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Motori avanti tutta per Fincantieri, che regala al mercato conti ancora a trazione anteriore. Il gruppo della cantieristica guidato da Pierroberto Folgiero, ha infatti chiuso i primi nove mesi del 2025 con ricavi in aumento del 20% a 6,72 miliardi ed ebitda a 461 milioni (+40%), con ebitda margin in miglioramento al 6,9%. Segno, inequivocabile, che i margini e la redditività di Fincantieri sono consistenti, dando la cifra del buono stato di salute di tutte le aree di business. Il merito, però, è anche del portafoglio ordini, mai così gonfio. Anche questo un segnale del crescete appeal della cantieristica italiana presso i grandi mercati globali.

Nei nove mesi i nuovi ordini acquisiti sono risultati pari a 16 miliardi, in crescita del 88% e superiori al valore record registrato in tutto il 2024. Il backlog, vale a dire l’accumulo di lavoro non ancora del tutto evaso sale invece a 41 miliardi (+32% rispetto al dato di fine 2024), con carico di lavoro complessivo pari a 61,1 miliardi, circa 7,5 volte i ricavi del 2024. Sono, dunque, 19 le navi consegnate da 9 stabilimenti e 100 le navi in portafoglio con consegne previste fino al 2036. Non è finita. A fine settembre, la posizione finanziaria netta è a debito per 1,648 miliardi, in leggero miglioramento rispetto al dato di fine 2024 (1,668 mld), con un rapporto di indebitamento pari a 2,6, in ulteriore riduzione rispetto al rapporto di 3,3 di fine 2024.

Guardando ai singoli segmenti (il titolo in Borsa del gruppo di Trieste è rimasto piuttosto freddo, nonostante il buon andamento dei conti, ma al termine di un rally che in sei mesi ha fatto segnare +66%), il settore dello shipbuilding ha trainato ancora una volta i ricavi (+22,7% a 4,88 miliardi) grazie al forte contributo delle navi per la difesa (+39%): 8 le navi consegnate nei primi nove mesi dell’anno (6 nello stesso periodo 2024). A livello di ordini il settore shipbuilding ha più che raddoppiato arrivando a 14,55 miliardi. L’offshore e navi speciali ha invece realizzato ricavi per 1,04 miliardi (+12,6%) e raccolto ordini per 964 milioni (-15,7%): le unità consegnate sono state 11 (6 un anno fa). Il business delle attività subacquee, infine, ha realizzato ricavi per 386 milioni (+84,8%) con una marginalità a doppia cifra (17,3%). Fronte debito, è stato il cfo Giuseppe Dado, a fare chiarezza, spiegando che sul versante del rapporto tra posizione finanziaria netta ed ebitda “siamo molto fiduciosi di rimanere dove siamo e di essere a fine anno a 2,6-2,7, quindi nella parte bassa della nostra guidance“.

Quanto al futuro, è imminente l’arrivo del nuovo piano industriale. Nel confermare i target per il 2025, comunicati già in occasione dei risultati del primo semestre, ovvero ricavi a circa 9 miliardi, Ebitda margin oltre il 7%, rapporto di indebitamento tra 2,7-3 e utile netto, da Trieste hanno spiegato come il nuovo piano industriale 2026-2030 verrà approvato entro fine anno con il Capital Markets Day che si terrà nel primo trimestre 2026. “Con oltre 60 miliardi di carico di lavoro per i prossimi dieci anni, che costituisce il nuovo record di sempre, aumenta infatti l’apporto di Fincantieri all’economia nazionale e territoriale generando, grazie ad acquisti di beni e servizi in Italia per circa l’80%, visibilità economica nella filiera e stabilizzazione del lavoro”, ha rivendicato a valle dei conti il ceo Folgiero.

“Non possiamo che essere molto soddisfatti e riconoscenti alle persone di Fincantieri per il grande lavoro svolto”, ha proseguito. “Continuiamo a perseguire una crescita robusta su ricavi, margini e portafoglio ordini con tre effetti positivi concorrenti: il consolidamento della performance economico finanziaria degli ultimi tre anni; il posizionamento virtuoso dell’azienda nel ciclo industriale positivo che caratterizza il futuro settore; la creazione di valore condiviso e sostenibile per tutti gli stakeholder sociali e finanziari”.

Non è finita. Il manager che ha preso il timone di Fincantieri nel maggio del 2022, ha fornito altre indicazioni preziose al mercato “continua anche a crescere il contributo del gruppo al percorso di innovazione strategica del Paese con il lancio dei primi droni autonomi subacquei per la protezione delle infrastrutture critiche subacquee e dei porti, l’entrata nei droni militari unmanned di superficie per il pattugliamento delle coste, l’avvio della produzione in Italia di sistemi di propulsione a celle a combustibile e della produzione di pacchi batterie per uso navale militare e civile, oltre al lancio di Fincantieri Ingenium dedicata alla creazione di una piattaforma di dati ed applicazioni per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella conduzione delle navi e nel mondo dei porti”.

Rispondendo, infine, a una domanda degli analisti, Folgiero ha spiegato come Fincantieri si aspetta sviluppi a breve per quanto riguarda la gara per la fornitura dei sottomarini alla Marina militare polacca. Il processo “dovrebbe essere molto rapido” perché “negli ultimi mesi è già stato svolto molto lavoro”, ha spiegato il manager sottolineando che l’offerta di Fincantieri “è molto robusta” sia da un punto di vista tecnico, sia sotto quello della finanziabilità”.

Difesa e underwater spingono i conti di Fincantieri

Il gruppo triestino della cantieristica chiude i primi nove mesi con ricavi a 6,7 miliardi, in aumento del 20% ed ebitda in crescita del 40%. Il portafoglio ordini tocca quota 60 miliardi. Sprint delle attività subaquee (+84%). Ora faro sul nuovo piano industriale, in arrivo entro fine anno

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