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Un uomo è un uomo e non si può trasformare in donna solo con la bacchetta di Harry Potter.

Che cos’è per voi la libertà di espressione? Ve lo siete mai chiesti?
Ci si fascia sempre la testa e ci si riempie la bocca di parole come libertà e democrazia, ma queste trovano fondamento nella realtà che viviamo quotidianamente?

Vi portò un esempio internazionale, giusto per volare bassi e farvi intendere su quali basi si fondano poi le mie domande.
J.k. Rowling è una scrittrice di successo, una che si è inventata dal nulla uno dei più grandi personaggi fantastici della scrittura e della cinematografia internazionale. Stiamo parlando di Harry Potter, saga mondiale che tra spettatori al cinema e tv oltre ai tanti libri, ha intrattenuto milioni di uomini e donne.

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Ecco partiamo da questo per dirvi che uno che scrive un libro di successo non per obbligo poi diventa anche credibile per ciò che dice ma qui la storia è diametralmente diversa per la scrittrice inglese, la quale combatte come un leone per difendere la sua libertà di pensiero. Tutti l’hanno attaccata, compreso i personaggi che hanno recitato nella serie, perché la Rowling si è permessa di contraddire una definizione chiara e lessicalmente ineccepibile, “people who menstruate” (persone che possono avere le mestruazioni), tecnicamente la nostra amata scrittrice ha sbottato giustamente definendo il tutto solo “un giro di parole” e che questo eliminerebbe il concetto fondamentale di donna. Ha ragione da vendere la bellissima Joane, le donne piaccia o meno, sono le uniche che possono avere (e menomale!) le mestruazioni, sono le uniche che vivono quella meravigliosa esperienza della maternità, sono le sole che nel loro interno hanno quel rapporto scientificamente dimostrato di rapporto intrauterina con i proprio figli.

Ecco dire che tutti possono esser “mestruati” è una follia.

Peccato comunque che nel mondo dei paesi definiti “avanzati” –  tante volte vengono a galla follie ritenute giuste e contestarle diventa impossibili.

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La Rowling era recidiva ed era già stata attenzionata e messa nel libro arcobaleno della Gaystapo, per avere difeso una donna nel 2019 – una certa Maya Forstater – licenziata dalla sua azienda per aver detto che il sesso biologico conta.

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Sex is real!
La Rowling, diciamocelo, non è una matta, ma una donna libera che sa di stare dalla parte della verità, sa bene che quando ammette, che il sesso biologico è inconfutabile, e che solo quest’ultimo abbia un vero valore, dice qualcosa di giusto. Riconosce che senza ideologia tutte le affermazioni dei vari protettori del mondo gay, sono il vuoto cosmico.

Dire certe cose, ha fatto si che contro di lei si scatenasse l’inferno, tant’è che un’altro must della letteratura mondiale come Stephen King, gli da addosso appena possibile, dimostrando un bullismo da terza media (che potrebbe identificarsi anche con un terzo boccale di birra).

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Rowling, elogia in un tweet il suo collega, apprezzandolo professionalmente e per i suoi scritti, ma il “Re” che non è nudo, ma bensì avvolto in auree arcobaleni, gli risponde con un “cinguettio” al vetriolo, “Yes, Trans women is women”“le trans sono donne”. Adesso, ammettendo anche la buona volontà di accettare un’idea opposta a quella logica, accettando esempi che aprono a versanti diversi da quelli che ognuno di noi vive, non si può accettare questa definizione, infatti la scrittrice inglese rimandata tutto al mittente prima cancellando il tweet e poi togliendo il following al profilo di King.

Io sono e resto a difesa di Joane!

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Una donna è una donna, per esigenze, complessità, biologia, fisicità, insomma, tutto un trans può esser ma non una donna.

Come si potrebbe giustificare nella realtà la citazione  “Yes, Trans women is women” – “le trans sono donne” ?

Solo con l’intenzione di esser riconosciuta come tale?

Già qualche errore da questo punto di vista è stato fatto, giuridicamente in Italia, per esempio, nonostante barba e fisicità nettamente maschili, domani mattina potrei farmi riconoscere alla mia anagrafe come donna, solo per intenzionalità, senza nessun protocollo serio, senza nessun limite.

Già questo serve a capire in che inganno ci hanno portato nel tempo i tanti pseudo politici o magistrati pro lgbtqi. Tornando a bomba come si suol dire, voglio analizzare la cosa sotto l’aspetto logico della questione cercando anche banalmente di entrare nel pensiero pro-gender

King, re del giallo, dice una cosa netta, che una trans è donna,aldilà di tutto,  bene, da cosa lo concepisce King? Forse dal vestiario? Se bastasse questo, allora, io travestendomi da Superman potrei pretendere di esser riconosciuto come supereroe? Forse King si riferisce al desiderio, all’intenzionalità che per amor di Dio, è anche è importante ma non può esser l’unico elemento per ricondurre la discussione su di una base solida. Se bastasse il desiderio, da domani pretendo di esser riconosciuto come bello e impossibile, anche se qualche difetto diciamolo, ed è contestabile a occhio nudo.

Dobbiamo tornare al lume della ragione, ricominciare dalle api e dal polline, fare ostruzionismo allo shitstorm privo di logica avvenuto berso chi prova a dire la verita come la Rowling. Far capire con energia che tutto questo è condito di ideologia fasulla e funzionale solo ad un certo parterre, per continuare a fatturare milioni o miliardi di sterline e dollari. Non c’è altra motivazione sennò. In un mondo che ormai si inginocchia solo per pochi, restare in piedi è difficile e alla Rowling, non possiamo che augurare di non traballare, tenere duro e resistere.

SEX IS REAL - JK. ROWLING vs KING

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