Skip to main content

Sul payback per i dispositivi farmaceutici, il meccanismo che impone alle aziende che riforniscono le Regioni di concorrere al ripiano dei deficit sanitari, il governo continua la sua opera di ristrutturazione, al fine di sterilizzare le possibili multe da decine di milioni che pendono sulle imprese e salvare un intero comparto industriale, per giunta strategico per la sanità nazionale. Il decreto Economia, approvato dal Senato, ora atteso alla Camera e a sua volta licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso giugno, porta in dote la possibilità, per le aziende fornitrici, di chiudere il contenzioso con le Regioni ed estinguere i loro debiti pagando solo il 25% degli importi inizialmente richiesti (per il periodo 2015-2018).

La trama è nota. Dal 2015, se la spesa delle regioni per l’acquisto di dispositivi medici supera il tetto fissato dal governo in legge di bilancio, le aziende devono rimborsare la metà dello sforamento. Una misura analoga esiste per i farmaci dal 2008. Il meccanismo mira a spingere le imprese a moderare i prezzi, rendendole corresponsabili dell’efficienza della spesa. Per il triennio in questione il calcolo corrispondeva a circa due miliardi di euro, che nel 2023 il governo Meloni aveva già dimezzato. Adesso le imprese che forniscono dispositivi medici, dovranno pagare solo un quarto dell’importo originale (circa cinquecento milioni di euro invece di due miliardi) con accesso favorito ai prestiti per quelle rimaste senza liquidità.

A fronte del nuovo sconto, dunque, pari a circa mezzo miliardo, il decreto stanzia in compenso 360 milioni di euro per la sanità pubblica da distribuire alle Regioni. L’idea di uno sconto sostanzioso che fungesse da leva per spingere le aziende a transare e chiudere i contenziosi, era nata come detto, tra il maggio e il giugno scorso. Il bottino da girare alle aziende parlava di circa 650 milioni con i quali attutire l’impatto della spesa: 350 milioni messi dall’esecutivo mentre, da parte loro, le regioni avrebbero a circa 120 milioni. Alle imprese, così facendo, sarebbe rimasto in carico un esborso decisamente sgonfiato. E così è stato.

Questo intervento offre insomma un’importante boccata d’ossigeno al comparto, attualmente coinvolto in numerosi contenziosi che rischiano di compromettere la continuità operativa delle imprese. In questo modo, viene concessa una finestra temporale che dovrebbe consentire di definire in modo più equilibrato e trasparente i rapporti economici tra aziende e sistema sanitario, riducendo il rischio di contenziosi e blocchi produttivi. Attenzione però, la partita non è chiusa, all’orizzonte si affaccia un altro problema, almeno in potenza. E cioè il payback relativo al periodo 2019-2024. Se ne parlerà nella prossima legge di Bilancio, quella valevole per il 2026.

Sul payback il governo prova a chiudere la partita e salvare le imprese

Il decreto Economia, approvato dal Senato e ora atteso alla Camera, porta in dote una misura che potrebbe far concludere un contenzioso su un intero pezzo di industria. Chi vuole chiudere i conti con le Regioni dovrà pagare un quarto del dovuto

ReArm Germany, Berlino sta tornando una potenza militare completa. Ecco come

La Germania sta silenziosamente conducendo il più poderoso programma di riarmo d’Europa. Centinaia di miliardi di euro, nuove regole sui reclutamenti e una macchina industriale pronta a essere messa sotto steroidi sono gli ingredienti con cui Friedrich Merz intende porre Berlino a capo della nuova difesa europea. Quello che fino a pochi anni fa era considerato un tabù sta rapidamente diventando realtà. E forse è il caso che se ne cominci a parlare

IA, droni e sorveglianza attiva. Così Anduril punta al mercato europeo della subacquea

Spinta dalla domanda europea di sistemi militari avanzati, Anduril ha deciso di accelerare nel dominio subacqueo e puntare sul Vecchio continente. L’azienda americana scommette su piattaforme autonome, integrate e producibili in massa per rispondere a esigenze operative sempre più differenziate

Phisikk du role - Macron un ragazzo, forse sì, ma dotato di carisma da leader

“Macron è un bravo ragazzo ma non conta nulla”, ha detto Trump dopo l’annuncio sul riconoscimento della Palestina da parte della Francia. Ma se nonostante i detrattori il Presidente francese è riuscito da otto anni ad essere eletto per due volte vuol dire che la politica la sa fare veramente. E comunque è sul piano internazionale che la sua abilità si fa apprezzare maggiormente, si veda proprio alla voce Palestina. La rubrica di Pino Pisicchio

Italia, Turchia, Libia: un trilaterale per il futuro del Mediterraneo

Immigrazione, energia, proiezione tanto nel Mar Nero quanto in Medio Oriente e Africa: è molto ricco il paniere di temi fra Roma, Ankara e Tripoli. Una ragione in più per non ritardare iniziative comuni e una programmazione su come stemperare possibili fronti di tensioni politiche, come quelle tra Tripoli e Tobruk, e procedere così all’unisono in una cooperazione tripartita

L’Occidente denuncia la minaccia iraniana. Washington e Londra avvisano Teheran

Giovedì 31 luglio, Regno Unito, Stati Uniti e altre dodici nazioni occidentali, tra cui Francia, Germania e Canada, hanno diffuso una dichiarazione congiunta per condannare le operazioni dell’intelligence iraniana nei rispettivi territori 

Il fronte della Palestina si allarga. Una moral suasion su Israele e Usa? L'analisi di Polillo

La decisione dei Paesi del G7 a favore del prossimo riconoscimento della Stato palestinese è una presa di posizione tutta politica, dagli impossibili effetti pratici. Non esistendo un’entità statuale definita che possa essere riconosciuta. Suona di conseguenza come una moral suasion nei confronti di Israele e dei suoi più stretti alleati. Anche quel Donald Trump che non ha esitato a minacciare il Canada, con la promessa di maggiori dazi, nell’eventualità che quella scelta divenisse effettiva. L’analisi di Gianfranco Polillo

La pasta di Lollobrigida, il ponte di Salvini, il cruciverba di Donzelli. Queste le avete viste?

Il ministro dell’Agricoltura ha presentato l’iniziativa “La pasta. Integratore di felicità”, mentre il ministro dei Trasporti posava con il plastico del Ponte sullo Stretto di Messina. E Giovanni Donzelli in spiaggia mostra l’enigmistica tricolore

Leonardo, IDV e la rinascita della capacità terrestre italiana. La riflessione di Serino

Di Pietro Serino

Cinque anni fa il settore terrestre di Leonardo sembrava destinato alla cessione, ma oggi l’azienda italiana ha invertito la rotta con l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles e una joint venture strategica con Rheinmetall. Questo cambiamento riflette la nuova consapevolezza geopolitica europea e la necessità di rilanciare la capacità industriale nazionale. Tuttavia, il percorso non è stato privo di ritardi, dovuti a una combinazione di resistenze culturali e prudenza degli investitori pubblici. La riflessione del generale Pietro Serino

Middlemen, prezzi e potere. Cosa c’è dietro la mossa Usa sui farmaci

Mentre si attende l’entrata in vigore dei dazi, rimandata alla prossima settimana, l’amministrazione Usa rilancia la politica della most favoured nation e invia lettere a 17 big pharma. Ma il nodo dei costi potrebbe trovarsi più a valle, tra gli attori meno noti della filiera

×

Iscriviti alla newsletter