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Tra i marmi che celebrano la pace augustea dell’Ara Pacis, l’intelligence italiana ha scelto un luogo simbolico per presentare la nuova veste di Gnosis, la rivista che da trent’anni racconta e interpreta il mondo della sicurezza nazionale. Un’occasione di confronto pubblico che segna un passaggio politico-culturale: aprire, in parte, le porte di un comparto storicamente riservato, mostrando come il lavoro dell’intelligence sia anche produzione di conoscenza, riflessione critica, costruzione di consapevolezza collettiva.

La presentazione della nuova Gnosis non è soltanto la celebrazione di una rivista, ma il segnale di una scelta strategica: rafforzare il legame tra intelligence e società civile, in un tempo in cui le minacce ibride e le guerre cognitive corrono più veloci delle armi tradizionali. Rendere accessibile il linguaggio della sicurezza significa costruire cultura democratica, spiegare come la protezione dello Stato non sia un esercizio tecnico confinato agli apparati, ma una responsabilità condivisa. In questo senso, Gnosis diventa laboratorio di idee e strumento di trasparenza, capace di unire accademia, istituzioni e cittadini in una riflessione comune sul futuro della democrazia italiana ed europea. Una nascita che affonda le sue radici nel passato, una rivista che guarda al futuro e che fa della conoscenza il suo motore e il suo obiettivo.

Guardare oltre

“L’intelligence è l’arte di vedere oltre l’orizzonte”. Con questa immagine il prefetto Vittorio Rizzi, direttore generale del Dis, ha aperto la riflessione sul rinnovamento della rivista. “Siamo completamente immersi in una dimensione informativa, in uno spazio multidimensionale e multi-dominio, e oggi per l’intelligence, che fa delle informazioni il suo lavoro, operare diventa estremamente complesso”. Il dominio più delicato, ha spiegato, è quello cognitivo: distinguere tra vero, verosimile e falso è la sfida strategica del nostro tempo.

La nuova Gnosis si apre al futuro della conoscenza, con l’ambizione di costruire strumenti aperti a tutti, in una logica di open intelligence: “Gnosis vuole offrire la massima diffusione della conoscenza della sicurezza. Non è strumento di manipolazione delle informazioni, ma trasparenza e democrazia, responsabilità. Attraverso l’intelligence e Gnosis si costruiranno sicurezza e democrazia”.

L’Europa e il ritorno della giungla

Il giudice costituzionale Giovanni Pitruzzella, con la sua lectio magistralis, ha allargato l’orizzonte alle sfide globali. “Cresce il bisogno di sicurezza nel mondo ed è un doloroso e necessario bagno nella realtà del XXI secolo”. Tra competizione tecnologica, ritorno della guerra in Europa, crisi della globalizzazione e fragilità delle democrazie liberali, l’Unione si trova senza piena autonomia in settori cruciali. 

“L’Europa è stata una forza gentile, una macchina giuridica che ha creato un mercato comune e un apparato di diritti condivisi. Ma nel mondo è tornata la giungla e con essa l’esigenza di sicurezza, ovunque”. La risposta, secondo Pitruzzella, è un’Europa “più politica, più autonoma, capace di bilanciare libertà e difesa, valori e interessi”. Senza una robusta legittimazione democratica, i singoli Stati rischiano l’irrilevanza, con l’inevitabile perdita di sovranità e di democrazia.

Tra libertà e sicurezza

In chiusura, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha richiamato l’urgenza di ripensare costantemente categorie e strumenti dell’intelligence, congiuntamente alla sfida permanente, per le democrazie, di trovare equilibrio tra sicurezza e libertà. “Dall’11 settembre ad oggi, dal terrorismo internazionale all’ascesa economica di potenze revisioniste, fino al dominio cyber, le minacce hanno imposto di ridefinire il nostro modo di analizzarle e contrastarle”.

Il cuore della questione, ha spiegato, rimane l’equilibrio tra sicurezza e libertà, tra protezione dello Stato e tenuta democratica. “La tentazione di abbandonare le libertà individuali in favore di dimensioni securitarie è forte, ma non è questa la risposta di un Paese come l’Italia, che poggia i propri pilastri sui diritti e sulle libertà fondamentali”.

Mantovano ha ribadito come il mutamento costante degli scenari geopolitici obblighi a rivedere equilibri interni all’Europa e rapporti tra sicurezza e democrazia. “Si pensi alla libertà di pensiero e alla disinformazione: temi complessi, dai confini sempre più labili, che rischiano di incidere sulla sfera dei diritti”. In questo quadro, Gnosis diventa “piattaforma preziosa”, un laboratorio intellettuale che trasforma informazioni in analisi, analisi in comprensione e comprensione in strumento di sicurezza.

Gnosis, oggi

La presentazione della nuova Gnosis segnala una scelta dal forte valore strategico: rafforzare il legame tra intelligence e società civile, in un tempo in cui le minacce ibride e le guerre cognitive corrono più veloci delle armi tradizionali.

Rendere accessibile il linguaggio e le informazioni della sicurezza significa contribuire a costruirne una cultura democratica. Significa mostrare che la protezione dello Stato non è un esercizio tecnico confinato agli apparati, ma una responsabilità collettiva. Significa fare della conoscenza la propria bussola, rimanendo fedeli al motto originario. Per Aspera ad Veritatem.

L’intelligence italiana tra coscienza storica e sguardo al futuro. La nuova Gnosis

All’Ara Pacis l’intelligence italiana ha presentato la nuova edizione di Gnosis, la rivista che racconta e interpreta il mondo della sicurezza nazionale, celebrando i suoi trent’anni e tenendo saldo il suo obiettivo: “trasformare la conoscenza in visione e la visione in sicurezza”

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