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La maggior parte degli europei festeggia la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali statunitensi a novembre, ma non certo che ciò possa aiutare l’America a tornare faro del mondo. È quanto emerge da un sondaggio dello European Council on Foreign Relations sulla “crisi della potenza americana”.

Negli 11 Paesi oggetto del sondaggio, il 53% degli intervistati ritiene che la vittoria di Biden sia una notizia positiva per il loro Paese e il 57% che sia vantaggiosa per l’Unione europea. Anche in Ungheria e Polonia, le cui popolazioni sono state tra le più favorevoli a Donald Trump in Europa, la maggioranza sostiene che la sua sconfitta elettorale sia un bene per i loro Paesi.

Tuttavia, molti temono che l’elettorato americano possa votare per un altro Trump tra quattro anni. Il 32% degli intervistati concorda sul fatto che, dopo aver votato per Trump nel 2016, non ci si può fidare degli americani. Soltanto il 27% non è d’accordo con questa affermazione (il resto non esprimere un parere sulla questione). La cosa più sorprendente è che il 53% degli intervistati tedeschi afferma che, dopo Trump, non ci si può più fidare degli americani. Solo Ungheria e Polonia la maggioranza è in disaccordo con questa affermazione. Alla frase “dopo aver votato per Trump nel 2016, non ci si può fidare degli americani” gli italiani hanno risposto così: 9% è in totale accordo, 19% è d’accordo, il 19% non è d’accordo, l’11% è in netto disaccordo, il 35% non si sbilancia.

Secondo molti europei il sistema politico statunitense è danneggiato, il che fa loro dubitare che l’America possa essere in grado di tornare leader globale come promesso dal presidente Joe Biden. Il 51% degli intervistati non condivide l’opinione che, sotto Biden, gli Stati Uniti possano ricomporre le proprie divisioni interne e investire nella risoluzione di questioni internazionali come il cambiamento climatico, la pace in Medio Oriente, le relazioni con Cina e la sicurezza europea.

“Credi che tra dieci anni la Cina sarà o non sarà una potenza più forte degli Stati Uniti?”. La maggioranza crede che la Cina sarà più forte degli Stati Uniti entro un decennio e vorrebbe che il proprio Paese e l’Unione europea rimanessero neutrali in un conflitto tra le due superpotenze. Per questo, due terzi degli intervistati ritengono che l’Unione europea debba sviluppare le proprie capacità di difesa. Ma questa domanda gli europei rispondono in linea con le quattro tribù geopolitiche individuate dall’Ecfr: chi crede nell’America, chi crede nell’Europa, chi crede nell’Occidente e chi crede nel declino. I Paesi più europei sono Danimarca e Germania; i più occidentalisti Ungheria e Polonia; i più declinisti Francia e Regno Unito; i più americanisti Italia e Polonia.

“Donald Trump non è Evita Perón”, ha detto il politologo Ivan Krastev che ha pubblicato il sondaggio con il fondatore dell’Ecfr, Mark Leonard. “In pochi piangeranno nel vederlo andare via. Eppure è chiaro che la sua tumultuosa presidenza ha lasciato un’impronta indelebile nell’approccio dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti”. E ancora: “La maggior parte degli europei è scettica sulla capacità degli Stati Uniti di plasmare il mondo. Ciò fa sì che molti, a torto o a ragione, optino per una posizione più indipendente dell’Unione europea nel mondo”, ha spiegato Krastev. Ma non è una buona notizia: “Mentre i leader europei tendono a vedere la sovranità europea come il riflesso del desiderio di ricoprire un ruolo più importante nella politica globale, per molti europei la ‘sovranità europea’ implica lo spostamento verso una sorta di neutralità e di politica estera avversa al rischio. Si tratta di una domanda di pensionamento anticipato (dell’Unione europea) nella competizione con le grandi potenze”.

Europei scettici sugli Usa. Il sondaggio di Ecfr (da leggere)

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