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Sarà competenza di Juan Guaidó gestire l’oro venezuelano depositato nella Banca d’Inghilterra. Così l’ha deciso il Tribunale supremo britannico, dopo avere sentito le due parti coinvolte nel caso. Il giudice Nigel Teare sostiene che il governo del Regno Unito ha riconosciuto “senza equivochi” al capo del Parlamento come presidente ad interim costituzionale del Venezuela, per cui sarà sua potestà accedere legalmente alle risorse dello Stato venezuelano.

Il giudice sostiene che la direzione della Banca Centrale del Venezuela (Bce) nominata da Guaidó sia l’unica valida. Con questa decisione, il governo ad interim venezuelano potrà ricevere 31 tonnellate di oro per un valore di circa 1,45 miliardi di dollari.

La decisione di oggi rappresenta un importante sostegno per Guaidó e il suo governo temporaneo e isola ancora di più il regime di Maduro.

Durante il processo, risolto con una velocità record, l’avvocato del regime Nick Vineall aveva sostenuto che il Regno Unito continua ad avere rapporti diplomatici con i rappresentanti di Maduro.

Tuttavia, Andrew Fulton, avvocato della parte di Guaidó, ha ricordato che il primo ministro britannico, Boris Johnson, riconosce ufficialmente il presidente del Parlamento come presidente ad interim, per cui la Corte dovrebbe seguire quest’unica voce che si applica nel Regno Unito e obbliga alle istituzioni dello Stato ad avere una posizione unica in quanto alla politica estera. Inoltre, la legalità della direzione della Bce nominata da Guaidó non è processabile dalla Corte britannica.

La sentenza di oggi è utile anche per risolvere il caso dei conti in Deutsche Bank, iniziato nel 2019: i due “governi” del Venezuela chiedono l’accesso a circa 120 milioni di dollari per la fine di un contrato “swap” o permuta di oro.

La direzione della Banca Centrale Venezuela (Bce) guidata da Calixto Ortega, nominato dal governo di Maduro, ha annunciato che farà ricorso alla sentenza di Teare: “La Bce chiederà il permesso per fare ricorso, perché considera che ignora completamente la reale situazione sul territorio”.

Il regime venezuelano non demorde. Vuole insistere nella causa presentata contro la Banca d’Inghilterra da Ortega, alla quale accusa di violazione del contratto per avere respinto il trasferimento di 930 miliardi di oro delle riserve d’oro ad un fondo delle Nazioni per finanziare programmi sanitari durante l’emergenza COVID-19 in Venezuela.

Un fiume d'oro per Guaidò. Così Londra colpisce Maduro

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