Non è solo il vertice degli impegni sulla spesa militare. Da Ankara emergerà una Nato chiamata a ripensare la propria struttura, i rapporti tra alleati e il ruolo degli Stati Uniti. Tra il rafforzamento della posizione di Trump, il nuovo peso della Turchia e le sfide della deterrenza europea, il summit segnerà un passaggio importante per gli anni a venire. La riflessione di Andrea Gilli, lecturer in Studi strategici all’università di St Andrews e Non-resident fellow del Nato Defense College
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Cosa faranno Leonardo e Thales per le forze speciali Nato. I dettagli
La Nato ha affidato al consorzio Thales-Leonardo la realizzazione di sistemi di comunicazione per il comando delle forze speciali. Il programma prevede sei nodi mobili dispiegabili per continuità operativa in scenari complessi, con reti sicure, interoperabilità e ridotta segnatura elettromagnetica. Per la prima volta, sarà introdotto anche il full motion video
Da Abe a Takaichi, l’asse India-Giappone ridisegna gli equilibri dell’Indo-Pacifico
India e Giappone rafforzano una partnership strategica nell’Indo-Pacifico puntando su sicurezza, tecnologia e resilienza, mentre gli Stati Uniti appaiono meno centrali. Questo nuovo equilibrio apre opportunità per l’Italia e l’Europa di inserirsi attivamente nella costruzione di un ordine geopolitico emergente
Dalle trincee ucraine al mare. La Royal Navy testa il drone Nyan
La Royal Navy ha effettuato il primo lancio in mare del drone kamikaze Nyan, accelerando il programma per una “trasformazione ibrida” in cui navi tradizionali e sistemi autonomi opereranno insieme per aumentare capacità offensive e flessibilità operativa
Vi spiego la linea italiana tra Ucraina, fianco Sud e spesa Nato. Parla Calovini
Il vertice Nato di Ankara si apre tra le incertezze sul futuro dell’impegno americano, la necessità di sostenere l’Ucraina e la richiesta europea di dare maggiore peso al fianco Sud. In questa conversazione Giangiacomo Calovini, deputato di Fratelli d’Italia e membro dell’Assemblea parlamentare Nato, spiega come l’Italia può contribuire a tenere insieme il rapporto transatlantico, la centralità del Mediterraneo e il percorso verso un rafforzamento delle capacità europee di difesa
L'Opec aumenta ancora la produzione di petrolio. Ecco perché
L’organizzazione, guidata da Arabia Saudita e Russia, ha scelto di aumentare ancora la produzione di circa 188.000 barili al giorno, a partire dal mese di agosto. I Paesi dell’Opec si riuniranno di nuovo il 2 agosto
L’Octagon di Sisi, la nuova architettura del potere egiziano
L’inaugurazione del nuovo Strategic Command Headquarters va oltre l’apertura di un quartier generale militare. Il complesso diventa il simbolo di un progetto che intreccia sicurezza, centralizzazione del potere e ambizioni regionali in un Medio Oriente ancora attraversato da conflitti
L'ultima mossa di Vucic per evitare il crack. Serbia al voto
Come potrebbe impattare questa possibile crisi politica sul cammino europeo del Paese? La Serbia è candidata all’adesione all’Ue, ma Belgrado deve compiere una serie di passi sostanziali nei capitoli ancora aperti e irrisolti, come la politica estera europea, lo stato di diritto, le condizioni per elezioni libere ed eque, il sistema giudiziario, la corruzione e la lotta alla criminalità organizzata. Soprattutto c’è da ragionare sul posizionamento internazionale di Belgrado, anche alla luce delle mire di super players esterni come Cina e Russia
Crosetto punta su aiuti a Kyiv e rafforzamento dell’industria europea in vista del vertice Nato
Il nodo che l’Italia porta al vertice Nato è come continuare a sostenere l’Ucraina senza separare la spesa per la difesa dalla tenuta industriale europea. La linea rivendicata da Crosetto punta a tenere insieme aiuti a Kyiv, credibilità verso gli alleati e uso delle risorse in modo da rafforzare anche produzione, occupazione e autonomia strategica
Legge elettorale, perché la governabilità è un falso mito. Scrive Mario Giro
Più che un’anomalia, il pareggio è sempre più il riflesso della frammentazione delle democrazie contemporanee. Il parlamentarismo italiano ha saputo assorbire tensioni e trasformazioni politiche senza spezzarsi. Inseguire maggioranze artificiali in nome della governabilità rischia di produrre l’effetto opposto. L’esperienza europea mostra che neppure i sistemi presidenziali o bipolari sono immuni dall’instabilità. La vera sfida non è eliminare il compromesso, ma valorizzarlo come essenza della democrazia parlamentare. L’analisi di Mario Giro
















