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Corre forte l’utile di Terna, la società per la rete elettrica nazionale, controllata da Cdp Reti. L’azienda guidata da Stefano Donnarumma, ex numero uno di Acea, ha chiuso il 2020 con utile netto di a 785,5 milioni di euro (757,3 milioni nel 2019, +3,7% in un anno)e ricavi a 2,5 miliardi euro, in crescita del 9,5%). Numeri che hanno spinto il board a proporre all’assemblea l’approvazione di un dividendo di 26,95 centesimi di euro per azione, in aumento dell’8% rispetto al 2019.

Buone notizie anche sul fronte dell’Ebitda, pari a 1,8 miliardi di euro (+5,1%) mentre gli investimenti hanno raggiunto 1,3 miliardi, in crescita del 6,9%. Unico neo, aumenta l’indebitamento finanziario netto che si è portato a 9,1 miliardi contro gli 8,2 del 2019. Risultati che hanno convinto la Borsa, dove il titolo Terna ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,5%.

“Siamo orgogliosi di come le persone di Terna si siano adoperate con competenza e passione nel corso di un anno complesso come il 2020 per assicurare in ogni momento la disponibilità di un bene essenziale per la collettività come l’energia elettrica: garantire la sicurezza del loro operato è stata la nostra priorità”, ha esordito l’amministratore delegato Donnarumma, commentando i risultati del 2020.

“Tutte le azioni messe in atto dall’azienda, infatti, soprattutto a partire dal secondo semestre – ha aggiunto – hanno prodotto risultati che potevano apparire inimmaginabili lo scorso giugno, sia sul fronte della resilienza riguardo gli effetti dell`emergenza sanitaria da Covid-19, sia per quanto concerne gli investimenti, che hanno addirittura superato i target, già ambiziosi, fissati prima della pandemia. Ed è proprio grazie al lavoro delle donne e degli uomini di Terna che potremo raggiungere gli sfidanti obiettivi della transizione ecologica che si è data l`Italia e al cui raggiungimento daremo il nostro contribuito quali registi del sistema energetico.”

Il virus non ferma utili e investimenti di Terna

La società per la rete elettrica guidata dal ceo Stefano Donnarumma chiude un anno difficile con utili in crescita del 3,7% a quota 785 milioni e investimenti a 1,3 miliardi. Numeri che convincono la Borsa dove il titolo chiude in rialzo

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