Skip to main content

Ho ascoltato poco fa la lista dei ministri pronunciata dal quasi Premier Mario Draghi. Lo ammetto, ho sperato fino alla fine in un veto politico di PD, LeU e M5S alla Lega di Matteo Salvini. Le mie speranze in tal senso sono andate miseramente in frantumi. Al di là della mia personale opinione, cerchiamo di vedere il quadro generale della situazione e di capirne i risvolti politici.

Il Partito Democratico ha dovuto tirar giù uno dei bocconi più amari della sua vita, ne sono certo. Un governo assieme non solo a Berlusconi, ma alla Lega di Matteo Salvini.

Vengono confermati Guerini alla Difesa e Franceschini alla Cultura. Dispiace, invece, per i ministri Gualtieri e Amendola che hanno lavorato duramente – e bene – per portare a casa, assieme al Premier Conte, l’accordo sul Recovery da 209 Miliardi, così come per il ministro Provenzano che viene ora sostituito da Mara Carfagna.

Nuovo ingresso, invece, per Andrea Orlando che guiderà il ministero del lavoro. Fatto positivo per chi, come me, auspica politiche del lavoro e sociali più progressiste e socialdemocratiche.

Il M5S mantiene il più ampio numero di ministri e riconferma Luigi di Maio agli esteri. Nonostante altre perdite in Parlamento e l’addio annunciato da Alessandro di Battista, il M5S resta saldo al potere come dal 2018 ad oggi.

Tutto ciò, è certamente un capolavoro di Matteo Renzi:  ha aperto una crisi che ha riportato nel governo del Paese due tra i peggiori ministri che abbiamo mai visto, Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini, mentre la Lega ottiene ben tre ministri, tra cui quello importante dello Sviluppo Economico, affidato a Giorgetti.

Per il resto è un Conte-Ter senza Conte, che era il solo e unico motivo per cui Renzi e quelli di Italia Viva hanno fatto saltare il governo. In sostanza Renzi ne esce perdente, checché ne dica qualche giornalista od opinionista ancora in una non ben spiegabile adulazione di questo leader decotto, che è una iattura anche per sé, oltre che per il paese.L’unica cosa positiva di questa storia, dopotutto, è che ha sbagliato tutti i suoi calcoli, Renzi. Ora conta meno e per fortuna conterà sempre meno.

Salvini, invece, ha vinto la partita in toto, perché ha ingannato tutti: Renzi, in primis, che ora non potrà nemmeno aspirare all’egemonia sul centro-destra, visto che la Lega si è re-inventata come “moderata” – tanto che ieri Salvini ha pure fatto un tweet a difesa degli omosessuali. 

Questo cambio di prospettiva rinsalderà l’alleanza Lega-Forza Italia, mentre Giorgia Meloni farà la parte dell’opposizione dura, coerente ed intransigente. Il tutto in una coreografia ben ideata dai tre leader della destra – Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, appunto – che sembrano separati, invece sono più uniti di prima.

Non so quanto andrà avanti questo governo che è ideologicamente sconnesso al suo interno e tenuto insieme da un’aura mistica prodotta del volere del Presidente della Repubblica e della minaccia pandemica.

Mentre Renzi ha condannato se stesso all’irrilevanza – e sarà un bene per tutti, per Drahi in primis – e la Destra si è ricompattata – per assurdo – separandosi tra chi governerà e chi farà opposizione – il Partito Democratico deve usare questo tempo non per conte interne o congressi, che non servono né al partito, né al paese, ma per pianificare l’alternativa che serve.

Il M5S, depurato delle frange più intransigenti e radicali, diventerà un alleato certamente più affidabile di quanto non sia stato Italia Viva. L’alleanza PD-M5S e LeU ha retto e deve reggere.

Questa situazione eccezionale non deve azzerare le differenze politiche esistenti tra le varie forze in campo: il conflitto costruttivo è imprescindibile per una democrazia sana. Detto ciò, comunque, dubito che questo governo possa davvero durare fino a scadenza della legislatura.

Staremo a vedere!

Governo Draghi: Renzi perdente, Salvini tattico

Ho ascoltato poco fa la lista dei ministri pronunciata dal quasi Premier Mario Draghi. Lo ammetto, ho sperato fino alla fine in un veto politico di PD, LeU e M5S alla Lega di Matteo Salvini. Le mie speranze in tal senso sono andate miseramente in frantumi. Al di là della mia personale opinione, cerchiamo di vedere il quadro generale della…

Enrico Giovannini

Infrastrutture e trasporti, tutto sul nuovo ministro Enrico Giovannini

L’espertissimo Enrico Giovannini vanta un curriculum denso di posizioni chiave nei più importanti congressi internazionali. La sua sensibilità ambientalista e le credenziali impressionanti hanno guidato Mario Draghi a sceglierlo per un dicastero così importante per la transizione ecologica

Non solo golden power. Chi è e cosa pensa Roberto Garofoli, nuovo sottosegretario a Chigi

Roberto Garofoli è il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Draghi. Presidente di sezione del Consiglio di Stato, esperto di anticorruzione riconosciuto a livello internazionale, ha ricoperto incarichi tecnici in ben sei governi. Dal golden power all’Anac, ecco cosa pensa

Andrea Orlando

Al Lavoro con Orlando. Chi è e cosa pensa il ministro Pd

Profilo di Andrea Orlando, politico di lungo corso e attuale Vicesegretario del Partito Democratico, appena confermato a Palazzo Balestra

Colao, il supermanager al ministero dell'innovazione tecnologica e della transizione digitale. Vita, profilo, carriera

Nell’aprile 2020 viene nominato dal governo Conte a capo della task force che doveva portare l’Italia fuori dalla prima fase dell’emergenza da Covid-19 e verso la “fase due”. Il rapporto con il premier non si chiuse nel migliore dei modi, ma ora nel governo Draghi potrà mettere in pratica le sue proposte per il rilancio del Paese

La Difesa all'insegna della continuità. Draghi conferma Guerini

La conferma di Guerini segna la volontà di Draghi (e Mattarella) di assicurare continuità a un comparto che vive di programmazione di lungo periodo. Tra binario euro-atlantico, investimenti e missioni internazionali, ecco il futuro della Difesa

Luciana Lamorgese all'Interno, la sicurezza nel segno della continuità

Nominata ministro dell’Interno nel Conte II dal 5 settembre 2019, la sua conferma nel governo Draghi dà un segnale di continuità oltre alla figura tecnica che è tipica del nuovo esecutivo

Tutte le proposte di Roberto Cingolani, nuovo super-ministro per la transizione ecologica

Guiderà il ministero “chiave” del nuovo governo, che ne ha permesso la nascita: Beppe Grillo ha lanciato sul suo blog la proposta di un super-ministero della transizione ecologica. Cingolani ha già in mente cosa serve al Paese per sfruttare al meglio l’occasione del Recovery Fund. Qui tutte le sue idee

Di Maio fa il bis alla Farnesina. Chi è e cosa pensa il ministro degli Esteri

Luigi Di Maio confermato ministro degli Esteri. Per la Farnesina Mario Draghi sceglie la continuità e premia il lavoro dell’ex capo del Movimento Cinque Stelle. Atlantismo ed europeismo i pilastri. Ecco cosa pensano gli esperti del suo operato

Daniele Franco, l’uomo della finanza pubblica che sarà il nuovo ministro dell’Economia

È a Via Nazionale durante il mandato da Governatore di Mario Draghi (2005-2011), ed è stato uno dei suoi collaboratori più fidati

×

Iscriviti alla newsletter