Skip to main content

All’inizio di quest’anno, gli Emirati Arabi Uniti e l’Italia hanno segnato un cambiamento radicale nelle loro relazioni. La visita di Stato dello Sceicco Mohamed bin Zayed, Presidente degli Emirati Arabi Uniti, in Italia a febbraio ha tracciato un orizzonte chiaro: convertire la buona volontà strategica in risultati tangibili a beneficio dei nostri cittadini, delle nostre industrie e delle comunità che serviamo. Un impegno di 40 miliardi di dollari per investimenti in settori chiave ha sottolineato tale intento e ha suscitato aspettative da entrambe le parti.

Quel momento è stato più di un semplice simbolismo: ha tracciato un percorso concreto per ciò che le nostre due nazioni possono costruire insieme: impresa dopo impresa, progetto dopo progetto, comunità dopo comunità. In qualità di Inviato Speciale per le Imprese e la Filantropia, la mia visita di questa settimana è guidata da un’idea semplice: partnership che danno risultati. La ricchezza industriale dell’Italia – banche e produttori, leader nel settore energetico e infrastrutturale, progettisti e ingegneri di fama mondiale – trova una naturale controparte nelle piattaforme di crescita degli Emirati Arabi Uniti. L’economia emiratina è oggi una delle più connesse e dinamiche al mondo, con i settori non petroliferi che rappresentano circa il 75% della produzione nazionale. Questa diversificazione è stata ponderata e rapida: finanza, logistica, turismo, industrie creative, produzione avanzata e scienze della vita sono tutti in espansione, supportati da una regolamentazione moderna e da una prospettiva aperta e globale.

La tecnologia è un pilastro centrale di questo progresso. Gli Emirati Arabi Uniti hanno impegnato ingenti risorse nell’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture digitali avanzate, dagli istituti di ricerca e dai canali e rete di talenti specializzati al capitale sovrano che accelera l’adozione commerciale. Anche in questo caso, l’opportunità offerta dall’Italia è concreta: coniugare l’eccellenza ingegneristica e il know-how dei data center italiani con la portata, la capacità di calcolo e la capacità degli Emirati Arabi Uniti di passare rapidamente da progetti pilota a piattaforme. Nel campo della salute e delle scienze della vita, l’eccellenza clinica e le capacità tecnologiche mediche dell’Italia si allineano con gli investimenti degli Emirati Arabi Uniti nell’assistenza sanitaria e nelle biotecnologie di nuova generazione. Questa combinazione – idee e implementazione – può abbreviare i cicli di sviluppo e ampliare i benefici per lavoratori e consumatori in entrambi i Paesi.

La transizione energetica è un’altra frontiera comune. La leadership italiana nelle reti, nei cavi sottomarini e nell’integrazione dell’energia pulita integra l’impegno degli Emirati Arabi Uniti verso sistemi energetici affidabili, accessibili e a basse emissioni di carbonio. La collaborazione pratica – su potenziamenti della trasmissione, stoccaggio, preparazione all’idrogeno ed elettrificazione industriale – può sbloccare gli investimenti rafforzando al contempo la resilienza. Quando le istituzioni finanziarie si allineano con i campioni industriali, il percorso dal memorandum al progetto diventa più breve e i risultati più tangibili.

Ma una partnership fiorente non si misura solo in megawatt e bilanci; dovrebbe anche migliorare le persone e i luoghi. La tradizione filantropica italiana – radicata in fondazioni, aziende familiari e istituzioni civiche – rispecchia l’attenzione degli Emirati Arabi Uniti per donazioni misurabili e orientate ai risultati. Insieme, possiamo progettare insieme iniziative in materia di competenze giovanili, sistemi sanitari e resilienza comunitaria, attingendo ai punti di forza di ciascun ecosistema. E dovremmo ampliare la cooperazione alla cultura e all’istruzione: da mostre e residenze congiunte a scambi di ricerca e programmi professionali che coinvolgano studenti, curatori e artigiani nel cuore del nostro lavoro.

C’è un temperamento condiviso che sostiene questo momento. Italiani ed emiratini rispettano allo stesso modo l’artigianato e la velocità, la tradizione e l’innovazione. Entrambi crediamo che le buone idee meritino la possibilità di diventare realtà e che l’impresa, in ultima analisi, serva la società quando crea lavoro dignitoso e amplia le opportunità. Un proverbio arabo lo dice semplicemente: “Una mano non può applaudire”. Il vero progresso arriva quando partner capaci uniscono i propri punti di forza.

Nei prossimi giorni, mi concentrerò sul mettere in contatto i decisori, rimuovere i colli di bottiglia pratici e mappare le azioni a breve termine che traducano le promesse in risultati. Alcune collaborazioni saranno nuove; altre si baseranno su legami esistenti. Tutte saranno guidate da uno standard comune: obiettivo chiaro, risultati credibili e benefici condivisi.

Dovremmo essere ambiziosi e concreti. Il panorama economico europeo è in evoluzione e l’Italia è pronta a prosperare rafforzando partnership resilienti e diversificate. Gli Emirati Arabi Uniti si impegnano a essere una controparte affidabile e costruttiva, che si muove rapidamente e mantiene la rotta.

