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Tra pochi giorni sapremo chi sarà chiamata o chiamato a formare un governo in Germania. I sondaggi confermano la Spd come primo partito, stabile attorno al 25% mentre la Cdu oscilla tra il 19 ed il 21%. Questo a vantaggio o svantaggio di Fdp soprattutto.

Nell’ultimo confronto televisivo Olaf Scholz ha ottenuto il più alto indice di gradimento. Laschet e Bearbock non convincono. C’è da dire che la quota di indecisi è ancora alta, sopra il 30% e ciò può scompigliare le carte. Chi non ha già votato per posta potrà, all’ultimo momento decidere se astenersi del tutto o votare. Considerando la complessità del sistema elettorale tedesco, con una componente uninominale (Direktmandat) e una con voto di lista, tutto tarato a livello regionale, le previsioni non sono semplici.

Ciò che posso dirvi, però, è della potente e pervasiva campagna elettorale che la Spd sta facendo ormai da oltre tre mesi: iniziative di volantinaggio quotidiane, gazebo, porta a porta, incontri digitali e/o dal vivo con il supporto di iscritte/i su tutto il territorio.

Con il gruppo Migration und Vielfalt della Spd Berlino-Mitte, di cui sono presidente, abbiamo fatto ben 7 Tour elettorali coi 7 candidati della nostra circoscrizione, soprattutto per mobilitare cittadine/i europei, che possono votare per il livello comunale, e per motivare quanto più possibile chi ha la doppia cittadinanza. L’incontro con una candidata o un candidato al parlamento che si presenta e si interessa ai problemi locali ha colpito, positivamente, tante/i.

Certo, come già detto, questa campagna elettorale vede tre candidature con esperienze assai diverse. L’esperienza di Scholz è un “di più” che convince anche un pezzo dell’elettorato di Angela Merkel. Nella campagna elettorale, inoltre, la Cdu appare assai fiacca, mentre i Verdi stanno facendo tante iniziative, come la Spd.

Il ruolo che possono giocare attiviste/i in questa sfida elettorale non deve essere sottovalutato. 400.000 e più sono le iscritte e gli iscritti Spd e con questi sondaggi positivi si sono riattivate speranze ed energie assopite.

La Cdu, invece, è ormai in una fase di completa confusione. Addirittura, Laschet è stato messo in difficoltà durante una intervista organizzata con dei bambini, molto ben preparati e capaci, che hanno messo alle strette il candidato Cdu sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso. La reazione del partito è stata imbarazzante e controproducente.

Il problema resta, comunque, quello delle proporzioni: quali percentuali raggiungeranno i vari partiti alla fine, tali da consentire la formazione di una coalizione? Su questo non bastano i sondaggi, dobbiamo attendere il 26 settembre prossimo.

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