debole. I settori tradizionalmente indicati come pilastri del made in Italy – le cosiddette “4 A” (Abbigliamento/moda, Arredamento, Agroalimentare e Auto-meccanica) – nel loro complesso non mostrano una crescita significativa. Anche l’aumento dell’export di metalli preziosi, spesso citato tra i fattori positivi, è in larga parte legato all’aumento dei prezzi dell’oro, una materia prima interamente importata, e non a un rafforzamento della base produttiva nazionale. Diverso, invece, il caso del farmaceutico. Qui la crescita delle esportazioni riflette un effettivo aumento delle attività manifatturiere, concentrato in alcuni grandi poli produttivi in Toscana, Lazio e Lombardia. Nel 2025 il settore ha raggiunto 70 miliardi di euro di export, su un totale nazionale di 645 miliardi.

Perno per la crescità della competitività industriale

Il quadro si ripete anche guardando ai mercati extra-Ue. Verso gli Stati Uniti l’export italiano cresce complessivamente del 7,2%, ma il dato è ancora una volta fortemente sbilanciato. Il solo comparto farmaceutico segna un incremento del 54%, arrivando a 18 miliardi di euro. Al netto di questa performance, l’export complessivo verso gli Usa avrebbe chiuso l’anno in calo. Il 2025 si conferma quindi come un anno positivo per l’export italiano, ma con una crescita fortemente concentrata in un unico settore. Un dato che pone una questione di fondo: il farmaceutico non è più solo una voce tra le altre, ma è stato nel 2025 il vero perno per la crescita della competitività industriale italiana sui mercati internazionali.

Una realtà che, se pienamente riconosciuta, dovrebbe tradursi in scelte di politica industriale più mirate, capaci di accompagnare le trasformazioni in corso nel settore – a partire dal passaggio verso Biotecnologie e Bio-manifattura – e di rendere l’Italia una destinazione attrattiva per nuovi investimenti produttivi ad alto contenuto tecnologico.

La nuova geografia dell’export italiano passa dalla farmaceutica. Scrive Landi

Di Fabrizio Landi

Nel 2025 l’export italiano cresce del 3,3%, ma quasi tutta l’espansione è trainata dal farmaceutico, che da solo genera circa l’80% dell’aumento complessivo. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale del settore nella competitività industriale del Paese e pone nuove questioni di politica industriale. Scrive Fabrizio Landi, presidente RetImpresa ed esperto del settore Life Science

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