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L’Italia riprende a crescere, l’export vola e la digitalizzazione delle imprese, a incominciare dall’e-commerce, si rivela il fattore chiave.

Gli ultimi dati Istat hanno confermato il trend positivo per il nostro Pil, con prestazioni da parte del nostro Paese superiori alla “locomotiva” tedesca: nel secondo trimestre l’Italia registra +2,7% rispetto al trimestre precedente e + 17,3% nei confronti del secondo trimestre del 2020, a conferma delle proiezioni positive risalenti alla stima preliminare di luglio e delle ipotesi ad oggi formulate da vari economisti.

In particolare, tutti i principali aggregati della domanda interna vanno bene, con un aumento del 3,4% dei consumi finali nazionali e del 2,4% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni, ad esempio, sono aumentate del 2,3% e del 3,2%.

Tra i settori trainanti della ripresa, c’è poi l’e-commerce, con un totale di circa 678 mila imprese e oltre 290 mila lavoratori tra venditori, piattaforme online e operatori di servizi e un fatturato di circa 13,5 miliardi di euro, con una crescita del +14%, nel 2020. “Negli ultimi vent’anni c’è stato un cambiamento radicale. In questa direzione è andata la pandemia, tant’è che degli oltre 28 milioni di shop on line, due sono nati durante il Covid”, nota Roberto Liscia, presidente del Consorzio Netcomm. In particolare, il commercio digitale ha arginato il crollo degli scambi commerciali tradizionali, dovuto all’emergenza Covid19, pari al 10%. L’export digitale B2b è di 127 miliardi di euro, con un calo del -5% rispetto al 2019, ma un aumento dell’incidenza sulle esportazioni complessive del 29%.

Il commercio elettronico “si è rivelato cruciale per attutire le conseguenze negative delle restrizioni imposte dalla pandemia”, ha infatti dichiarato il ministro Luigi Di Maio lo scorso agosto, intervenendo all’assemblea di Federalimentare ‘Made in Italy alimentare: la ripartenza comincia da qui’, osservando: “Ci sono grandi potenzialità ma ancora troppo poco sfruttate in Italia, dove il commercio digitale rappresenta solo l’1,7% del totale delle vendite”.

Di Maio ha dunque annunciato “la prossima emanazione di un bando da 30 milioni di euro per l’erogazione di voucher destinati a una platea di circa 7 mila operatori, tra cui micro-imprese, reti e consorzi di micro-imprese”, dopo aver puntualizzato che già con i voucher Temporary Export Manager digitali, le Pmi e le reti di imprese hanno avuto la possibilità di accedere a un contributo fino a 30mila euro per consulenze manageriali in export e digitalizzazione. A suggello del Patto per l’Export da 1,4 miliardi di euro che Di Maio siglò l’anno scorso, imperniato su sei i pilastri – re-branding nazionale, la formazione e l’informazione, l’e-commerce, il sistema fieristico, la promozione integrata, la finanza agevolata – la Farnesina ha lanciato un invito a tutti le maggiori compagnie di tecnologie ICT in Italia per la fornitura gratuita di servizi digitali per l’export delle aziende.

“Per i giovani non c’è più differenza, o competizione, fra shop fisico e digitale, ma compenetrazione: lo vediamo anche dai touchpoint che caratterizzano il customer journey, cioè i momenti di informazione prima dell’acquisto da parte del cliente – aggiunge Liscia -, è un continuum fra virtuale e fisico”. Questa politica è stata fatta propria da tempo da Google, che, con la piattaforma Italia in Digitale, ha messo a disposizione gratuitamente tutorial, corsi, video lezioni e strumenti per sostenere la transizione digitale a vantaggio di lavoratori, startup, scuola e imprese.

Una vera e propria Digital Academy gratuita, dagli analytics al cloud, dal web marketing all’informatica applicata, dall’internazionalizzazione alla ricerca di nuovi clienti, fondamentale per innovare il Paese. È proprio in direzione di questa sinergia fra Big Tech e Pubblica amministrazione che vanno i progetti ora presentati da Di Maio. Un contributo importante, considerando che secondo l’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano, è necessario indirizzare l’ecosistema economico in direzione di una maggior educazione digitale del consumatore, favorendo la caduta delle barriere all’acquisto online, i percorsi di digitalizzazione da parte dei retailer tradizionali e l’aumento dei web shopper.

“Nel 2020, l’e-commerce ha svolto un ruolo determinante nella riprogettazione delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori per fronteggiare la crisi del Retail durante la pandemia – esordisce Valentina Pontiggia, direttrice Osservatorio eCommerce B2c e Innovazione Digitale nel Retail, School of Management, Politecnico di Milano -. Nel post-emergenza, non bisogna vanificare gli sforzi fatti. In che modo? Investendo in processi, formazione, tecnologia e diffusione di cultura digitale. Solo così approderemo a un nuovo concetto di Retail basato sulla sinergia (e non sul contrasto) tra fisico e digitale”, puntualizza la studiosa.

Intanto, Italia in Digitale, Google Digital Training, Eccellenze in Digitale, Crescere in Digitale sono tutti programmi già oggi disponibili gratuitamente per chiunque voglia potenziare le proprie competenze tecnologiche a servizio dell’impresa, dell’autoimprenditorialità, della promozione digitale delle proprie attività.

Con Google Digital Training, ad esempio, vengono offerti vari corsi e, nel caso di “Concetti base di marketing digitale”, l’azienda offre anche una certificazione utile per posizionarsi meglio nel mercato del lavoro.

Crescere in Digitale, invece – progetto attuato da Unioncamere in partnership con Google, promosso dall’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) – è espressamente volto a promuovere, attraverso l’acquisizione di competenze digitali, l’occupabilità dei cosiddetti Neet, i giovani che non studiano e non lavorano.

Con Eccellenze in Digitale, progetto Unioncamere con il supporto di Google.org, viene offerta formazione gratuita alle imprese per “formare non solo gli imprenditori, ma anche tutto il personale aziendale e i loro collaboratori sulle competenze indispensabili per sostenere l’impresa a superare la crisi della prima pandemia dell’era del digitale e non solo.” Insomma, questa strada è stata già da tempo percorsa, al punto che Google ha ricevuto riconoscimenti dalla Commissione Europea, ai MarCom Awards.

I numeri delle attività in Italia sono notevoli. Ad oggi, l’Azienda di Mountain View ha aiutato più di 500.000 persone a ottenere le competenze digitali necessarie per rilanciare un’attività o migliorare la propria carriera lavorativa. Con i nuovi progetti, Google punta ad aiutare altre 700.000 persone e piccole e medie imprese a digitalizzarsi, con l’obiettivo di portare il numero complessivo a oltre 1 milione per la fine del 2021.

(Contenuto sponsorizzato da Google)

L'e-commerce fa volare il Pil dell'Italia

L’Italia riprende a crescere, la digitalizzazione delle imprese risale, l’e-commerce si rivela il fattore chiave e Google, con Italia in Digitale, ha messo a disposizione corsi di formazione e strumenti gratuiti che sostengono la transizione digitale a vantaggio di startup, scuola, imprese e lavoratori

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