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“I media americani diffondono bugie e messaggi politici tossici che minacciano la democrazia”. Dopo l’assalto al Congresso, James Murdoch si schiera contro i network che sostengono Trump, tra cui ovviamente brilla Fox News, controllata dal gruppo di famiglia, da cui è uscito pochi mesi fa. Murdoch jr. non fa nomi nella sua intervista al Financial Times, ma è chiaro che sta parlando anche dell’azienda guidata dal padre Rupert e del fratello Lachlan, amministratore delegato di Fox Corporation, ciò che rimane dell’impero dopo la cessione a Disney della produzione cinematografica e televisiva (ma non delle notizie).

Parrebbe di leggere l’anteprima della nuova stagione di Succession, imperdibile serie HBO – in Italia trasmessa da Sky, fino a poco tempo fa di proprietà dei Murdoch – che racconta un clan ispirato a quello dello “squalo” Rupert, in cui i figli (tre maschi e una femmina) provano a strappare il controllo dell’impero mediatico al padre, che li considera inadeguati, squinternati o pavidi.

“Il danno è profondo, forze insidiose e incontrollabili saranno con noi per gli anni a venire”, dice al cronista mentre racconta la sua ultima avventura digitale in India. “I proprietari delle testate giornalistiche sono stati cooptati da forze che vogliono solo restare al potere, o manipolano il dibattito politico dall’estero e sono fin troppo felici di distruggere e bruciare tutto”.

James Murdoch ha un passato turbolento all’interno della Fox. Dopo una serie di scelte imprenditoriali di dubbio successo – come il personaggio Romulus, detto Roman, nella fiction – nel 2005 il fratello Lachlan sbatte la porta in faccia al padre, e il giovne James viene catapultato al vertice della divisione euroasiatica del gruppo, in particolare di Sky e News International.

Suo malgrado, si è ritrovato a essere il volto della famiglia nello scandalo delle segreterie telefoniche intercettate dai cronisti del News of the World, uno dei tabloid più venduti del Regno Unito e il preferito del vecchio Rupert, che l’aveva affidato alla pupilla Rebekah Brooks.

Chiuso il giornale, sopravvissuto alle commissioni parlamentari inglesi, Murdoch jr. ha provato a consolidare il suo ruolo di erede dal volto umano, mentre la sorella Elizabeth, in passato alle redini dell’inglese BskyB, prendeva la propria strada come produttrice di cinema e tv.

Le liti familiari continuavano però sottotraccia, sempre scatenate dal tema-feticcio del padre, l’informazione, e soprattutto da Fox News, il canale conservatore americano che nel 2016 fece da megafono alla scalata ostile di Donald Trump al partito repubblicano. In quell’estate il boss della rete, Roger Ailes, fu accusato di molestie sessuali da molte donne, tra cui alcune giornaliste di primo piano (materiale per un film, Bombshell; una miniserie, The loudest voice; e un documentario, Divide and conquer).

James aveva finalmente l’occasione per liberarsi dell’odiato Ailes e sostituirlo con David Rhodes, presidente della più istituzionale Cbs News e fratello di Ben, autore dei discorsi di Obama. Niente da fare: nell’ennesima prova di potere, il padre Rupert si è ripreso il controllo del network, confermando la fiducia in Ailes e lanciando Trump, che non amava, alla Casa Bianca. Nel frattempo, il fratello Lachlan era rientrato nel gruppo, e il destino dei due Romolo e Remo austro-anglo-americani si era di nuovo ribaltato.

Conclusa nel 2019 l’operazione con Disney, che ha reso i Murdoch ancora più ricchi ma ormai marginali nel gigantesco gruppo dell’intrattenimento, per James era arrivato il momento di mollare. Nella scelta è stata determinante la moglie Kathryn, con cui condivide le posizioni politiche e sui media, tanto da rilasciare spesso interviste a due voci.

Ora si occupa di investimenti in vari settori attraverso il fondo Lupa Systems, creato nel 2019, sei mesi dopo la messa in onda del primo episodio di Succession, che lui giura di non vedere. Potremmo anche crederci, peccato che il simbolo sia la lupa capitolina che sfamò Romolo e Remo. Se gli sceneggiatori ci avessero propinato un’idea simile per la terza stagione, che andrà in onda quest’anno, avremmo chiesto indietro i soldi dell’abbonamento.

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