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Le prospettive infrastrutturali del ponte sullo Stretto vanno analizzate alla luce della geopolitica e non solo come asset in sé. Ovvero all’interno delle nuove tracce geopolitiche degli Stati, sta maturando la consapevolezza che l’infrastrutturazione non è un elemento secondario, ma di pari peso specifico rispetto a difesa ed energia. Come il Ponte sullo Stretto si inserirebbe nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) e, in particolare, nel completamento del corridoio “Scandinavo-Mediterraneo”? E come si intreccerebbe col Piano Mattei? L’Italia ha un ruolo centrale in questa rete: è il ponte tra nord e sud, ovvero tra Europa, Mediterraneo e Africa, anche alla luce delle dinamiche che toccano canale di Suez e Mar Rosso.

La rete transeuropea dei trasporti

Otto nazioni sono accomunate da un asse internazionale di comunicazione che in Italia riguarda la galleria del Brennero e il ponte sullo Stretto di Messina: il corridoio Scandinavo-Mediterraneo rappresenta un progetto su cui l’Ue ha inteso investire massicciamente, perché va a colmare un gap che tocca commercio, relazioni e geopolitica, lì dove le reti trasportistiche sono alla base di nuove alleanze e delle prospettive politiche che i players (piccoli, medi e grandi) devono mettere in campo.

La rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) comprende 95 progetti selezionati dalla Commissione europea che ha messo sul piatto circa 2,8 miliardi di euro per collegare l’Europa tramite nuove ferrovie, vie navigabili interne e rotte marittime. Si tratta di una iniziativa che mira a rafforzare la coesione sotto vari punti di vista, economica, sociale e territoriale. Immaginata già dai tempi di Maastricht, nel 2013 è stata rivisitata e nel 2021 è stata stravolta tramite gli orientamenti per le infrastrutture energetiche (RTE-E) adeguati al Green Deal europeo. In questo senso, il primo passo va ritrovato nella nuova linea ferroviaria ad alta velocità tra Parigi e Berlino, al fine di creare un grande network continentale di treni veloci. Nello specifico, da nord a sud, questo nuovo asse investe l’Italia.

Il corridoio “Scandinavo-Mediterraneo”

Immaginiamo una linea verticale che unisce idealmente Helsinki a Palermo. Ovvero due lembi d’Europa che hanno bisogno come l’aria di essere connessi, per poter meglio interagire, per favorire una maggiore cooperazione alla voce scambi commerciali, per poter velocizzare connessioni, business e alleanze: in una sola parola, per potenziare davvero l’unione. Il tutto va osservato nella consapevolezza che all’interno delle nuove strategie geopolitiche degli Stati deve trovare posto l’infrastrutturazione, oltre alla difesa e all’energia. Ecco che il Corridoio merci Scandinavo-Mediterraneo rappresenta un asse cruciale per l’economia europea, anche in chiave esterna perché è un messaggio preciso rivolto a chi come la Cina, con la Bri, ha provato a scardinare le fondamenta dell’Ue. Lungo 7.527 km, il corridoio si snoderà tra Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Austria e Italia. Secondo il Consiglio Europeo, il ponte sullo Stretto di Messina è un’opera fondamentale del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’.

Ue, Ponte e Piano Mattei

Attenzione, dunque, al sud Italia dove la contemporanea progettazione sul porto di Gioia Tauro e sul Piano Mattei può determinare grandi cambiamenti nel Mare Nostrum, dove altri soggetti in verità si sono mossi prima dell’Ue come Cosco Cina al Pireo. Ma non è tardi. Il ponte sullo Stretto (in questi giorni al Cipes verrà presentata la versione definitiva) è il mattone che manca a questo progetto. Secondo gli studi di Unioncamere e Uniontrasporti il Pil nazionale salirebbe di 23,1 miliardi di euro e l’occupazioe di 36.700 unità. Inoltre potrà essere la nuova “pedana” per accelerare le iniziative legate al Piano Mattei per l’Africa, così da intensificare i rapporti con il continente e, al contempo, avere una dimensione esterna con l’iniziativa Global Gateway dell’Unione europea.

Insomma, connessioni, interconnessioni e futuro per il ponte. Non significa solo unire Sicilia e continente, ma fare un passo storico: collegare (finalmente) Scandinavia, Ue e Africa. Tramite l’Italia.

Il ponte sullo Stretto può inserirsi nella rete transeuropea dei trasporti. Ecco come

Tra Helsinki e Palermo c’è anche il Ponte di Messina, che confluisce sul Piano Mattei. Otto nazioni sono coinvolte da un asse strategico internazionale di comunicazione: il corridoio Scandinavo-Mediterraneo rappresenta un progetto su cui l’Ue ha inteso investire massicciamente, perché va a colmare un gap. E il governo italiano è centrale

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