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Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo il consiglio dei ministri culminato con l’intesa sulla riforma della giustizia, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha percorso i 300 metri che separano Palazzo Chigi e Palazzo San Macuto per essere ascoltato dal Copasir.

L’ASSE USA-ITALIA

Su sollecitazione del Comitato, il ministro ha svolto un’ampia disamina sul ruolo strategico che l’Italia può svolgere nelle aree di prioritario interesse strategico anche alla luce dei nuovi assetti globali su cui si inserisce l’amministrazione statunitense di Joe Biden e delle posizione espresse dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi sin dall’atto della presentazione del programma del nuovo governo al Parlamento, tanto più che le principali aree di rischio sono proprio nel Mediterraneo allargato e quindi al confine del Paese, si legge in una nota diffusa da Adolfo Urso, presidente del Comitato.

IL GOLFO PERSICO

Grande attenzione anche nell’area del Golfo. Il ministro Di Maio si è soffermato sulla situazione nel Golfo Persico, sullo stato dei negoziati con l’Iran e sulle problematiche emerse con gli Emirati Arabi Uniti e ha evidenziato il ruolo che l’Italia assolverà in Afghanistan dopo il ritiro militare e gli obiettivi di altri Paesi nella regione. Particolare attenzione, recita ancora il comunicato, è stata dedicata agli sviluppi della situazione in Tunisia e in Libano e al processo di pacificazione e stabilizzazione in Libia dove l’Italia è particolarmente impegnata anche alla luce delle problematiche emerse.

TURCHIA, RUSSIA E CINA

Il titolare della Farnesina ha inoltre approfondito le questioni inerenti il rapporto con Turchia e Russia, sia in riferimento al Mediterraneo orientale sia ai Balcani, area di prioritario interesse strategico italiano. Si è poi approfondita l’evoluzione della posizione europea e atlantica nei confronti della Cina che vede l’Italia Paese strategico, così come la penetrazione islamica nel Sahel e la presenza di altri attori stranieri nell’Africa subsahariana.

INTELLIGENCE ECONOMICA

Una disamina a largo raggio che, su sollecitazione del Comitato, ha riguardato anche l’intelligence economica e il supporto strategico che la Farnesina, che proprio ieri ha acquisito le competenze del Commercio estero e della internazionalizzazione economica, può offrire al sistema produttivo del Paese nella sfida della globalizzazione.

LE AUDIZIONI DI GABRIELLI E GUERINI

Martedì il Copasir aveva ricevuto Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. In cima all’agenda dei lavori, come racontato su Formiche.net la direttiva comportamentale sugli incontri 007-politici e gli impatti del software Pegasus in Italia. Mercoledì, invece, era stato il turno di Lorenzo Guerini, ministro della Difesa che aveva presieduto il Copasir a inizio legislatura: l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, i nuovi domini operativi della Nato (spazio cibernetico e Spazio), il cosiddetto “triangolo di instabilità” del Mediterraneo allargato, il supporto italiano all’Afghanistan alla luce del disimpegno militare e la cessazione dell’utilizzo dell’aeroporto di Al Mihad, negli Emirati Arabi Uniti sono stati i temi discussi in quell’occasione Comitato, come spiegato su Formiche.net.

Intelligence economica e non solo. L’audizione di Di Maio al Copasir

Dopo Gabrielli e Guerini, ieri il Comitato sugli 007 ha ascoltato il ministro degli Esteri al termine del lungo Cdm che ha sbloccato la situazione sulla riforma della giustizia. Ecco tutti i temi discussi

La filiera della carta e della grafica alla sfida delle bio-politiche

Con la crisi pandemica (e i provvedimenti del governo sulle industrie essenziali) la filiera della carta e della grafica si è “riscoperta” essenziale. Un’essenzialità giuridica, ma che è stata confermata dal fatto che l’intera filiera ha svolto il ruolo di fornitore di prodotti “life-sustaining” con continuità, grazie alle imprese e ai suoi lavoratori, ma anche di snodo fondamentale dell’economia circolare italiana, come riciclatore e trasformatore delle raccolte differenziate urbani e industriali nel nostro Paese. L’intervento di Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta

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