Skip to main content

Sono giorni frenetici nella politica europea dopo l’uscita di Fidesz, il partito del premier ungherese Orbán, dal Ppe. Si è molto parlato del nuovo gruppo a cui starebbe lavorando il leader della Lega Salvini ma, al netto di un progetto in divenire, in seno al parlamento europeo c’è già un gruppo che raccoglie alcuni dei principali partiti della destra europea ed è l’Ecr guidato da Giorgia Meloni.

La scelta della Meloni di aderire ai conservatori europei avvenuta nei mesi precedenti le elezioni del 2019, si è rivelata vincente sotto numerosi punti di vista permettendole di entrare a far parte di un gruppo che non ha subito il “cordone sanitario” che una parte dell’establishment europeo ha costruito attorno a “Identity and democracy”. Al tempo stesso, dopo la Brexit, l’Ecr ha raccolto l’eredità dei conservatori inglesi con una vocazione a forza di governo rappresentata dal Pis polacco.

Fratelli d’Italia rappresenta la seconda compagine parlamentare nell’Ecr ma, dopo l’elezione di Giorgia Meloni a presidente, il peso specifico del partito è notevolmente aumentato rinsaldando anche un asse di conservatorismo latino con gli spagnoli di Vox.

Non è un caso che ieri Meloni e Santiago Abascal abbiano pubblicato un comunicato congiunto affermando: “le delegazioni di Fratelli d’Italia e Vox al Parlamento europeo continuano a lavorare per rafforzare l’Ecr, la vera casa dei conservatori europei. Insieme, oggi e domani, per un’Europa di nazioni sovrani”.

La Meloni ha aggiunto: “chi come noi crede in nazioni sovrane, confini sicuri, famiglia al centro della società e valori cristiani troverà nell’Ecr la casa dei Conservatori” mentre Abascal si è rivolto in modo esplicito al premier ungherese: “Porte aperte a Fidesz e a Viktor Orbán e a chi vuole unirsi al nostro progetto”.

In un messaggio inviato al congresso di European Young Conservatives (Eyc), l’organizzazione giovanile dei conservatori europei, la Meloni ha puntualizzato: “Dobbiamo continuare a lavorare insieme per costruire un’alternativa reale e forte a questa sinistra globalista. Batterci insieme per quella che Sir Roger Scruton ha definito la nostra ‘vera Europa’, per la difesa della nostra identità culturale e religiosa”.

Il riferimento a Scruton non è causale, negli ultimi anni FdI ha compiuto un percorso di adesione al pensiero conservatore comprendendo che il conservatorismo può offrire una piattaforma valoriale e culturale secolare a cui attingere anche nell’attività politica.

In tal senso l’Ecr, a cui aderiscono quarantaquattro partiti a livello globale, rappresenta un gruppo consolidato che si appoggia a una rete culturale diffusa in tutto il vecchio continente. È normale che la Meloni non voglia abbandonare una realtà che ha contribuito a far crescere negli ultimi anni e che presiede. Come spiega il capodelegazione Carlo Fidanza a Formiche: “non voglio entrare nel legittimo dibattito in corso nella Lega tra chi vorrebbe andare nel Ppe, chi vorrebbe rimanere con Marine Le Pen e Afd e chi vorrebbe fare un gruppo nuovo. Noi abbiamo la nostra solida collocazione in Ecr”.

Una collocazione che ad oggi per i partiti di centrodestra europei rappresenta una solida alternativa al Ppe e che non è escluso nei prossimi mesi possa arricchirsi di nuove adesioni.

Meloni, la senti questa Vox? Le mosse dei conservatori europei

La scelta della Meloni di aderire ai conservatori europei le ha permesso di non subire il “cordone sanitario” che una parte dell’establishment europeo ha costruito attorno al gruppo di Le Pen-Salvini-AfD. Come cambierà lo scenario con l’uscita di Orban dal Ppe? L’analisi di Francesco Giubilei

voto

Dare il voto ai sedicenni vuol dire renderli maggiorenni. Siamo sicuri?

Di Tommaso Edoardo Frosini

Per far votare i 16enni senza una riforma costituzionale si può cambiare l’art. 2 del codice civile, con legge ordinaria. Ma vorrebbe dire renderli maggiorenni, con tutte le conseguenze giuridiche. Vale davvero la pena, si chiede Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto costituzionale all’Universtià Suor’Orsola Benincasa di Napoli

Who is Mariangela Zappia, the record-breaking Italian ambassador to the US

Ms Zappia boasts an impressive diplomatic track record at the highest levels and a string of earth-shattering achievements

Dalla scuola alle nascite. Ecco la (vera) eredità della pandemia

La chiusura prolungata delle scuole, la perdita o temporanea assenza del lavoro, e la generale situazione di incertezza sono considerate le cause principali di questo declino mentale. Con il lento ma progressivo ritorno alla normalità molti di questi sintomi dovrebbero attenuarsi. Il commento di Pietro Paganini

A colpi di revisionismo Putin non vuol mollare la Crimea. Scrive Quintavalle

La Russia fa scuola di revisionismo e il fascino che in questo ruolo esercita è una minaccia all’ordine europeo e alla coesione dell’Occidente assai maggiore del contenzioso con l’Ucraina. L’analisi di Dario Quintavalle, esperto di cooperazione e sviluppo presso la Luiss

Innovatori: Emmanuel Goût: per innovare devi rimetterti sempre in discussione

Spesso si definisce un’organizzazione o un’azienda innovativa solo perché opera in settori nuovi, o considerati tali dai media. Ma è un errore perché anche in tanti settori ‘tradizionali’ ci sono aziende e organizzazioni che fanno innovazioni di processo, di prodotto o dell’offerta. E dietro a tutte queste innovazioni, ci sono donne e uomini che amano il proprio lavoro. Persone che…

Descalzi a Tripoli (con Di Maio). L’Italia è con la Libia

L’incontro, spiegano dal Gnu, si è concentrato sulle attività di Eni in Libia nonché sui modi per creare spazi di cooperazione nel campo delle energie rinnovabili

Prescrizione, Csm ed esame da avvocato. Parla il sottosegretario Sisto

Di Giulia Gigante

Il sottosegretario alla Giustizia commenta la convivenza al governo tra l’anima garantista del suo partito e quella giustizialista a 5 Stelle. L’intervento della ministra Cartabia, la riforma dell’ordinamento giudiziario e le date dell’esame di abilitazione

Cari Giorgetti e Moles, attenzione all’offensiva cinese sui media (e fibra)

Huawei in gara per la fibra Rai grazie a un cavillo. L’agenzia cinese Xinhua, via Ansa, dà gran risalto alla nuova rotta ferroviaria da Wuhan a Milano. Meglio stare in guardia

Andreotti e l’intelligence, tra scimmiette, dossier e conflitto mediorientale

Formiche.net pubblica un’anteprima del libro “Giulio Andreotti e l’intelligence”, a cura di Mario Caligiuri (Rubbettino). È un estratto dal capitolo di Paolo Gheda, “Andreotti e gli Esteri durante la guerra fredda, tra rapporti informativi e strategie diplomatiche”

×

Iscriviti alla newsletter