Le nostre due nazioni ammirano da tempo le reciproche competenze: il talento dell’Italia nel realizzare creazioni belle e solide; l’abitudine degli Emirati Arabi Uniti nel costruire piattaforme che collegano persone e idee. Se uniamo queste qualità con attenzione e disciplina, possiamo scrivere un nuovo capitolo degno dell’amicizia tra i nostri Paesi, un capitolo che si misura in posti di lavoro creati, tecnologie implementate e vite migliorate.

Italia ed Emirati, una partnership concreta. Scrive Badr Jafar

Di Badr Jafar

Con questo intervento, scritto durante la sua visita a Roma e Milano, l’Inviato Speciale per le Imprese e la Filantropia degli Emirati Arabi Uniti, Badr Jafar, delinea un modello concreto per le partnership Italia-Emirati Arabi Uniti in ambito industriale, tecnologico, culturale e filantropico

Dual circulation, punizioni mirate e propaganda. Il playbook economico cinese

Il nuovo rapporto della Rand Corporation fotografa la strategia con cui Pechino ha costruito un modello di deterrenza economica, nel quale le catene del valore sono diventate armi geopolitiche

Soliti guai cinesi. Una nuova bomba debito per Pechino

Visto dall’esterno il Dragone appare invincibile. Ma se si guarda in casa emerge tutta la friabilità di un’economia che produce più debiti che crescita. E il nuovo maxi-piano di salvataggio per gli enti locali da mille miliardi di dollari sta lì a dimostrarlo

Addio Top Gun, benvenuta Top Drone. Il Pentagono apre la scuola dei sistemi senza pilota

La Top Drone, parte del Technology Readiness Experimentation (T-Rex), rappresenta la risposta del Pentagono alla crescente centralità dei velivoli senza pilota. Esercitazioni in scenari complessi e decine di sistemi in sperimentazione compongono un mosaico pensato per accelerare l’adozione di nuove capacità operative

OpenAI-Microsoft, seconda fase. Le due amiche-nemiche tornano a intendersi?

Le aziende hanno comunicato di aver raggiunto un’intesa preliminare “non vincolante” per procedere nella loro partnership. Niente di scontato, viste le turbolenze dell’ultimo periodo. Ma qualcosa di estremamente necessario a Sam Altman per trasformare la sua azienda in società a scopo di lucro, nonostante i tanti ostacoli che ha di fronte a sé

Bruxelles rilancia sull’autonomia strategica con 131 miliardi per spazio e difesa

Il commissario europeo Andrius Kubilius, intervenuto agli Stati Generali di difesa e spazio a Frascati, ha avvertito che lo spazio “sta diventando un campo di battaglia”. E ha denunciato le crescenti interferenze ai sistemi satellitari e annunciato il lancio di nuovi servizi come Galileo. L’Ue intende quintuplicare i fondi, con 131 miliardi destinati a spazio e difesa, per rafforzare autonomia strategica e sicurezza comune

Quali sfide per l'Ue in un mondo che cambia. La riflessione dell'amb. Castellaneta

È un mondo quello di oggi dove il ricorso all’uso della forza è sempre più frequente a discapito dell’uso del diritto internazionale. Sta anche a noi europei, grazie anche alla forza “gentile” che aveva caratterizzato il nostro sviluppo negli ultimi decenni, cercare di riorientare un ordine internazionale nuovo, che sia espressione dei mutati rapporti di forza ma che non possa prescindere dal rispetto di regole condivise. La riflessione dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

Così Italia e Turchia collaborano per la stabilità del Mediterraneo

L’ottavo incontro del numero uno della Farnesina con la controparte turca, (l’ultimo era stato ad Antalya a margine del Vertice Nato di maggio) dimostra una volta di più la progettualità del governo italiano in una macro area strategica, come quella a cavallo tra il quadrante euromediterraneo e quello mediorientale. Difesa, energia e sicurezza i temi comuni di cooperazione

Cosa contiene la manovra da 848 miliardi per la difesa approvata dalla Camera Usa

La Camera statunitense ha approvato la sua versione del National defense authorization act 2026, che prevede sostegno a Ucraina e Taiwan, riforme sugli acquisti militari e un aumento salariale per i militari. Il provvedimento, però, deve ancora completare l’iter parlamentare e potrebbe subire modifiche, confermando comunque la centralità della difesa nella politica estera americana

Droni in Polonia, la Nato abbassa i toni del confronto. I dettagli

La Russia ha attaccato la Nato? Cosa succederà adesso? Mentre le autorità polacche portano avanti le indagini sui droni abbattuti nella notte tra martedì e mercoledì, gli Alleati atlantici si consultano sul da farsi e fanno il punto sulle provocazioni russe. Improbabile l’ipotesi di attacco diretto all’Alleanza, più sensata l’idea di un test per misurare risposte operative e coesione politica della Nato. Varsavia non coglie la provocazione e de-escala, mentre Mosca si accinge a dare il via a una nuova esercitazione ai suoi confini

×

Iscriviti alla newsletter